Castello di Frascarolo

Induno O. Frascarolo  Castello
Foto di Cristina Tombini

Frascarolo, oggi isolata e tranquilla, nel medioevo era centro nevralgico per chi da Ponte Tresa doveva raggiungere Varese da Ganna: o si attraversava il Brinzio oppure si saliva per le pendici del monte Monarco e si scendeva a Varese. Da qui le supposizioni che già in tempi antichi doveva esserci un fortilizio.

Sicuramente già esistente nel 1160, durante la lotta tra Milano e il Barbarossa, venne utilizzato dall'arcivescovo Uberto I come avamposto per il controllo della Valganna e della Valceresio, nei confronti della filoimperiale Como. Con Arcisate che parteggiava per il Barbarossa e il monastero di Ganna legato a Milano, portò alla concessione del castello di Frascarolo ai monaci di san Gemolo, che qui erano sicuramente presenti nel XIII sec.

Il castello seguì poi le intricate vicende legate alle concessioni dei beni monastici a diversi commendatari e così nel 1490 viene affittato da Giovanni Maria Sforza al fratello Giulio - nel 1492 a Graziolo Zemo - nel 1494 a Francesco Neri - nel 1532 ai de Theis - nel 1543 a Giovan Battista Medici marchese di Marignano, fratello di Gian Angelo, futuro Papa Pio IV e ultimo abate commendatario di Ganna nel 1543, e del famoso condottiero Gian Giacomo, detto "il Medeghino".

Nel 1545, in occasione delle nozze tra il Medeghino e Maria Orsini, vedova di Bartolomeo d'Alviano, il castello venne adattato a villa residenziale. Solo nel 1559 i Medici riceveranno dal priorato di Ganna il pieno dominio sulla "possessione detta del Frascarolo" grazie a una permuta di beni.

La tradizione orale riporta che Margherita Medici, consorte del conte Gilberto II Borromeo di Arona, in quei giorni ospite a Frascarolo, desse alla luce, il 18 ottobre 1538, il figlio Carlo, proprio nella dimora indunese dei Medici. Poiché, per leggi di successione feudale, era necessario che l’erede nascesse nei territori del feudo, Carlo e sua madre vennero immediatamente (e in gran segreto) riportati ad Arona, dove i Borromeo risiedevano nella famosa Rocca, poi andata distrutta. Si tratta ovviamente di una fantasia popolare in quanto i Medici entrarono in possesso del castello di Frascarolo solo nel 1543, cinque anni dopo la nascita del futuro San Carlo.

E così anche se Arona ricostruì in una chiesa la "Camera natale di San Carlo", a Frascarolo vi è tuttora una stanza, chiamata la "Camera di San Carlo" e un orto "l'orto di San Carlo" che, quanto meno, testimoniano i soggiorni di Carlo giovinetto presso gli zii marchesi Medici.

Dal XVI sec. il castello è di proprietà dei Medici di Marignano - tranne un breve periodo nel XIX sec. quando passò per sposalizio alla famiglia dei Crivelli.

Dell'edificio originario resta l'imponente torrione a ovest, con accesso solo dall'interno del castello così da costituire un'estrema possibilità di difesa. Il castello è a pianta quadrata , scarpato alla base, con due cornici marcapiano che delimitano l'una la scarpatura, l'altra il primo dal secondo piano. La parte superiore è coronata da sporti con beccatelli dove ancora si aprono le caditoie. Le trasformazioni cinquecentesche hanno stravolto l'antico impianto, pur mantenendo alcuni elementi di difesa e facendoli coesistere con gli elementi abitativi.

Induno O. Frascarolo Castello
Foto di Elena Impe

Induno Olona Frascarolo
Foto di Goffredo Pontrandolfo

Induno O. Frascarolo Castello
Foto di Eugenio Pigato


... le abitazioni dinnanzi al Castello...

. Induno Frascarolo

Induno Frascarolo


Foto di Maria Desogos