Castello Castiglioni Busti


Il castello di Venegono Superiore nasce per difendersi dalle invasioni degli Ungari. Scrive il Cazzani "() Di fronte alle reiterate incursioni magiare devastatrici, per un paio d'anni (899-900), Berengario I, impotente a costruire da sé difese necessarie, lascia ai privati l'onere di edificare castelli lungo le strade più battute dagli invasori, che si identificavano poi con le vie percorse dai mercanti i quali usavano talvolta il castello come deposito e luogo di vendita delle merci, trasformandolo in un vero e proprio mercato".

Del castello di Venegono Superiore gli storici sono stati in grado di precisare la struttura originaria: si trattava di "un grande recinto murato; addossato alle mura nell'interno, correva il cammino di ronda, nel recinto si stipavano alcune casette (una fu donata nel 1052 al monastero di sant'Ambrogio) e numerose caneve o magazzini, dove secondo le consuetudini del milanese, i contadini dovevano "incanevare" i prodotti della terra. () Al centro del recinto era il "domus magna castri" che spettava al signore feudale del villaggio".

La descrizione ci riporta ai tempi e alle caratteristiche proprie delle invasioni degli Ungari, i quali miravano appunto a razziare i prodotti della terra. Tali prodotti erano posti al riparo nelle caneve del castello, mentre durante l'incursione nelle casette stipate entro il recinto, trovavano rifugio anche i contadini del sottostante villaggio.

Il Castrum sembrava costruito apposta per fronteggiare quegli attacchi: di qui l'ipotesi della sua costruzione nell'epoca immediatamente successiva alle invasioni magiare, e quindi nella prima parte nel secolo X.

Più che di un castello inteso in senso moderno, si trattava di un fortilizio, accuratamente recintato, che sfruttava l'altura del colle, munito verso le parti degradanti di terrazzamenti fortificati.

La parte centrale (domus magna castri) doveva avere la forma di un castelletto, che poteva essere lo sviluppo dell'antica torre di vedetta e di segnalazione collegata al Seprio. Era comunque fin d'allora un centro di riferimento e di vita per gli abitanti del luogo: nei magazzini confluivano prodotti agricoli, provenienti dai campi antistanti o dalle immediate vicinanze.

La trasformazione del castrum originario in vero e proprio castello avvenne verosimilmente nel corso del XIV secolo ad opera della famiglia Pusterla, che dal 1316 era entrata in possesso di diversi beni e terreni a Venegono. La progressiva affermazione dei Pusterla mise la proprietà di Venegono Superiore al centro di una lunga contesa con la famiglia Castiglioni per il controllo del territorio dell'Olona. Tali contrasti si risolsero agli inizi del Quattrocento con l'intervento diretto del Duca di Milano Filippo Maria Visconti, che confiscò i beni della famiglia Pusterla.

Dal 1425 il castello di Venegono Superiore entrò così a far parte dei possedimenti dei Castiglioni, i quali ottennero alla metà del secolo il titolo di conti di Venegono Superiore dall'imperatore Federico III d'Asburgo.

Nella sua forma attuale il palazzo presenta importanti differenze rispetto all'epoca medievale. Due sono le torri superstiti: l'ampio torrione che chiude l'ala orientale e domina il fronte meridionale del castello e la torre che si innalza al centro dell'ala occidentale, situata in corrispondenza dell'antico ingresso al palazzo.

Sono ancora degni di nota il porticato che circonda su tre lati il grande cortile interno e le tracce di affreschi del XV secolo conservate nell'ala ovest del complesso, che lasciano pensare a estese decorazioni interne che riproducevano cicli di figure mitiche o allegoriche simili a quelli osservati in altre residenze della famiglia Castiglioni.

Il castello rimase fra le proprietà del casato dei Castiglioni fino ai primi anni del Settecento, quando fu ceduto a Giovanni Saglier, legato alla famiglia Borromeo. Dopo essere passato attraverso diversi cambi di proprietà, dal 1921 il castello di Venegono Superiore ospita la sede dell'Istituto Comboniano per le Missioni.