Arcimboldi

 

Originaria di Parma , la famiglia si stabilì a Milano ai primi del XV secolo con Giovanni Arcimboldi (1387-1422) e con suo figlio Antonello (1398-1439), capitano al servizio del duca Filippo Maria Visconti. Successivamente, sotto il duca Gian Galeazzo Maria Sforza, la famiglia ottenne il feudo di Arcisate (1484).

Diversi membri della famiglia furono arcivescovi della diocesi di Milano, altri funzionari e consiglieri alla corte dei duchi di Milano, altri ancora artisti, tra cui Giuseppe Arcimboldi (1527- 593), detto l' Arcimboldo, figlio, a sua volta, di un altro pittore, Biagio.

La famiglia si estinse nel 1727 con la morte del marchese Guido Antonio.

 

Arcimboldo

Giuseppe Arcimboldi , l'Arcimboldo

Il padre Biagio lavorava come pittore presso la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano e anche Giuseppe risulta che dal 1549 al 1558 vi abbia lavorato per realizzare delle vetrate e degli arazzi.
Nel 1556 Giuseppe lavora anche per realizzare un grande affresco nel Duomo di Monza, rappresentante l' Albero di Jesse, realizzato in collaborazione con Giuseppe Meda.
Nel 1558 fu impegnato nell'esecuzione di un cartone per un arazzo nella cattedrale di Como.
Nel 1562, viene invitato alla corte di Vienna dal principe Massimiliano II d'Asburgo, in sostituzione dell'anziano pittore ritrattista Jacob Seisenegger. A corte Giuseppe Arcimboldo si impegna molto come coreografo degli eventi ludici e ancora oggi, di questo suo notevole lavoro, sono visibili presso il Gabinetto dei disegni e delle Stampe degli Uffizi, 148 disegni.
Nel 1563 Giuseppe inizia a realizzare delle teste grottesche ottenute combinando in modo egregio, vegetali e animali; è di questo periodo la serie di dipinti delle quattro stagioni, mentre due anni più tardi dipinge il Il bibliotecario, combinando una serie di libri.
Nel 1576, alla morte di Massimiliano II d'Asburgo, Arcimboldo passa al servizio del successore Rodolfo II d'Asburgo e quando Rodolfo II stabilirà la capitale dell'impero a Praga, Giuseppe lo seguirà. Per i lunghi anni di lavoro prestati a corte verrà lautamente compensato in termini economici e con onorificenze.
Nel 1587 Arcimboldo torna a Milano e nel 1589 dipinge La flora, che invia a Praga, mentre nel 1591, dipinge il ritratto di Rodolfo II come Vertunno. Nello stesso anno, il primo maggio, Rodolfo II lo nomina Conte Palatino.
L'11 luglio 1593 Giuseppe Arcimboldi muore a Milano, troverà sepoltura nella chiesa di San Pietro della Vigna.



“L'Ortolano” di Giuseppe Arcimboldi ha ispirato la mascotte di Expo 2015 e 'Il Popolo del cibo‘, le statue altre 3,5 mt realizzate dallo scenografo italiano Dante Ferretti appositamente per l'evento universale - sei statue sono visibili nel Giardino delle Rose di Induno Olona.

Induno Olona Giardino delle Rose

Arcimboldo Ortolano
EXPO Foody
 

L'Ortolano o Ortaggi in una ciotola (Natura morta reversibile)
Museo civico Ala Ponzone di Cremona

 

La Bicocca degli Arcimboldi

Nella seconda metà del XV secolo, la famiglia Arcimboldi si fece costruire una dimora di campagna, nell'allora zona rurale di Milano, oggi conosciuta come la Bicocca degli Arcimboldi.

Milano Bicocca Arcimboldi

Con la scomparsa degli Arcimboldi nel 1727, la villa passò agli Arconati , poi ai Busca ed in seguito ai Sormani. Restaurata a inizio Novecento, nel 1918 fu poi acquisita dalla Pirelli che già aveva edificato nei pressi i propri stabilimenti.

Alcuni affreschi conservati all'interno della sala delle dame costituiscono un rarissimo esempio di rappresentazione degli svaghi e delle occupazioni delle dame di corte: vi sono raffigurate alcuni momenti della giornata della padrona, dalla sveglia accompagnata dalla musica, al gioco degli scacchi, fino alla preparazione del letto nuziale.