Arsago Seprio

Arsago San Vittore
La Basilica di San Vittore


Situato sulle prime colline dell'anfiteatro morenico del Verbano che si elevano sulla brughiera del basso varesotto, Arsago Seprio è uno dei comuni inseriti nel Parco del Ticino. Abitato sicuramente sin dalla preistoria, come tutta la zona compresa tra Somma Lombardo e Vergiate, fu in epoca romana sede di un presidio militare a guardia della via che conduceva dal Verbano alla pianura, come testimoniano le numerose lapidi rinvenute.

In epoca longobarda doveva essere un centro importante a giudicare dai corredi della necropoli del sec. VII scoperta nei pressi delle scuole: una croce in lamina d'oro, cuspidi di lancia e di freccia, quattro borchie auree di uno scudo da parata, pendagli ageminati d'argento e un braccialetto in pasta vitrea. Intorno al sec. VIII divenne capo di pieve e verso il sec XII vennero edificati la basilica e il battistero.

Nel 1129, facendo parte del feudo di Somma Lombardo, entrò a far parte dei possedimenti dei Visconti di Somma ai quali appartenne sino al sec. XVIII.

Arsago Seprio si è sviluppato attorno al vecchio nucleo medievale. Sulla collina al centro dell'abitato e sovrastante la basilica di S. Vittore, in località Castello, si notano ancora i ruderi di una torre quadrangolare, forse appartenuta a un antico castello visconteo. Del resto lì accanto sorge la vecchia dimora patrizia appartenuta ai Visconti d'Arsago, passata poi, per estinzione del casato nel 1751, a Giambattista Oltrona.

Da vedere:

- la Basilica di San Vittore, una delle più importanti chiese romaniche del varesotto. Eretta nel sec. XII sulla primitiva costruzione del V sec. conserva nell'abside centrale un altare settecentesco disegnato da Biagio Bellotti e nell'abside meridionale una statua seicentesca della Madonna del Rosario.

Arsago Seprio
Foto di Claudio Montagner

Addossato alla sinistra della chiesa si trova il possente campanile (sec. XII) costruito con materiali provenienti da antichi edifici tra i quali spiccano pietre nobili di età romana. Nel 1872 venne murata la cella campanaria e le campane furono poste sulla terrazza ricavata sul tetto.

Di fronte alla facciata della chiesa si trova il battistero di San Giovanni Battista, a pianta opttagonale, eretto contemporanemente alla basilica, ha due porte d'accesso: i catecumeni che dovevano ricevere il battesimo entravano da una porta e una volta battezzati uscivano dall'altra. Anche qui vennero usati materiali di recupero, come alcune lapidi e pietre miliari di epoca romana.

Arsago Seprio Battistero

- l'Abbazia di Santa Maria in Monticello, al margine orientale del centro storico, eretta in epoca romanica su una preesistente chiesa carolingia nella quale si trovava la lapide funeraria di Arnolfo, morto nel l'893.
All'interno conserva tracce degli antichi affreschi romanici, la venerata immagine della Madonna del Latte (sec. XVI) e la statua policroma della Madonna con il Bambino, opera tardo gotica (sec. XIV-XV)

Arsago Seprio Santa Maria in Monticello


- l'oratorio campestre dei Santi Cosma e Damiano, del XII secolo, nei boschi a nord del paese, è in stile romanico e probabilmente fu edificato sopra un preesistente edificio di culto pagano all’incrocio di sue strade anticamente molto importanti (presso una di esse furono ritrovati degli insediamenti preistorici).
Degli affreschi che l'adornavano è rimasto solo il paliotto in legno dipinto che raffigura i due santi. Di tutti gli altri sono rimaste solo le descrizioni settecentesche e delle fotografie scattate quando fu deciso di trasportare a Milano alla Biblioteca Ambrosiana la monumentale lastra della "gens Terentia della tribù Oufentina" ritenuta da Carlo Mastorgio la più bella epigrafe funeraria di età romana di tutto il territorio varesino. Questo monumento dal ragguardevole peso di una tonnellata era stato reimpiegato come mensa d'altare della chiesetta ed è tutt'oggi visibile nel lapidario del cortiletto degli Spiriti Magni alla Biblioteca Ambrosiana.
Un'altra lapide funeraria romana è tuttora visibile nel pavimento della chiesa.

Arsago Seprio Oratorio SS Cosma e Damiano


- la chiesa di San Rocco, citata la prima volta in un documento del 1498, era utilizzata come deposito e solo nel 1630 si cominciò a celebrarvi con regolarità le messe. Nel tabernacolo si custodiva una statuetta in avorio con la raffigurazione di San Rocco vestito da pellegrino, descritta dal cardinale Schuster come "opera assai importante del secolo XV".
La chiesa venne definitivamente sconsacrata nel corso della seconda guerra mondiale e nel 1958 l'allora prevosto di Arsago chiese alla Soprintendenza ai Monumenti della Lombardia di poterla demolire. La Soprintendenza concesse l'autorizzazione alla demolizione o trasformazione della chiesa ma decretò di conservare il campanile poichè costituiva "una particolare caratteristica ambientale della zona" e doveva essere armoniosamente inserito nella futura nuova costruzione o trasformazione.
Provvidenziale si rivelò allora l'intervento dell'arch. Alessandro Minali che decise di acquistarla per trasformarla nella propria casa. L'immobile venne successivamente acquistato dagli attuali proprietari i sigg. Marelli-Bartolomeo, parenti dell'arch. Minali, i quali, con passione ed intelligenza, hanno saputo non solo conservare l'immobile ma apportarvi delle migliorie per evidenziare l'originaria sacralità dell'edificio.

Arsago Seprio San Rocco


- il Museo archeologico, riaperto ai visitatori nel 1998, conserva reperti delle necropoli romane e longobarde rinvenute nel vicus romano di Arsago oltre a manufatti preistorici rinvenuti negli insediamenti palafitticoli della Lagozza e della Lagozzetta.

- la Necropoli Longobarda scoperta nel 1972 è l'unica conservata a vista in Italia e si trova proprio all'entrata del Museo. È costituita da tombe a inumazione con orientamento E-O, disposte su file. Vi erano sepolti guerrieri con le loro armature, donne e bambini. Finora sono state scavate 26 tombe, appartenenti ad un sepolcreto più esteso.

- la palude Pollini ("Boza di Rügn") è una zona umida di elevato interesse biologico alimentata naturalmente per mezzo di piccoli canali sotterranei da un laghetto situato vicino al Lazzaretto di Somma Lombardo. Lo stagno è stato inserito nell’itinerario Vie Verdi del Parco del Ticino ed è luogo di sosta per aironi, germani e folaghe. È inoltre uno dei luoghi dove vive il “Pelobates Fuscus Insubricus”, una rara specie di rospo presente in Italia solo in poche località del settentrione.

Arsago Seprio Palude Pollini

Da qualche anno la Palude Pollini è diventata luogo di riferimento per gli abitanti di Arsago Seprio e del territorio circostante grazie all'opera di sistemazione effettuata dall'Associazione "Amici della Boza di Rügn" che opera in convenzione con il comune e il Parco Ticino al fine di mantenere, preservare e valorizzare l'area.




Curiosità, tradizioni, leggende e ... un po' di storia


- Marina De Marchi - La Necropoli Longobarda di Arsago Seprio

- - Nei boschi al confine con Besnate, in loc. Centenate, sgorga Fontana Vecchia, una sorgente d'acqua che riforniva anche la città di Gallarate. Oggi è rimasta una struttura in ferro e un piccolo laghetto da dove sgorga ancora oggi acqua limpida.

- da Progetto CIVITA - Le istituzioni storiche del territorio lombardo - Regione Lombardia alcune notizie storiche sul comune di Arsago Seprio

Nell' Antiquario della Diocesi di Milano dell'arciprete oblato Francesco Bombognini - 1828 - si legge:

ARSAGO Vogliono alcuni che questa considerevole terra si nominasse una volta Alba, e che poi arsa in occasione di arrabbiata guerra prendesse il nome di Arsago. Checchè sia di questa opinione, sino dall'anno 756, secondo altri, appellavasi Artiaco, ciò che mostra l'antichità del nome e del vico, molto più comprovata dai ruderi che di frequente ivi si trovano.

Questa terra aveva in passato una maggiore estensione, perché oltre ad essere quelle di Castelnovate e di Vizzola suoi membri (staccati nel 1617 dal cardinale Federico Borromeo, facendone distinte parrocchie), nelle vicine campagne si trovano ancora delle fondamenta di antiche mura, gli avanzi delle quali nello scorso secolo furono traportati per la fabbrica di un magnifico convento de' Padri Minimi in Somma, costrutto dalla munificenza de' signori marchesi Ermes Visconti.
Una grand'urna, che aperta aveva in se racchiusi due vasi cinerarii contenenti ancora delle ceneri;
Al pozzo pubblico una gran lapide avente nelle estremità le due lettere iniziali D:M:, cioè Diis Manibus;
Nel campanile questa iscrizione: ERCULI VICTORI HSPANVS V.S.L.M.
Nella chiesa campestre di s. Cosmo quest'altra: I.O.M. MASCILIO PRI. MV. II CVM . SV IS. I
Nella casa prepositurale l'avello delle ceneri di Galvisia Viriana colle seguenti parole: CALVISIAE VIRIANAE T. PRIMVS - APRO NIANVS . CONIVGI
Nel giardino della suddetta casa due piedistalli, che sostengono una gran tavola colle iscrizioni: I.O.M. VALERIVS SEVERINVS ET BAVSO ET PRIMITIVS ET PRIMVS ET PVPVS V.S.L.M. - IVNONI BVS - BRO C:::IIIC B::CC HI::V.S.L.M.
Simili monumenti ed altri, de' quali andiamo a parlare, ci dinotano quanto sia stato nelle età andate celebre quel paese per l'abitazione di famiglie romane, le quali invaghitesi di que' colli, alcune di esse ivi fissarono il loro campestre soggiorno.

Dopo la metà dello scorso secolo in occasione dei fondamenti che si scavarono per l'altar maggiore di s. Vittore, vi si scoprì un bellissimo suolo di marmo a liste, ed affissa al dettu suolo una gran croce di ferro simile del tutto a quella che si usa dagli arcivescovi.

Il battisterio, che sorge in faccia alla porta della chiesa maggiore, è uno dei più antichi di questa vasta diocesi. È una gran fabbrica tutta di pietre quadrate, di non ordinaria altezza, di forma ottangolare, che va a finire in una piccol guglia. Il sacro fonte sta nel mezzo, e vi si scende per alcuni gradini. Due portici interiori la circondano, ed i capitelli delle colonne tutti sono ripieni di scolpitivi colombi e quadrupedi di diversa specie. Sopra uno di essi capitelli si vede un'iscrizione che rammenta certo Gemello; ella è questa C. GEMELLI VS. TERTIVS NTIFNOMVS CEMEI I . Alcuni dei nostri archeologi hanno tentato d'interpretare, di darci restituta questa iscrizione; ma i loro tentativi non riuscirono soddisfacenti. Poco male.

I riti degli antichi sacrifizj, che si vedono scolpiti, ed una lapide fatta a guisa di piccol ara concava e forata nel mezzo non solo, ma le due porte ben anche, l'una settentrionale per l'ingresso, l'altra meridionale per l'uscita, giusta il costume degli idolatri, che adoravano il sole, e le di cui vestigia si conservano tuttora, fanno credere ad alcuni giustamente, che questo fosse un tempio dei gentili.

La rinomata famiglia degli Arnolfi era di Arsago.....
Un'antica lapide sepolcrale si conserva ancora nel muro fuori della chiesa di Maria Vergine del Monticello in Arsago, che rammenta un Arnolfo. ...

Arsago era capo di Pieve sino dal secolo XII, mentre consta dal catalogo compilato da Gottofredo da Bussero nel 1288, che conteneva colla sua pieve quaranta chiese, ed eravi una collegiata.

In un libro del 1573, che si conserva nell'archivio prepositurale, sono descritte sette prebende canonicali coi loro titolari. Questi canonicali furono altrove trasportati dal cardinale Federico Borromeo arcivescovo di Milano nell'anno 1617, lasciandovene uno in titolo coadjutoriale al prevosto.
La chiesa maggiore è dedicata a S. Vittore, ed è matrice di undici parrocchie. I proposti di Arsago furono, come si ricava dagli archivj, impiegati dagli arcivescovi di Milano in affari d'importanza. ...

Avvi poi in quella terra uno stabilimento di pubblica beneficenza chiamato Congregazione de' Poveri di Cristo d'Arsago Possiede una rendita sui monti di Roma per il valore capitale di 3200 scudi romani. Fu lasciata da monsignor Scipione Visconti di Roma con testamento 29 luglio 1730.