Brenta

Brenta

Praticamente collegato a Cittiglio è il primo paese che si incontra entrando nel cuore della Valcuvia.

Il primo documento in cui compare il nome Brenta è un atto del 1120 relativo a una cessione di terreni sopra Bellinzona fatta alla chiesa di Sant'Ambrogio di Milano e stipulato "...ante portam castri de loco Brenta...".

Le prime notizie certe sul Comune di Brenta risalgono alla metà del '700, quando i cancellieri del Ducato di Milano furono tenuti a rispondere ai 45 quesiti della Real Giunta del Censimento che il cancelliere della comunità di Brenta eseguì in data 18 febbraio 1751. All'epoca Brenta era una comunità di 600 abitanti e faceva comune da sé e non con altri. Brenta era infeudata al Conte Giulio Visconti Borromeo Arese, a cui la Comunità pagava 99 lire e 5 soldi l'anno di censo feudale.

Negli anni successivi seguì le vicissitudini della Valcuvia nelle varie organizzazioni territoriali finendo nel 1805 a far parte del cantone V di Cuvio del distretto II, Varese, nel dipartimento del Lario. Già allora, la normativa tendeva all'aggregazione dei comuni minori e nel 1807 un progetto prevedeva l'unione di Brenta con Arcumeggia e Casalzuigno, ma il Consiglio Comunale di Brenta rigettò tale proposta per la distanza e le vie di comunicazione. Venne invece fatto presente che la comunità di Cittiglio distava da Brenta meno di un miglio, e i due comuni erano collegati da una strada postale percorribile con qualsiasi tempo ed erano già uniti per la cura spirituale. Il piano di aggregazione approvato nel 1809 accolse in parte le richieste avanzate da Brenta, che divenne comune dominante unito a Casalzuigno, Cittiglio e Vararo.

Nel 1811 furono apportate altre modifiche, che videro Brenta ancora comune dominante, unito a Caravate, Casalzuigno, Cittiglio, Gemonio e Vararo. Infine, nel 1812 si stabilì il comune denominativo di Brenta che comprendeva in sé le frazioni di Brenta, Casalzuigno e Cittiglio, aventi rispettivamente 562, 704 e 735 abitanti per un totale di 2001. Il comune di Brenta era inserito nel Cantone II di Gavirate, del Distretto II di Varese.

Con il ritorno degli austriaci, l'organizzazione territoriale del regno lombardo-veneto inserì Brenta nel distretto XVIII di Cuvio, provincia di Como, poi nel 1853 la comunità passò nel distretto XIX di Gavirate fino al sopraggiungere dell'annessione della Lombardia al Piemonte sabaudo nel 1859.

Con questa annessione entrò in vigore la legge Rattazzi che prevedeva nei comuni con popolazione inferiore ai 3000 abitanti, la formazione di un consiglio comunale composto da 15 membri, eletto a suffragio dagli aventi diritto al voto (cittadini maschi che avessero compiuto 21 anni e che pagassero almeno 5 lire di tasse dirette), una giunta municipale, eletta dal consiglio e formata da un sindaco e due assessori. Al sindaco era dato particolare rilievo: egli era infatti "capo dell'amministrazione comunale" e ufficiale di governo, era di nomina regia e durava in carica tre anni. Siamo nel 1883.

Nel 1898 entra in vigore il Testo Unico della Legge comunale e provinciale che stabiliva l'elezione del Sindaco, fino ad allora di nomina regia, da parte del Consiglio Comunale a scrutino segreto. Da questa data e fino al 1927 si susseguirono vari sindaci e consigli comunali, con le varie problematiche del tempo l'intermezzo della grande guerra che mise a dura prova la comunità di Brenta.

Il 12 agosto 1927 venne emesso il decreto di aggregazione dei Comuni di Brenta e Vararo a quello di Cittiglio, a firma del Presidente del Consiglio dei Ministri Benito Mussolini.

Solo nel 1946 nel consiglio comunale di Cittiglio si comincia a parlare di ricostituzione del Comune di Brenta. Si dovette però arrivare al 1950 prima che l'argomento venisse affrontato in consiglio. Nella seduta del 13 aprile venne esaminata la domanda avanzata dalla maggioranza dei contribuenti della frazione di Brenta, che avendo entrate sufficienti ad assicurare i pubblici servizi, ne chiedevano l'erezione in comune autonomo, anche per la lontananza da Cittiglio. Il consiglio deliberò di aderire senza riserve affinchè la frazione di Brenta, fosse eretta in comune autonomo nei limiti territoriali del vecchio Comune di Brenta. La prefettura rispose il mese seguente significando che l'istruttoria per tale pratica era sospesa in attesa del funzionamento dei consigli Regionali. Il comitato promotore chiese il riesame della domanda e il consiglio comunale il 27.04.1952 si espresse nuovamente a favore senza riserve. Questa volta l'autorità superiore accolse la domanda e Brenta ridiventò comune autonomo con DPR n. 575 del 09 luglio 1953.

Da qualche anno Brenta è diventato il paese dei Mosaici a cielo aperto - grazie all'artista del mosaico Arend (Andrea Sala) che vive a Brenta e alla sensibilità dell'Amministrazione Comunale e dei brentesi, i muri del piccolo borgo hanno acquistato una nuova bellezza.

Brenta Mosaico

Brenta

 

Da vedere:

- il SANTUARIO MADONNA DI SAN QUIRICO, ubicato su un poggio sopra l'abitato, a circa un chilometro dal centro antico, risale al XIII sec. In origine la chiesa era dedicata ai Santi Quirico e Giolitta e sino al XVII sec., quando venne sostituita dalla chiesa dei SS Vito e Modesto, più facilmente raggiungibile dai fedeli, fu chiesa parrocchiale.
Gia’ nel XV sec. sono attestati devoti in preghiera alla cappella della Beata Vergine Maria. Nessun riconoscimento ufficiale di miracoli, ma molti sono gli ex voto dedicati alla Madonna di San Quirico. Oggetto di culto e devozione è una statua in gesso della Madonna con Bambino. La Madonna ha la veste rossa e il manto blu con stelle.
Nel santuario è conservato un antico affresco quattrocentesco che rappresenta la Madonna incoronata e a mani giunte.

Brenta
Foto di Elisabetta Mezzatesta Lucà

- la CHIESA DEI SANTI VITO E MODESTO, nuova parrocchiale, è anch'essa situata su un'altura, attorniata da vecchie abitazioni settecentesche.


Foto di Gabriele Lazzari

- il MULINO MICHELI , sulle rive del Boesio, attivo dal 1722 e unico mulino della Valcuvia funzionante con meccanismi originali.


Curiosità, tradizioni, leggende e ... un po' di storia

 

- A Brenta si tenne l'unico processo di stregoneria della Valcuvia (giugno 1797). L'imputata si chiamava Maria Cassina, orba di un occhio, con gozzo e gobba, e ritenuta indemoniata.

- Dal 1886 è attivo in città il "Pio Sodalizio della Buona Morte" - riservato esclusivamente alle donne della parrocchia che abbiano compiuto i 14 anni - che ha come scopo quello di 'accompagnare' i defunti, recitando il Santo Rosario, partecipando ai funerali e facendo celebrare Sante Messe in suffragio.

- Pro Loco Brenta 1954-2004 Cinquant'anni insieme

- da Progetto CIVITA - Le istituzioni storiche del territorio lombardo - Regione Lombardia alcune notizie storiche sul comune di Brenta

 

Brenta
Foto di Luigi Caimi

Brenta
Foto di Luigi Caimi

Brenta
Foto di Luigi Caimi

Brenta
Panchina nella piazzetta del Municipio
Foto di Elisabetta Mezzatesta Lucà

 

Cenni Corografici Storici Statistici della Valcuvia Brevemente e Liberamente esposti di Michele Lajoli - Milano 1876

Il paese dista cinque chilometri e mezzo dal Capo Luogo di Cuvio; enumera 750 abitanti, ed ha l'estimo censuario di scudi 15,034,3,4.-
E' aggregato alla condotta Medico-Chirurgica del vicino Cittiglio. La Chiesa Parrocchiale intitolata ai Santi Vito e Modesto è situata sopra un'eminenza al sud dell'abitato; è degna di essere visitata per ammirarvi l'architettura interna, ed alcuni dipinti che in essa si trovano. Le sta davanti verso ponente un piccolo portico ed una spaziosa piazza da cui si gode una bellissima vista. Tanto la detta Chiesa, quanto l'attigua casa che serve di abitazione al Parroco sono fabbricate sovr'un masso calcare, alle cui falde scorre il Boese, che dà moto a due Molini e ad una sega di legnami. Il Curato di Brenta è nominato dal Vescovo, ed è sussidiato nella cura delle anime da un Capellano. Discosta un buon chilometro dall'abitato trovasi a ridosso del Monte l'antica Chiesa di San Quirico, che dicesi fosse un tempo la Parrocchiale, ma che presentemente è ufficiata poche volte all'anno, ed in occasione dei riti funerarj trovandosi ad essa vicino il Cimitero comunale da pochi anni ingrandito e migliorato.
Il visitatore non deve tralasciare di fare un'escursione sulla Biotta o Monte Nudo. Partendo dalla detta Chiesa di San Quirico e viaggiando per aspri sentieri fra boschi e selve secolari sino alla metà, e per altra metà sull'erba e sul muschio in tre ore si arriva sul vertice del maestoso Monte, che è uno dei più elevati della Valcuvia. La fatica sopportata nell'ertissima salita è generosamente compensata dalle bizzarre prospettive vicine e lontane, che da colassù si guardano e si contemplano con vera compiacenza. Il botanico trova di che saziare la propria curiosità nella ricerca delle erbe speciali che vi crescono e può anche scoprirne delle nuove ad illustrazione maggiore della scienza. Il versante settentrionale della Biotta appartiene alla Valtravaglia.
Una conceria di pellami esiste a Brenta di proprietà del signor Raschini: vi sono altresì alcune filande di poca entità per la tratura della seta. Il territorio abbonda di buona galletta e vino; confina a levante con quello di Casalzuigno, a mezzogiorno con quelli di Azzio e di Gemonio, a settentrione con quello di Veccana, ed a ponente con quelli di Cittiglio e di Vararo.
Gli abitanti di Brenta sono quasi tutti possidenti e bravi agricoltori, attivi e laboriosi, che campano la vita in una discreta agiatezza.
Il clima nell'inverno è piuttosto rigido, essendo ristretta la valle nella località in cui trovasi il paese, il quale per questa circostanza è maggiormente esposto alle arie fredde del nord.
Dalle famiglie Panighini, Pozzi e Zoppi sortirono persone dotte e industriose, che si acquistarono buon nome nel commercio, nelle scienze ed anche negli impieghi disimpegnati.
Come gli altri paesi di Valcuvia, anche Brenta ha fontane d'acqua purissima che in tubi sotterranei deriva dal Monte Nudo. Continuando la strada provinciale che attraversa l'abitato di Brenta si va a Cittiglio.