Cislago stemma

Cislago

Cislago Panorama

Situato nella parte meridionale della provincia di Varese, dista in egual misura da Varese, Milano e Como, cui è per altro ben collegato, e confina a est con le prime colline della Brianza.

Probabilmente fu luogo di sosta per le truppe romane in viaggio verso le Alpi, grazie alla sua ricchezza d'acque. In territorio comunale nascono infatti tre torrenti, il Fontanile, il Gardaluso e il Bozzente, che in passato hanno fortemente danneggiato le vicine zone agricole di Origgio e Uboldo. Nel 1756, il Bozzente in piena "portò quasi l'eccidio delle comunità di Cislago, Gerenzano, Uboldo, Origgio e Rho ... atterrò case, disertò immense campagne, affogò armenti e diede la morte a molti abitatori".

E proprio nel tratto in cui il Bozzente bagna il territorio dei comuni di Uboldo, Gerenzano e Cislago, sono state infine rinvenute diverse urne cinerarie contenenti vasetti per profumi e unguenti, balsamari, tombe attribuibili al periodo gallo-romano.

Nei documenti più antichi Cislago è indicato con diversi nomi di origine presumibilmente romana che variano da: Cistellum, Cistellacum, Cistilacum di cui si hanno notizie che giungono sino all’ XI secolo.

Le terre di Cislago sono citate nell'atto di vendita con il quale furono cedute, attorno all'807, al conte palatino Alcherio. E' il nobile Alcherio che provvede a fortificare la zona facendovi costruire un castello ben munito di torri e posto a ridosso di importanti vie di comunicazione e di incroci viari.

Strappato dopo lunga lotta, ai Della Torre dai Visconti, Cislago seguì le sorti della nobile e potente famiglia milanese, passando attraverso le successive spartizioni del suo patrimonio feudale. In seguito il paese subì le devastazioni dovute al passaggio degli eserciti stranieri in lotta per il predominio in Italia e nel 1510 fu saccheggiato dalle truppe di Carlo V, che rasero al suolo il castello medioevale.

I lavori di ricostruzione del castello che oggi ammiriamo furono avviati verso il 1620 dal Marchese Cesare Visconti; oggi il castello è abitato dagli attuali propietari che appartengono alla nobile famiglia dei Conti Castelbarco.

Cislago Castello
Castello di Cislago
Foto di Antonio Kawasaki

L'intero abitato si è poi sviluppato attorno alla piazza principale su cui si affacciano il castello Visconti Castelbarco e la chiesa della Beata Vergine Maria Annunciata, che in origine doveva essere la cappella di famiglia del feudatario e che ancor oggi è di proprietà dei Conti Castelbarco.

Cislago Chiese
La chiesa della Beata Vergine Annunciata e sullo sfondo la parrocchiale di Santa Maria Assunta

Cislago Castello e Parco Comunale
Il Parco Comunale della Repubblica, un tempo giardino del Castello

Di grande importanza per l'economia cittadina, improntata principalmente sull'agricoltura, sono state le cascine: Cascina Visconta, Cascina Mombello e di S. Maria Iniziata.

Da vedere:

- la parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta, già citata nel 1566, è oggi un rifacimento seicentesco dell'antica chiesa maggiore dedicata a Santa Maria Assunta e Santi Apostoli Pietro e Paolo. A lato della facciata della chiesa troviamo il campanile a base quadrata con due campane, riconducibile al XII - XIII sec. anche se si trova una scritta tuttora conservata dell'anno 1492 (presumibilmente un restauro). Nel 1928 l'edificio venne ampliato con l'erezione di tre bracci tali da formare un'ampia croce latina sormontata sul tiburio da una maestosa cupola ottagonale. Nel transetto di destra conserva la cappella dedicata al Santo Patrono del paese S. Abbondanzio di cui si celebra la ricorrenza la domenica dopo la S. Pasqua. Dietro l'altare maggiore, un magnifico organo seicentesco.

Cislago
Foto di fil@va

- la chiesa della Beata Vergine Annunciata, collocata nella piazza principale del paese, risale alla fine del trecento, come pure trecentesche sono le decorazioni alle pareti laterali interne, nascosti da successive opere di ridipintura. La traccia documentale più antica è datata 1398, in cui si descrive la chiesetta con il nome della Beata Vergine Maria e con altare offerto a S. Martino. Questa presenza del ricordo di S. Martino, può dare un certo valore all'ipotesi di questo luogo di culto già al secolo VIII o IX , durante la presenza nelle terre del milanese del popolo franco, particolarmente legato a S. Martino di Tours.
In origine la chiesetta era posta su un rialzo del terreno, lambito dalle acque del torrente Bozzente, che passava proprio dietro l'abside, rendendola planimetricamente ancor più collegata al castello. Al castello infatti guardava sia la porta principale sia la porta laterale.

- l'oratorio di S. Maria dell'Aiuto, edificato dove un tempo esisteva un ponte sul Bozzente e restaurato di recente, sorge in un quartiere che fungeva da foresteria del castello. L'affresco sull'altare raffigura la Madonna dell'Aiuto con ai suoi piedi, da destra S. Sebastiano e S. Rocco, protettori contro la peste, mentre il santo in piedi a sinistra è S. Giovanni Nepumeceno, protettore contro gli annegamenti nei fiumi, a giustificare la vicinanza del Bozzente, che, anche se non particolarmente impetuoso, periodicamente straripava allagando il centro abitato.

- la chiesa campestre di S. Maria Iniziata, sorge a breve distanza dal centro di Cislago, stretta all’interno di una corte rurale e circondata da terreni agricoli, verso i quali sfociava il torrente Bozzente minore o Bozzentino.


Foto di Pietro Volontè

Una chiesa dedicata a Sancta Maria è citata già nel 1256 nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero, ma è solo alla fine del XV secolo che risalgono le prime fonti documentarie certe attestanti l’esistenza di un edificio religioso in cui gli Umiliati avevano insediato una confraternita laica detta Scuola di Santa Maria che amministrerà la chiesa e i suoi beni fino al 1806.
La chiesa era completamente affrescata dal soffitto al pavimento e sulle pareti si ripetono i dipinti della Madonna come protettrice della maternità (Madonna del Latte, della Tenerezza, delle Rose...) e dei santi ausiliatori della peste.
Il recente restauro ha riportato all'antico splendore anche i molti dipinti che nell'800 erano stati coperti. Molti di essi sono attribuiti a Giangiacomo Lampugnani. Sull’altare maggiore, è raffigurata la Madonna nell’attesa del parto, opera di un anonimo lombardo del tardo XV secolo.


Madonna del Parto

La dedicazione a Santa Maria della Neve prende spunto da un evento miracoloso avvenuto nella Capitale il 5 agosto del 352, quando proprio nel pieno svolgersi dell’estate cadde miracolosamente la neve nella Basilica di Santa Maria Maggiore.
Sull’altare maggiore, è raffigurata lla Madonna nell’attesa del parto, opera di un anonimo lombardo del tardo XV secolo.

- la chiesetta dedicata a Nostra Signora del Sacro Cuore, sorge isolata in un contesto agricolo, a breve distanza dal complesso rurale denominato Cassina Visconta, tra prati e boschi che ancora circondano il centro abitato di Cislago. Edificata nel 1911 sul sito di una preesistente cappella, eretta per iniziativa degli abitanti della Cascina Visconta nel 1900, su un terreno donato dai conti Castelbarco, ma ritenuta inadeguata già pochi anni dopo, quindi demolita per essere sostituita dall'edificio attuale.
Qui nel corso dell'ultima guerra le mamme dei soldati portavano le fotografie dei figli affinché la Madonna vegliasse su di loro.

Cislago Nostra Signora

- il Museo della Carrozza Equestre, in frazione Cascina Massina, dove grazie alla paziente e solerte attività del suo ideatore signor Ceriani Giovanni,si possono ammirare oltre 60 esemplari di Carrozze d'epoca, Carri di vario tipo, Slitte, Surki ecc. accuratamente ben conservati e custoditi all'interno di una vasta area coperta di circa 1000 mq.

 


Curiosità, tradizioni, leggende e ... un po' di storia

 

- da Progetto CIVITA - Le istituzioni storiche del territorio lombardo - Regione Lombardia alcune notizie storiche sul comune di Cislago

Cislago
Vespro a Santa Maria Iniziata
Foto di Pietro Volonté

Cislago
Campi di colza
Foto di Pietro Volonté



Nell' Antiquario della Diocesi di Milano dell'arciprete oblato Francesco Bombognini - 1828 - si legge:

Fra le altre terre della pieve di Busto merita menzione CISLAGO, anticamente Cistellago, villa con palazzo a modo di castello della casa Castelbarco. Era Cislago nell'898 corte del vescovo di Tortona, venduto poi dal medesimo al duca Ottone padre del papa Gregorio V. Gli Umiliati, quando furono soppressi, avevano qui l'avanzo direbbesi di un convento. Nello scorso secolo arrecò gravi danni a questa terra il torrente Bozente, che riceve le acque delle valli di Lurago ecc. Nella parrocchiale assai magnifica, d'una sola nave, si venera il corpo di s. Abondanzio. Qui tien casa e possessi la famiglia Strambio benemerita dell'arte salutare.