Cocquio Trevisago

Cocquio Trevisago

Sorge alle pendici del versante ovest del Campo dei Fiori e si estende al fondo valle sino a lambire il corso del Bardello. Originatosi dall'unione nel 1927 di due diversi nuclei abitati - Trevisago, di sicura origine romana, crocevia per il Lago Maggiore, Milano e la Svizzera, e Cocquio posto sulla collina, antica residenza del signore, vassallo del duca di Milano - oggi è costituito dai centri urbani di Cocquio e dalle frazioni Caldana, Sant'Andrea, Cerro e Torre.

Il primitivo Locus Trevixsago venne raso al suolo nel XVI sec. dalle truppe dell'arcivescovo di Sion e nel tempo sorsero qui, nella frazione pianeggiante e più vicina alla statale Varese-Laveno, numerose attività industriali e commerciali. Cocquio, invece, ha conservato l'antica struttura con vie strette, cortili e abitazioni d'epoca, come Villa De Maddalena Schiroli, del 1700 con cortile, porticato a colonne in granito ed archi, Villa Morlin Visconti, del 1700 con arredamento e decorazioni del 1800, Villa Tagliabò Vallardi, in stile eclettico di fine '800.

Le frazioni di Cerro e Caldana, lontane dalle moderne infrastrutture viabilistiche, hanno mantenuto un patrimonio edilizio storico ben conservato e di pregio.

Cocquio Trevisago Cerro
Vecchio cortile a Cerro
Foto di Angela Scarpa

Cocquio Trevisago
La scalinata che dalla stazione di Cocquio porta a Caldana
Foto di Nadina Vanetti

Ancora dibattuta tra gli studiosi l'origine toponomastica del Comune di Cocquio Trevisago:
Cocquio = coccum = piccolo dosso tondeggiante oppure Cocquio = comes comentium = conti commensali a indicare che in zona si trovavano le grandi "caudana", le cucine (Caldana), i magazzini della carne (Carnisio) e Cerro (quercus cerris) il luogo ove si raccoglieva la legna.
Trevisago, "Locus Trevixsago" sarebbe stata la terra di un signore che si chiamava Trebicius ovvero deriverebbe da 'tres vias agere' a indicare la presenza di un crocevia o ancora stava a indicare la presenza di tre torri d'avvistamento (tres visus).

In realtà, al confine tra Cocquio Trevisago e Gemonio, in località Torre della frazione Sant'Andrea, si può vedere il rudere di una torre, di origine romanica che poteva far parte di una fortificazione. Alcuni studiosi la fanno risalire alla signoria de De Besutio, altri la ritengono più antica (IX-X sec.) giustificando la datazione con reperti di armi barbariche trovate nei dintorni. Con ogni probabilità faceva parte del sistema di difesa e controllo del territorio, collegata visivamente ad altre fortificazioni della zona, come per esempio la torre oggi inglobata nel mulino Salvini.

Non distante dalla torre sorgeva la chiesa di San Giorgio, in adiacenza a un piccolo campo santo. Le ultime testimonianze scritte della presenza della chiesa risalgono 1758, redatte dal curato di S. Andrea il prelato Panico, in concomitanza con l'elaborazione in quel periodo storico del catasto di Carlo VI.

Cocquio Trevisago Torre
Foto di Lucini Roberto

Il borgo nel medioevo fece parte del Contado del Seprio, di cui seguì le sorti; successivamente entrò a far parte del feudo di Brebbia e nel '400 subì l'egemonia dei Besozzo, per passare un secolo più tardi ai Visconti Borromeo. Segnò anche il confine tra la chiesa milanese e quella comasca, tra i fedeli al Comune e al Ducato di Milano e i seguaci dell'imperatore Federico I. Ancor oggi, nella vicino Orino si segue la tradizione romana, mentre a Cocquio Trevisago quella ambrosiana.

Nella frazione Sant'Andrea sorse nel 1400 un convento degli Umiliati, accanto a un'edicola campestre dedicata al santo. In breve la lavorazione e il commercio della lana, consentirono la costruzione di un secondo convento, intitolato a San Bartolomeo. Alla soppressione dell'ordine, nel 1571, i beni vennero confiscati dal Ducato di Milano, che li cedette a nobili milanesi.

Goffredo da Bussero nel suo Liber Notitiae Sactorum Mediolanum riporta che nel XIII sec. esistevano la chiesa di Sant' Andrea 'in loco plebis de Brebia', San Bartolomeo ' in loco Carnixio de Brebia', San Siro 'in plebis Brebia, loco Trivixago' e Santa Maria ' Choco ecclesia sancte Marie'.

Nell'800 la comunità religiosa di Cocquio Trevisago era suddivisa tra la parrocchia della Purificazione di Maria, corrispondente all'antiuco abitato di Cocquio, la parrocchia della Beata Vergine Assunta, istituita nel 1646 a Carnisio e relativa agli abitati di Caldana e Cerro, e quella di Sant'Andrea, del 1606, per i fedeli delle frazioni Sant'Andrea e Torre.

Parrocchiale di Cocquio è la chiesa della Purificazione di Maria risalente al 1240 e con tracce dell'antica struttura romanica sulla facciata; venne ingrandita nel 1400 con l'aggiunta dell'abside e del presbiterio e nel '700 con la costruzione della volta e delle cappelle laterali. Nella chiesa e' conservato il dipinto di Pietro Gilardi raffigurante i Santi Gerolamo, Agostino e Santa Teresa d'Avila risalente al periodo tra il 1721 e 1722.

Cocquio Trevisago Purificazione di Maria


La parrocchiale della Beata Vergine Assunta (Caldana e Cerro) venne edificata nel 1262 come cappella per l'abitato di Carnisio e come Chiesa di Santa Maria Assunta in Carnisio è infatti citata nel Decreto Arcivescovile del 1649 che la eleva a parrocchia.

Cocquio Trevisago Beata Vergine
Foto di Nadia Rossi

L’attuale chiesa parrocchiale di Sant’Andrea è un edificio risalente al 1606 e sembra che la sua costruzione abbia avuto origine da un dissidio tra le popolazioni delle due frazioni che compongono il paese. Gli abitanti di Trevisago – Sant’Andrea, che non amavano unirsi alla comunità di Cocquio per la celebrazione delle festività, preferivano spostarsi fino alla chiesa di Besozzo, ma a causa dei numerosi furti che avvenivano durante la loro assenza, chiesero ed ottennero dal cardinale Federico Borromeo l’edificazione di una propria parrocchia. Attualmente, la chiesa è abbellita da sculture moderne poste sulla facciata.

Cocquio Trevisago Sant'Andrea

 

Imboccando il sentiero 10 del Campo dei Fiori, che da Cerro porta al Forte di Orino, nei boschi di Cocquio si possono ammirare le sculture intagliate negli alberi di Sergio Terni.

Sergio Terni

Il territorio di Cocquio Trevisago è attraversato dal Bardello e  Viganella. Su entrambi i corsi d'acqua sorsero numerosi mulini poi trasformati in opifici. Lungo la strada per Gemonio, sulla sinistra, in località Mulini, si trova il Museo Salvini, situato nell'antica casa-mulino dove nacque e morì il pittore Innocente Salvini.

Cocquio Trevisago  Museo Salvini
Casa Museo del pittore Innocente Salvini
Foto di Ulisse Piana

 


Curiosità, tradizioni, leggende e ... un po' di storia


- In località Medù e Torre vi sono le sorgenti del Moerbia che confluisce nel Bardello, dopo solo un chilometro: il corso d'acqua più breve della Lombardia.

- Tutte le domeniche di Ottobre, nella frazione Caldana si svolge la tradizionale festa dell'Autunno Caldanese con eventi, sapori, spettacoli.

- L'Amministrazione Comunale ha pubblicato due interessantissimi volumi sulla storia di Cocquio e Trevisago


- da Progetto CIVITA - Le istituzioni storiche del territorio lombardo - Regione Lombardia alcune notizie storiche sul comune di Cocquio Trevisago

 

Cocquio Trevisago Caldana
Passeggiando per Caldana
Foto di Christian Perelli

Cocquio Trevisago
Cortile di Cerro
Foto di Marco Ferraro




Nell' Antiquario della Diocesi di Milano dell'arciprete oblato Francesco Bombognini - 1828 - si legge:

COQUIO, detto comunemente Coco, forte anch'egli per un castello, dipendeva dai conti ivi esistenti di tal nome nel 1393. La famiglia Besozzi vi soggiornava prima del 1395 e la Soresina prima del 1480. Dalla parrocchiale di Coquio fu staccata da S. Carlo quella di S. ANDREA nel 1575, e nello scorso secolo anche quella di CARNISIO, la di cui chiesa è dedicata a santa Maria, e fu fabbricata nel 1240 da Giacomo Besozzo, ed i di lui figliuoli nel 1279 vi fondarono un beneficio col padronato pe' loro discendenti.