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Cocquio Trevisago
Sorge alle pendici del Campo dei Fiori, lungo la provinciale che
conduce da Varese a Laveno ed è nato dall'unione di due diversi
nuclei abitati: Trevisago, di sicura origine romana, crocevia
di tre importanti vie di comunicazione per il Lago Maggiore, per
Milano e per la Svizzera, e Cocquio posto sulla collina,
antica residenza del signore, vassallo del duca di Milano. L'influenza
romana è riscontrabile anche nei nomi di alcune frazioni
: Carnisio doveva essere il luogo dei magazzini di carne sotto sale;
Caldana la zona delle cucine (caudana) e Cerro (quercus
cerris) il luogo ove si raccoglieva la legna.
Segnò anche il confine tra la chiesa milanese e quella comasca,
tra i fedeli al Comune e al Ducato di Milano e i seguaci dell'imperatore
Federico I. Ancor oggi , nella vicino Orino si segue la tradizione
romana, mentre a Cocquio Trevisago quella ambrosiana.
Nella frazione S. Andrea sorse nel 1400 un convento degli
Umiliati, accanto a un'edicola campestre dedicata al santo. In breve
la lavorazione e il commercio della lana, consentirono la costruzione
di un secondo convento, intitolato a S.Bartolomeo. Alla soppressione
dell'ordine, nel 1571, i beni vennero confiscati dal Ducato di Milano,
che li cedette a nobili milanesi.
Rasa al suolo dalle truppe dell'arcivescovo di Sion, nel XVI sec.,
di Trevisago restò poco o nulla, neppure la chiesa. Pur di
non salire alla parrocchiale di Cocquio, gli abitanti di Trevisago
- S.Andrea si recavano a Besozzo. Fu questo il motivo per cui nel
1606 venne eretta l'attuale parrocchiale di S. Andrea.
Trevisago, nella zona pianeggiante, ha visto sorgere numerose industrie
e attività commerciali; Cocquio ha conservato la sua antica
struttura urbana, con le vie strette, vecchie abitazioni, silenzio.
Lungo la strada per Gemonio, sulla sinistra, in località
Mulini, si trova il Museo Salvini, situato nell'antica casa-mulino
dove nacque e morì il pittore Innocente Salvini.
Curiosità: in località
Medù e Torre vi sono le sorgenti del Moerbia che confluisce
nel Bardello, dopo solo un chilometro: il corso d'acqua più
breve della Lombardia.

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