Porfido rosso di Cuasso al Monte

cava porfido rosso Bonomi
Cava Bonomi - Cuasso al Monte

Nel Permiano (250-290 milioni di anni fa) il Varesotto faceva parte di un distretto vulcanico, con numerosi apparati attivi.

Il magma proveniente dal sottosuolo in parte esplodeva in eruzioni violentissime (ignimbriti, nubi ardenti), in parte si raffreddava lentamente in gigantesche camere magmatiche nel sottosuolo più superficiale.

Il raffreddamento e la cristallizzazione del magma in superficie ha dato origine ad una roccia denominata “porfirite”, di colore grigio scuro. Questa roccia affiora sul versante occidentale del M. Martica. Il magma cristallizzato nel sottosuolo invece origina il porfido rosso (denominato scientificamente “Granofiro di Cuasso”), cavato in Valceresio come pietra ornamentale e per la realizzazione di pavè.

Sul territorio del comune di Cuasso al Monte, nel 1880 vennero aperte le prime cave di porfido rosso, un materiale unico in Europa per colore, durezza e resistenza agli agenti atmosferici, molto utilizzato nelle pavimentazioni naturali (il famoso "sampietrino" rosso).

La pietra estratta a Cuasso al Monte è nota col nome commerciale di “Porfido Rosso di Cuasso”, tuttavia i petrografi nella moderna nomenclatura hanno denominato questa roccia con il nome di Granofiro. Per gli esperti, si tratta di una roccia magmatica ipoabissale a chimismo sialico composta essenzialmente da K-feldspato, quarzo e in quantità minore da biotite. Per quanto concerne il periodo di formazione dei granofiri di Cuasso al Monte datazioni, effettuate con il metodo Rubidio/Stronzio hanno indicato un’età di 275±8 Ma.

L’area di affioramento si estende quasi ininterottamente a formare una grande fascia orientata NE-SW, dalla sponda occidentale del Lago di Lugano fin oltre al Monte Martica, oltre il confine con il Comune di Brinzio.

In tutta la zona interessata dal granofiro sono presenti numerose mineralizzazioni a Pb e Ag, che in molti casi hanno assunto importanza economica e sono state oggetto di sfruttamento minerario (Soc. Miriva in Val Ganna e Marzio).

Intorno al 1910 fu costruita una teleferica (i cui i plinti in cemento sono acora visibili sotto il “Castellaccio” e al “Villaggio Siba”) che trasportava con cassoni il materiale a Porto Ceresio, dove veniva caricato su rotaia e trasportato a Varese e Milano.

Durante la I° guerra mondiale, in prossimità di strade militari, trincee e fortificazioni della “linea Cadorna”, furono aperte svariate cave per assicurare l’approvvigionamento di materiale per la costruzione e la manutenzione delle opere militari (cave a prestito), tra le quali troviamo la Cava Castello (attuale Cava Bonomi) e la cosiddetta “Cava del Prete” sotto il Castellaccio.

Oggi, le cave più importanti di Cuasso al Monte sono la cava Gebel (ex cava Bianchi) e la cava Bonomi, tutt'ora attive, cui l'accesso non è consentito.
Restano dislocate nel territorio circostante numerose località di ricerca, normalmente cave chiuse e dismesse ( le più celebri sono l'ex cava Puricelli, la cava del Laghetto, la cava delle Tormaline), ed altre ex-miniere o assaggi che offrono occasionalmente possibilità di pregevoli ritrovamenti.

La produzione di porfido sottoforma di cubetti per la pavimentazione delle strade venne attuata solamente dopo gli anni ’40; i primi cubetti e i primi cordoni erano sempre lavorati a mano da abili maestranze (un cubettista poteva fare anche 1000 cubetti al giorno). E’ in questo periodo che vennero pavimentate in porfido le principali strade del varesotto.

sampietrini Porfido

La pietra di Cuasso viene esportata in Austria, Germania,Olanda,Svizzera e su tutto il territorio italiano. Il porfido rosso trova oggi larga applicazione in architettura come materiale da rivestimento e finitura di grande effetto per pavimentazioni, pilastri, muri perimetrali e arredo urbano in genere. Il suo inconfondibile colore caldo si inserisce elegantemente in qualsiasi contesto assicurando un gradevole effetto cromatico. È di pregio l’utilizzo negli interni di lastre lucidate per piani di cucine e bagni inoltre la durezza del materiale conferisce alle superfici una lucidatura brillante e duratura. Lavorazioni più rustiche, come la bocciardatura e la fiammatura, rendono questa pietra ideale per camini,davanzali e scale. L’uso del sasso grezzo è invece diffuso per murature tradizionali (modello faccia a vista) o in giardini rocciosi.

Gli scarti di cava e le piccole pezzature vengono frantumati da frantoi e mulini e ridotte in ghiaie di svariate granulometrie che possono essere usate per viali o destinate a impasti bituminosi, calcestruzzi o piastrelle in cemento colorate.

Cuasso Albero Porfido
L'albero di Natale 2016 realizzato dalle Cave Bonomi
Foto Simone Bonomi