|
|
|
|
|
|
Gallarate
|
 |
Situata nella zona pianeggiante della Provincia, con alle spalle
le ultime colline moreniche del varesotto, è inserita nel
Parco del Ticino, pur non essendo lambita dal Fiume Azzurro ed è
oggi centro di numerose attività industriali e artigianali.
Abitata sin dal neolitico, probabilmente fondata dai Galli (come
testimonia una tomba gallica del sec. I a.C. rinvenuta in piazza
Ponti), si sviluppò con l'avvento dei Romani che a partire
dalla fine del sec. I a.C. (è di questo periodo una tomba
romana rinvenuta in località Crenna) riorganizzarono il territorio,
dividendolo in centurie, costruendo strade, favorendo lo sviluppo
di villaggi celtici preesistenti.
Gallarate si trova sulla via di comunicazione che collegava Milano
con Angera e con il Lago Maggiore. Che il borgo fosse importante
lo attestano i numerosi reperti archeologici di epoca romana conservati
nel Museo Archeologico.
Poco si sa del periodo successivo sino al 974, in cui in una pergamena
viene citato un Locus et fundus Galeratis, un piccolo villaggio
di nome Galeratis. Non più un borgo importante, quindi ma
un piccolo villaggio che probabilmente deve il suo nome a un Galerius.
Nel Medioevo, Gallarate appartenne al Contado del Seprio
e ne seguì le vicende. Quando alla fine, Milano passò
ai Visconti, questi nominarono un Capitano, con funzioni
di polizia, e un Vicario, con funzioni giurisdizionali, a
Gallarate. Nel Trecento, il Seprio venne assegnato a Lodrisio Visconti
che si stabilì nel castello di Crenna e da qui tramò
per impadronirsi del potere a Milano. Nel 1336 il cugino Azzone
fece abbattere il castello e nel 1339 lo sconfisse definitivamente
a Parabiago. Il castello di Crenna venne riedificato e assegnato
a Esterolo, figlio di Lodrisio, da cui ebbe origine il ramo della
famiglia Visconti che qui regnò sino al 1722.
Nel 1344 esistevano in Gallarate due case di Umiliati, frati
di un ordine minore che lavoravano e tessevano la lana. Dalla loro
attività presero il via manifatture tessili di lana e di
seta e un vivace commercio di manufatti.
Nei secoli che seguirono Gallarate fu ripetutamente teatro di scontro
dapprima contro le invasioni degli Svizzeri, che affiancavano i
francesi, poi per la guerra tra francesi e spagnoli. Nel 1530 Gallarate
venne concesa in feudo a Marino Caracciolo, nel 1564 al genovese
Giacomo Pallavicin Basadonna, nel 1578 agli Altemps che nel 1656
lo cedettero a Tebaldo e Galeazzo Visconti, i quali lo passarono
nel 1716 ai Castelbarco, che lo mantennero sino al 1798.
Nel 1786, l'imperatore austriaco Giuseppe II fece di Gallarate il
capoluogo della provincia, decretando nel contempo la chiusura
dei conventi. Nel 1796, con l'avvento di Napoleone, Gallarate divenne
capoluogo del IV distretto del dipartimento dell'Olona e nel 1798
furono aboliti tutti i feudi. Nel 1799 tornarono gli austriaci e
Gallarate fu saccheggiata dalle truppe russe di Suvarov.
Nel 1860 Gallarate ottenne il rango di città.
Sorsero in questo periodo le prime attività industriali.
Accanto all'industria tessile si svilupparono officine meccaniche,
calzaturifici, oreficerie... Nel dopoguerra, l'imprenditoria gallaratese
diede avvio nella brughiera circostante all'industria aeronautica
italiana con l'Ing. Gianni Caproni.
Da vedere:
- la chiesa di S.
Maria Assunta, la chiesa di
S.
Pietro, il Santuario
di Madonna in Campagna
- Palazzo Broletto
- Museo
della Società Gallaratese di Studi Patri
- Civica
Galleria d'Arte Moderna

|