Gallarate

Gallarate

Situata nella zona pianeggiante della Provincia, con alle spalle le ultime colline moreniche del varesotto, è inserita nel Parco del Ticino, pur non essendo lambita dal Fiume Azzurro ed è oggi centro di numerose attività industriali e artigianali.

Abitata sin dal neolitico, probabilmente fondata dai Galli (come testimonia una tomba gallica del sec. I a.C. rinvenuta in piazza Ponti), si sviluppò con l'avvento dei Romani che a partire dalla fine del sec. I a.C. (è di questo periodo una tomba romana rinvenuta in località Crenna) riorganizzarono il territorio, dividendolo in centurie, costruendo strade, favorendo lo sviluppo di villaggi celtici preesistenti.

Gallarate si trova sulla via di comunicazione che collegava Milano con Angera e con il Lago Maggiore. Che il borgo fosse importante lo attestano i numerosi reperti archeologici di epoca romana conservati nel Museo Archeologico.

Poco si sa del periodo successivo sino al 974, in cui in una pergamena viene citato un Locus et fundus Galeratis, un piccolo villaggio di nome Galeratis. Non più un borgo importante, quindi ma un piccolo villaggio che probabilmente deve il suo nome a un Galerius.

Nel Medioevo, Gallarate appartenne al Contado del Seprio e ne seguì le vicende quando nel XIII sec. il contado si alleò ai milanesi contro il Barbarossa. Nonostante i milanesi fossero presenti nel castello di Crenna, il Barbarossa saccheggiò Gallarate e ne devastò le campagne. Quando poi il Seprio si alleò al Barbarossa, Gallarate subì la vendetta dei milanesi che invasero il Seprio e assediarono Castiglione Olona.

Nel 1162 i sepriesi abbatterono su ordine del Barbarossa Porta Nuova a Milano e i milanesi mandarono i frombolieri di Milano a Gallarate che ne danneggiarono le mura e convinsero gli abitanti a schierarsi contro l'imperatore, tanto che nella battaglia di Legnano i galllaratesi facevano parte della Lega Lombarda.

Nel 1262 i Torriani smantellarono parte delle fortificazioni di Gallarate e nel 1276 decapitarono sulla pubblica piazza i 34 nobili di parte viscontea catturati nella battaglia della Guassera.

Quando alla fine, Milano passò ai Visconti, questi nominarono a Gallarate un Capitano, con funzioni di polizia, e un Vicario, con funzioni giurisdizionali. Nel Trecento, il Seprio venne assegnato a Lodrisio Visconti che si stabilì nel castello di Crenna e da qui tramò per impadronirsi del potere a Milano. Nel 1336 il cugino Azzone fece abbattere il castello e nel 1339 lo sconfisse definitivamente a Parabiago. Il castello di Crenna venne riedificato e assegnato a Esterolo, figlio di Lodrisio, da cui ebbe origine il ramo della famiglia Visconti che qui regnò sino al 1722.

Nel 1344 esistevano in Gallarate due case di Umiliati, frati di un ordine minore che lavoravano e tessevano la lana. Dalla loro attività presero il via manifatture tessili di lana e di seta e un vivace commercio di manufatti.

Per evitare che vi stanziassero le truppe tedesche del duca del Monferrato con cui era in guerra, nel 1362 Galeazzo Visconti fece di nuovo abbattere le mura del castello e soppresse il mercato perchè faceva concorrenza a quello di Milano. Il divieto durò poco e il mercato riprese ben presto a tenersi il sabato, sino ai giorni nostri.

Nei secoli che seguirono Gallarate fu ripetutamente teatro di scontro dapprima contro le invasioni degli Svizzeri, che affiancavano i francesi, poi per la guerra tra francesi e spagnoli. Nel 1530 Gallarate venne concessa in feudo a Marino Caracciolo, nel 1564 al genovese Giacomo Pallavicino Basadonna, nel 1578 agli Altemps che nel 1656 lo cedettero a Tebaldo e Galeazzo Visconti, i quali lo passarono nel 1716 ai Castelbarco, che lo mantennero sino al 1798.

Nel 1576 scoppiò un'epidemia di peste, nel 1585 di colera, nel 1630 nuovamente la peste - in quest'occasione i gallaratesi si impegnarono a celebrare solennemente la festività della Presentazione di Maria, voto che ancor oggi viene osservato.

Nel 1786, l'imperatore austriaco Giuseppe II fece di Gallarate il capoluogo della provincia, decretando nel contempo la chiusura dei conventi. Nel 1796, con l'avvento di Napoleone, Gallarate divenne capoluogo del IV distretto del dipartimento dell'Olona e venne eretto l'albero della libertà nei pressi di San Pietro. Nel 1798 furono aboliti tutti i feudi. Nel 1799 tornarono gli austriaci e Gallarate fu saccheggiata dalle truppe russe di Suvarov.

Nel 1860 Gallarate ottenne il rango di città.

Sorsero in questo periodo le prime attività industriali. Accanto all'industria tessile si svilupparono officine meccaniche, calzaturifici, oreficerie... Nel dopoguerra, l'imprenditoria gallaratese diede avvio nella brughiera circostante all'industria aeronautica italiana con l'Ing. Gianni Caproni.

Gallarate
"Piantina" del centro di Gallarate in bronzo (presso Basilica S. Maria)
Foto di Franco Casanova

Da vedere:

- la Basilica di S. Maria Assunta, edificata nel sec. VII sull'altura del Faietto (rione cittadino, probabilmente indicante un faggetto o un bosco sacro ai Galli) sul sito di un fonte battesimale del sec. V dedicato a San Lorenzo, viene citata la prima volta in un documento del 974 e nel sec. XI divenne capo di pieve.

Rinnovata e ingrandita più volte, nel 1854 venne abbattuta perchè pericolante e riedificata su disegno di Giacomo Moraglia, conservando solo il campanile del 1454, in forma tardoromanica con scodellini di ceramica invetriata. La nuova basilica venne inaugurata nel 1861, ma la facciata completata solo nel 1870 su disegno di Camillo Boito.

L'ampia superficie della navata è coperta da un artistico pavimento a mosaico eseguito nel 1925, su disegno dell'architetto gallaratese Romeo Moretti.

Di grande rilievo le vetrate policrome, in particolare quella della Vergine Assunta, posta sotto il portale principale. La volta del presbitero è decorata con uno stupendo affresco del Cavenaghi, l'Incoronazione della Vergine. L'altare maggiore è opera dello scultore varesino Edoardo Tabacchi. Nella crociera, a sinistra, si apre la suggestiva cappella dell'Assunta con un gruppo marmoreo realizzato dallo scultore gallaratese Giuseppe Rusnati nel 1697.

A lato della basilica, il Museo della Basilica, conserva arredi sacri, reliquiari, tele di Daniele Crespi, del MOrazzone, del Nuvolone e altri autori lombardi.

Gallarate
Basilica di S. Maria Assunta
Foto di Antonio Filippi

Gallarate
Piazza Libertà e Santa Maria Assunta
Foto di Antonio Filippi

- la chiesa di S. Pietro, pur ampiamente rimaneggiata nei secoli e più volte deturpata da usi impropri (fu perfino fortilizio nel 1400, e, poi locale per falegnami e macelleria) e da restauri rovinosi, è l'edificio architettonicamente più importante di Gallarate.

Eretta tra l'XI e il XIII secolo, conserva un altare barocco in marmi policromi del sec. XVII ed un capitello corinzio del III-IV secolo, adattato ad acquasantiera. Dietro la chiesa si trova la crocetta, posta nel 1694 da Cesare Visconti, feudatario di Gallarate, in sostituzione di un'altra colonna con croce eretta da Marino Caracciolo attorno al 1530.

Gallarate
Piazza Libertà, San Pietro e Basilica di Santa Maria Assunta
Foto di Canazza Antonello

- il Santuario di Madonna in Campagna, eretto nel Seicento al posto di un'antica cappella campestre (il "gesiolo") che aveva sul fondo un affresco raffigurante la Vergine che allattava Gesù. Notevole l'altare maggiore, opera del ticinese G. B. Rigoli e del Rosnati, che ingloba l'originale Madonna del Latte, con il muro pertinente del vecchio gesiolo. A Carlo Cane, pittore gallaratese considerato uno degli esponenti della pittura del '600 lombardo, è attribuita la tela raffigurante San Raimondo Nannone, commissionata dalla Confraternita della Mercede che qui aveva sede.

Il Santuario e l'intero rione si animano nell'ultima decade di novembre per la tradizionale "Rama di Pomm", una tra le poche sagre rimaste vive in Gallarate.

Gallarate Madonna in Campagna

- la chiesa di Sant'Antonio Abate, situata nel centro storico, con un doppio ingresso, da Corso Italia e da Piazzetta Ponti. Poco si sa sulle origini di questa chiesa, probabilmente costruita sopra un preesistente oratorio dedicato a Sant'Antonio. Progettista della conformazione attuale fu Biagio Bellotti. Lavori di abbellimento e restauro vennero effettuati nel secolo scorso, durante i quali il campanile fu abbattuto, e fu aperta una facciata sul lato opposto rispetto a quello sul quale c'era la facciata originaria. Il portale su questo nuovo ingresso da Corso Italia proviene dalla chiesa di Lonate Pozzolo e la statua di San Carlo dal cimitero di Ferno.

Particolarità della chiesa è, oltre al doppio ingresso, la presenza di due diversi ambienti interni, uno riservato al popolo e l'altro alle confraterne e alle monache. Da vedere, all'interno del monumento, sono la statua di Santa Maria e gli affreschi raffiguranti episodi della vita di Sant'Antonio. Sulla volta sono stati effettuati degli affreschi con la vita di Santa Maria.

Gallarate
Ingresso da Piazzetta Ponti

Gallarate
Ingresso da corso Italia
Foto di Franco Casanova


- la chiesa di San Francesco, in Piazza Risorgimento, fu eretta dal 1906 al 1910 su disegno dell'architetto Gaetano Moretti. Fabbricieri della chiesa furono allora le famiglie storiche ed industriali della città, tra cui: Majno, Cantoni, Ponti, Bonicalzi, i nobili Forni, Sartorio e molti altri, come viene ricordato dalla lapide marmorea posta sul lato sinistro dell'ingresso centrale. Nel 1919 fu completata l'affrescatura interna e venne inaugurata la nuova facciata.
Nel 1965 fu costruito accanto alla chiesa un monastero di monache benedettine di clausura che hanno il compito di conservare la chiesa.

Gallarate Piazza Risorgimento
Piazza Risorgimento e chiesa di San Francesco
Foto di Stefano Pasqualetti

- il museo archeologico Storico Artistico della Società Gallaratese per gli Studi Patri nell'antico convento di S. Francesco in via Borgo Antico, raccoglie materiali e documenti che raccontano la storia della città di Gallarate e del suo territorio. Il convento dei francescani venne eretto nel 1234 al di fuori delle mura della città ed era un vasto complesso costituito da due chiostri annessi ad una chiesa gotica e altri edifici di servizio.

Nel museo si possono ammirare pregevoli reperti preistorici della Lagozza di Besnate, della Lagozzetta, dei laghi di Varese, Comabbio e Monate (piroga in legno di quercia), reperti della civiltà di Golasecca, reperti di epoca romana provenienti dalle numerose necropoli rinvenute nella zona.

La biblioteca conserva antichi e rari volumi e un fondo archivistico di notevole importanza per la storia del gallaratese.

Gallarate Società Studi Patri


- il MAGA - Museo d’Arte Gallarate nasce nel 1966 con il nome di Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate.

Il Museo oggi conserva più di 5.000 opere tra dipinti, sculture, installazioni, libri d’artista, fotografie, oggetti di design e opere di grafica che offrono ai visitatori un ricco e articolato panorama dei principali orientamenti artistici dalla metà del Novecento ai giorni nostri, con aperture sulle ricerche contemporanee internazionali.

Nel marzo del 2010, il Museo acquisisce il nome MAGA - Museo d’Arte Gallarate e inaugura la nuova e più prestigiosa sede museale in via De Magri.

Gallarate


- il Broletto (termine che in passato designava ovunque il palazzo municipale) sorge su un'area adibita fin dalla metà del '200 al convento di San Michele, edificato dall'Ordine degli Umiliati. Dopo la soppressione dell'ordine il convento ospitò altri religiosi (monache Benedettine ed Agostiniane, frati Francescani). Sotto Napoleone, l'edificio perse il carattere di convento per essere adibito a pubblici uffici, sia pure con funzioni diverse nel tempo.

Dal 1859 al 1861, crollata la torre già campanile della chiesa, esso venne ristrutturato su progetto dell'architetto Leone Savoia; dell'antico convento rimane l'ampio cortile con il porticato coperto da volte a crociera poggianti su colonne in granito.

Ospitò fino al 1929 il Municipio.

Gallarate
Foto di Rog Flori


Curiosità, tradizioni, leggende e ... un po' di storia


- Patrono della città è San Cristoforo (25 luglio), martirizzato in Licia forse sotto Decio, protagonista di una leggenda tanto cara ai Gallaratesi

- Maschere ufficiali sono "Re Risotto" e "Regina Luganeghetta" ispirati alla risottata che nel 1995 portò Gallarate nel Guiness dei Primati per aver cucinato oltre 5000 porzioni di “risotto con la luganega”, piatto divenuto tipico della tradizione gallaratese.

- A Cajello, merita una visita il Molino Macchi, ultimo baluardo dell'attività molitoria

- Sulla collina di Crenna, si estende la Boschina, un'area verde di particolare pregio.

- da Progetto CIVITA - Le istituzioni storiche del territorio lombardo - Regione Lombardia alcune notizie storiche sul comune di Gallarate

Gallarate
Piazza San Lorenzo e biblioteca comunale
Foto di Stefano Pasqualetti

Gallarate
Murales
Foto di Corrado Macchi

Gallarate
Murales
Foto di Ornella Brughera


Gallarate
Foto di Ornella Brughera

Gallarate
Giugno 2017 - Ombrelli colorati per le vie del centro
Foto di Paolo Marzarotto

Gallarate
Foto di Mariangela Luini

 



Nell' Antiquario della Diocesi di Milano dell'arciprete oblato Francesco Bombognini - 1828 - si legge:

GALLARATE Eccoci ad un borgo dei più distinti di tutta la diocesi. Il ritrovarsi nel campanile della chiesa prepositurale due gentilesche iscrizioni, non è forse bastevole motivo per credere che quivi esistesse un considerevole aggregato di abitazioni sino ne' primi secoli dell'era volgare, od innanzi di questa. L'una ci rammenta il semideo Silvano, l'altra è un'iscrizione sepolcrale ad un Cajo Postumo Prisco.

Era però assai rinomato nel secolo X, come parte considerevole del contado del Seprio, di cui tanto si parla nelle nostre storie, il quale poi distrutto, divenne Gallarate capo di quasi tutta la giurisdizione Sepriese, che più d'ogn'altra si estendeva nella campagna di Milano.
Dagli antichi diplomi, e principalmente da quelli di Algisio nostro arcivescovo morto nel 1184, si deduce che in que' tempi i nostri arcivescovi erano signori di Gallarate.

Luttuose assai furono le vicende a cui fu soggetto questo borgo. Fu per lui fatalissimo il giorno terzo di luglio 1258, mentre tutti i borghigiani presero parte in una sanguinosa zuffa a motivo dei due noti partiti, del popolo e dei nobili, che allora sconvolgevano tutta l'Insubria. Nel 1276 ritornando i Torriani da Angera vittoriosi dei nobili ivi sconfitti, seco ne traevano molti incatenati, e qua giunti, più non potendo trattenere lo sdegno concepito contro gli infelici prigionieri, ne fecero veramente un sanguinoso macello, uccidendoli tutti con barbare invenzioni, e le strade do Gallarate furon viste per più giorni tinte del nobile sangue di questo sgraziati.

Era Gallarate cinto di bastioni, che furono nel 1262 spianati da 200 fanti spediti da Milano. Nel noto catalogo delle antiche chiese, si vede qui fin dal secolo XIII esistente la collegiata, e la plebania di 37 chiese. La chiesa maggiore prepositurale, che ebbe un tempo sino a quattordici canonici, è molto rispettabile per la sua antichità, ed altar maggiore di marmo rappresentante l'Assunta. Ora la collegiata è soppressa.
Memorabile fu l'inondazione avvenuta il giorno 24 luglio 1734.

CAJELLO esisteva nel secolo X. Quanto si dice della di lui fondazione attribuita a un figlio di Enea, e qui seppolto, non ha certo alcun fondamento di verità: è strano lo scontrarsi nel Milanese tante vaghe tradizioni, che ci riportano alle vicende di Troja.

CEDRATE, secondo alcuni, fu così detto dalla prodigiosa copia de' cedri che quivi intorno crescevano, i quali però non dobbiam credere che fosser agrumi, e quindi copia qui fosse di ameni giardini, ma bensì larici, o pini, o ginepri, od altra sorta di abeti, che 'cedrus' dai latini dicevansi, e di cui eravene una specie detta 'cedrelaten' da Plinio, da cui traevasi una 'resina laudatissima, itaque et simulacra deorum ex es factitabant'.

Nel 1309 qui era la nobile famiglia Orsini, insigne nelle sacre e profane storie. Ciò si ricava dalla inscrizione che si vedeva nel claustro di Gallarate, in cui si scorge l'epitafio del sig. D. Ottone Orsini di Cedrate, e l'insegna gentilizia formata da due orsi in piedi aventi tra le mani un teschio umano.

Il sacerdote Tommaso Gatti, preposto della chiesa di santa Maria Pedone in Milano, ha istituita l'anno 1630 in quella chiesa parrocchiale una cappellania sotto il titolo di s. Carlo.

CRENNA, situata su di vaga collina vicina a Gallarate. La sua situazione, non meno che l'antico catalogo delle pievi, ci assicurano esservi qui stato nel secolo IX un fortissimo castello, di cui si vedono ancora gli avanzi. I Milanesi tenevano in gran conto questo castello nelle guerre, che ebbero nel medio-evo, e principalmente in quella sostenuta contro l'imperatore Federico I, mentre qui posero una numerosissima guarnigione che levarono dal castello di Mozzate. V'ha qui di osservabile la magnifica chiesa ad onore di s. Zenone.