Gorla Maggiore stemma

Gorla Maggiore


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Gorla Maggiore Municipio

Sorge al margine di un terrazzo fluviale posto sulla riva sinistra dell'Olona, nei pressi dell'ansa maggiore che il fiume forma nella valle.

Il territorio situato a est del paese, al confine con le province di Milano e Como, è ricco di boschi cedui, robinie, querce, betulle e qualche castagno con un sottobosco ricco di funghi in autunno. Questa zona è attraversata da tre torrenti, Bozzente, Gradelusio e Rabaù, detto anche Fontanile di Tradate, provenienti dalle colline situate tra Appiano Gentile e Tradate. Le piene del Rabaù (toponimo che deriverebbe da 'rabbia' appellativo con il quale viene indicato un corso d'acqua impetuoso) hanno provocato negli anni passati devastanti alluvioni arrivando a distruggere un mulino che si trovava in valle Olona.

In epoca romana si ritiene che il territorio di Gorla Maggiore sia stato abitato da gente dedita prevalentemente all'allevamento dei suini o delle pecore: gli uni nelle zone boschive, le altre nelle brughiere. Restano testimonianza della presenza romana, l’ara dedicata a Giove, murata nella parte nord della chiesa di S. Vitale, l’ara di Diana, ora conservata nel museo di Legnano e il toponimo "costa di Giano".

Con la venuta dei Longobardi, parte delle terre requisite alla popolazione romana (arimannie) vengono date in usufrutto alle fare (i gruppi di guerrieri con cui i Longobardi scesero in Italia) in cambio di un servizio locale di guardia stabile e fedele. Il nome stesso del paese che qualche studioso vorrebbe far derivare dal longobardo worila 'gora' o dal diminutivo wora 'chiusa' e il toponimo Canton Lombardo che designerebbe il quartiere dove originariamente si sarebbero insediate quelle genti, forse a difesa di un passaggio obbligato, avvalorano l'ipotesi che un gruppo di Longobardi si sia stanziato a Gorla Maggiore. E' comunque certo che nel XII secolo vi erano abitanti di Gorla Maggiore che vivevano secondo leggi e consuetudini proprie del popolo longobardo.

Nell'800 perde la propria autonomia e diviene frazione del vicino comune di Gorla Minore, da cui si staccherà nel 1951.

Nel 1880, la filossera distrugge completamente i vitigni che ricoprivano la parte di valle esposta al sole e ogni tentativo di reimpianto fallisce, forse anche per il diminuito interesse economico. Nel 1887 anche la coltivazione del gelso, che dava la possibilità di allevare il baco da seta, viene intaccata da un morbo e lentamente viene abbandonata. Scomparsi anche i mulini sull'Olona, notevole fu il flusso migratorio che ben presto si diresse in cerca di lavoro in Argentina, Uruguay e Brasile.

Da vedere:

- la chiesa di Santa Maria Assunta, rielaborata nel 1850 da Giacomo Moraglia

- la chiesa dei Santi Vitale e Valeria, o santuario della Madonna di S. Vitale, posta sul ciglio della valle con la facciata che guarda il sole al tramonto

- la chiesa di San Carlo, realizzata tra il 1603 e il 1627, conserva un pregevole altare seicentesco

- la torre Colombera, casa forte, residuo dell'antico nucleo di Canton Lombardo, risalente al XIII secolo e oggi sede di mostre, concerti, conferenze

- casa Terzaghi, sede del Municipio, che porta riprodotte sul pavimento dell'androne gli stemmi delle quattro contrade e verso il parco pubblico lo stemma comunale.

 

 

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