Birreria Poretti

Angelo Poretti, il fondatore dell’omonimo birrificio, nato a Vedano Olona il 9 giugno 1829 da Battista Poretti e Rosa Ferrari, entrambi contadini, in gioventù lascia il proprio paese per andare a lavorare tra Austria, Germania e Boemia, prima come manovale, poi come operaio e infine come appaltatore di alcune linee ferroviarie.

A quarantasette anni ritorna in Italia con un piccolo capitale e con la moglie Francesca Petrezilka, che aveva conosciuto in Boemia. Come ha scritto Piero Chiara nella sua "Storia della Poretti", … non fu per un’inclinazione romantica o per un assalto di nostalgia che egli tornò in patria, ma con l’idea precisa di impiegare il denaro faticosamente guadagnato in una fabbrica di birra costruita sul modello di quelle che aveva visto in Boemia ed in Baviera.

La sua idea era quella di introdurre in Italia un nuovo tipo di birra – la boema Pilsner – che rispetto a quelle vendute fino a quel momento (la “Vienna” e la “Chiavenna”) era più leggera e prodotta con ingredienti di prima qualità.

Nel 1877 acquista a Induno Olona, nei pressi delle grotte della Valganna, la fabbrica dismessa di amido Amideria del Dones; importa dall'estero i macchinari, le materie prime e il primo mastro birraio, mentre la purezza dell'acqua, elemento fondamentale per una birra di qualità, la ottiene acquisendo una fonte della Valganna nota come “fontana degli ammalati”, così chiamata perchè si riteneva avesse proprietà curative.

Dopo aver ristrutturato e ampliato i vecchi locali, con l'aiuto del mastro birraio Emanuel Anger di Pilsen, produce la prima birra Pils italiana: bionda, dissetante, leggermente amara, diversa dalle birre dell'epoca.

Angelo Poretti muore a Varese il 20 ottobre 1901 all’età di 72 anni. Aveva da poco fatto progettare il nuovo stabilimento in stile Liberty dagli architetti Alfred e Richard Bihl dello studio Bihl e Woltz di Stoccarda. A lui subentrano i suoi quattro nipoti: i fratelli Angelo e Tranquillo Magnani, Edoardo Chiesa e Francesco Bianchi.

Veri eredi dell'attività dello zio furono, Angelo Magnani ed Edoardo Chiesa. Furono loro a realizzare concretamente all’indomani della prima guerra mondiale l’edificio che ancora oggi ospita le unità produttive e che costituisce un mirabile esempio di ‘archeologia industriale’, nel quale funzionalità ed estetica si coniugano perfettamente, dando vita ad un complesso monumentale in puro stile Liberty, ancora ben visibile nonostante gli ammodernamenti successivi, resi necessari dallo sviluppo crescente del Birrificio.

Dopo la morte di Magnani, avvenuta nel 1924, Edoardo Chiesa rimase solo nella gestione dell’azienda. Nel 1935 trovò un nuovo socio. Si trattava di A.Weill, un ebreo cecoslovacco, poi costretto a mettersi in fuga per sottrarsi alle persecuzioni razziali. A quel punto si fece avanti una nuova generazione di imprenditori lombardi, i conti Bassetti, che acquistarono l’azienda e ne rilanciarono l’attività.

Nel 1975 viene firmato un importante accordo con la United Breweries di Copenhagen per la produzione e commercializzazione in Italia dei marchi danesi Tuborg e Carlsberg. Inizia così una partnership che nel 1982 si traduce nel passaggio del 50% delle azioni dell’azienda al gruppo danese. Nel 1998, a seguito della cessione di un ulteriore 25% del capitale alla Carlsberg A/S, la ragione sociale dell’azienda si modifica in Carlsberg Italia. A partire dal 2002 l’intero capitale sociale dell’azienda viene acquistato dal gruppo danese.

Carlsberg Italia ha scelto di rilanciare il marchio Birrificio Angelo Poretti che da anni era caduto nell’oblio e di concentrare tutta la produzione del gruppo, compresa, quella degli altri suoi brand, nel sito di Induno Olona. Un omaggio, dunque, alla lungimiranza del vecchio Angelo Poretti e alla salubrità di quella “Fonte degli ammalati” alla base di ottime birre.

Nel 2014 la Birra Poretti è stata annoverata tra le eccellenze varesine, ottenendo il prestigioso riconoscimento come prodotto agroalimentare tradizionale della Regione Lombardia in qualità di “Birra della Valganna”.

Induno Olona Birrificio Poretti

Lo stabilimento di Induno Olona è, immerso nel verde di un giardino botanico ricco di essenze: palme, banani, conifere, non manca un parente stretto della sequoia arrivato dalla California più di un secolo fa. Edificato all’inizio del ‘900 in puro stile Jugendstil dallo Studio di Architettura Bihl e Woltz di Stoccarda, è un complesso monumentale artistico di archeologia industriale, ricco di vari elementi decorativi (mascheroni, grottesche, medaglioni con frange e gocce, lesene giganti e conchiglie) o simbolici, come festoni di fiori di luppolo e tini di ferro battuto.

Nella sala della “cotta”, (la miscela di acqua, cereali e luppolo, da cui nasce la birra) i monumentali tini Jugendstil in rame disegnati da Bihl e Woltz sono rimasti gli stessi, ma il “motore” della cotta stessa è invisibile, modernissimo e controllato elettronicamente.

Induno Olona Birrificio Poretti
Sala cottura

Per contrastare la nascita dei microbirrifici artigianali, dal 2010 il Birrificio Angelo Poretti ripropone le vecchie ricette di Angelo leggermente modificate, puntando sul luppolo, o i luppoli, che donano alla birra il caratteristico retrogusto amaro.

Nascono le Poretti 3, 4, 5, 6 con il numero a indicare sia quanti luppoli sono utilizzati per la lavorazione sia la possibilità che lo stesso luppolo venga adoperato più volte nel processo produttivo. Ovviamente ognuna di queste birre ha una sua personalità che la differenzia dalle altre. Con le “7 Luppoli” si identificano invece le specialità stagionali: quattro birre per quattro diverse stagioni dell’anno, disponibili a rotazione.

All'interno del parco, quasi a sovrastare il complesso produttivo, i nipoti Angelo Magnani e Edoardo Chiesa nel 1903 al milanese Ulisse Stacchini di costruire la villa padronale, Villa Magnani. Oggi la costruzione, dall'accentuato slancio verticale e dalla plastica decorazione a fasce floreali in "Liberty” italiano è utilizzata quale palazzina degli uffici della società e mantiene ancora il suo ruolo di "legatura” tra il fondovalle produttivo e le pendici che portano all'abitato di Induno.

Induno Olona Villa Magnaghi