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Sorge su un tratto di pianura originata dal riempimento di terreni
depressi ad opera di sedimenti ghiaiosi, che si possono far risalire
al primo periodo interglaciale. Per la natura stessa del suolo,
impermeabile, è questa la zona delle "brughiere",
dal dialetto 'brug', erica, dove crescono rovi e sterpaglie, che
solo recentemente hanno lasciato posto a coltivazioni di cereali
e alla floricoltura.
A ricordo dell'età preromana di Olgiate Olona rimangono
due pubblicazioni dell'Ottocento che trattano di due scoperte archeologiche
effettuate nella attuale frazione Buon Gesù, allora Cascina
delle Corde. Sarebbero stati rinvenuti vasi figulini, lucerne
e altro materiale etrusco. Purtroppo i reperti sono andati persi
e a sostegno di queste notizie vi è solo il fatto che altro
materiale etrusco rinvenuto nei centri vicini di Sacconago, Castellanza
e Marnate rende plausibile l'ipotesi che anche Olgiate, prima di
essere un "vicus" (villaggio) di un "pagus"
(distretto) gallo-romano, avesse ospitato popolazioni etrusche.
Nel II sec. d.c. sorgeva sul territorio di Olgiate una stazione
di posta romana con un presidio che veniva a trovarsi a venticinque
miglia esatta dalla città imperiale Mediolanum. Numerosi
sono i reperti che testimoniano l'esistenza di un insediamento romano.
Tra questi una necropoli gallo-romana con fittili e ferri, monete
di Lucio Vero (imperatore dal 161 al 169), spade, punte di lance,
morsi e striglie. Resti di un'antica costruzione (in particolare
di un pavimento ciottolato, di grosse travi e ferri falcati) furono
trovati vicino all'Olona, ma il rinvenimento più sensazionale
risale al 1900 quando, a valle della parrocchiale, furono dissotterrate
numerose urne funerarie, consistenti in anfore peduncolate che contenevano
ossa calcinate e vasi fittili.
Nel Medioevo fu a capo della pieve di Olgiate, la cui giurisdizione
ecclesiastica si mantenne sino al 1583 e quella civile fino al 1784.
Facevano parte della pieve i borghi di Cairate, Fagnano, Solbiate,
Gorla Maggiore, Gorla Minore, Prospiano, Cislago, Marnate, Rescalda,
Nizzolina, Castellanza, Busto Grande, Sacconago, Villa Cortese.
I suoi abitanti, che nella seconda metà del XVI secolo erano
circa 500, nei mesi estivi di dedicavano alla coltivazione dei campi
e nella brutta stagione battevano e cardavano la lana, il lino,
il cotone, che venivano poi tinti e tessuti per ricavare tele, fustagni,
panni. Proprio le disagiate condizioni economiche della popolazione,
che non poteva farsi carico delle necessarie riparazioni dei luoghi
di culto, spinsero S. Carlo Borromeo a decretare la traslazione
della pieve e dei canonicati da Olgiate Olona a S.Giovanni Battista
di Busto Arsizio. Le competenze civili passarono nel 1784 a Legnano.
Durante l'occupazione spagnola, venne infeudata a Giuseppe Alessandri,
che ottenne anche il titolo di conte. Agli Alessandri succedettero
poi i Prata.
A partire dalla metà Ottocento, il crescente sviluppo economico
sottrasse la quasi totalità delle persone dal lavoro dei
campi per impiegarle nelle manifatture tessili che sorgevano lungo
l'Olona. A memoria dell'antico trascorso agricolo, restano alcune
aziende particolarmente attive nella coltivazione e commercializzazione
di piante ornamentali e da frutta.
Da vedere:
- villa Greppi Gonzaga, di proprietà
comunale, da cui si ammira un bel panorama delle Prealpi e della
pianura milanese
- la chiesa dei SS. Martiri Stefano e Lorenzo,
risultato di continui rifacimenti e di ampliamenti dell'antichissima
chiesetta "iemale" dedicata a S. Stefano
- la chiesa di San Gregorio Magno, edificata
nel 1868 sull'area del Lazzaretto e recentemente restaurata
- il monastero dei Carmelitani, situato sulla
via che conduce a Solbiate Olona, fu monastero fino al 1653 e poi
dedicato a S. Antonio di Moncucco.

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