Rancio Valcuvia

Rancio Valcuvia


E' formato da due nuclei, Rancio, ai piedi del Sass Marée, e la frazione Cantevria, sull'altro versante della valle, alle pendici del Monte San Martino. Il torrente Rancina attraversa il centro storico di Rancio e le due sponde sono collegate da ben cinque ponti, di cui uno romanico.

Rancio Valcuvia
Il ponte romano
Foto di Fabio Calanca

Alla destra, l'abitato si stringe attorno a Palazzo Sacchetti (sec. XVI) e Casa Velati mentre l'altro nucleo si stringe attorno alla parrocchiale. Lo si raggiunge valicando il Rancina e inoltrandosi per le strette viuzze ove prospettano pregevoli edifici, contraddistinti da bei portali in pietra scolpita, che appartennero alle nobile famiglie di Rancio quali i Tabacchi, i Bernasconi, i Bonari.

Nella parte alta del paese si trova l'antico edificio (se. XIV) che forse ospitò un convento degli Umiliati, oggi destinato ad uso residenziale, con alcune finestre a sesto acuto, belle colonne monolitiche e alcuni affreschi che rappresentano stemmi nobiliari di famiglie del varesotto. Da notare nel borgo Villa Barassi Bonario, eretta nel sec. XVIII.

Nel 1592 Rancio contava ben quattro chiese: la parrocchiale dei SS. Fabiano e Sebastiano, l'oratorio di S. Pietro in Cantevria, la cappella di S. Materno, la chiesa del Rossignolo. Di queste, solo le prime due si sono conservate fino ai giorni nostri, anche se rispetto a quei tempi hanno subito modifiche radicali. La chiesa dei SS. Fabiano e Sebastiano, eretta nel 1592 in stile lombardo, conserva diversi affreschi ottocenteschi del Valtorta.


SS. Fabiano e Sebastiano
Foto di Paolo Maroni

Rancio Valcuvia
San Pietro - Cantrevia
Foto di Roberto Lucini

Numerosi sono poi gli affreschi votivi presenti sulle facciate degli edifici civili in entrambi i centri storici, opere non sempre di qualità pittorica elevata, ma pur sempre testimonianza di una cultura popolare profondamente legata alla chiesa ed al culto dei santi. Degno di nota è l'affresco dedicato alla Madonna del Latte, probabilmente dipinto all'inizio del XV° secolo in via San Pietro a Cantevria, il quale rappresenta la Madonna in trono che allatta il bambino con ai lati sant'Antonio e san Cristoforo.

Le prime tracce documentali su Rancio Valcuvia risalgono all'anno mille, in atti notarili, oppure citato in riferimento a fatti ecclesiastici, ma non si hanno notizie dirette sull'origine, sulla vita e neppure sulla forma dell'abitato. La frazione di Cantevria, che volle aggregarsi a Rancio nel 1730, nasce un po' più tardi, e di fatto se ne parla dal 1140.

In epoca medioevale Rancio aderì al Comitato del Seprio, passò poi al vescovo di Como ed infine ai milanesi dal 1196. Nel 1450 vi fu il passaggio sotto il feudo dei Cotta e trecento anni dopo divenne proprietà dei Visconti Borromeo e dei Litta.

In località Valle Ronc si può ammirare una stupenda cascata, situata nelle vicinanze dei ruderi di un antico mulino.

Rancio Valcuvia
Cascata del Ronco


Curiosità, tradizioni, leggende e ... un po' di storia

 

- da Progetto CIVITA - Le istituzioni storiche del territorio lombardo - Regione Lombardia alcune notizie storiche sul comune di Rancio Valcuvia

Rancio Valcuvia
Foto di Davide Tomasina

Rancio Valcuvia
Foto di Davide Tomasina

Vecchi cortili e decorazioni di alcune case antiche
Foto di Roberto Lucini

Rancio Valcuvia
Rancio Valcuvia
Rancio Valcuvia
Rancio Valcuvia




 

Rancio Valcuvia
La piazza della frazione Cantrevia
Foto di Davide Tomasina

Cenni Corografici Storici Statistici della Valcuvia Brevemente e Liberamente esposti di Michele Lajoli - Milano 1876

Al pari di Cassano questo Comune si dice Rancio-Valcuvia per distinguerlo da altri di simile denominazione. Il paese di Rancio, nel quale durante il secolo XIV eravi un chiostro di monaci umiliati, è situato alle radici della montagna che si chiama il Sasso Meraro o Meride, e nel vernacolo Merèe, ed è attraversato dalla nuova strada, non da molti anni costrutta per la più diretta e più facile comunicazione fra Luvino e Varese, alla cui spesa concorsero anche i Comuni dei Mandamenti di Luvino e di Maccagno. Questa via che anticamente era rapidissima , stretta e formata con grosso ed ineguale schiato, atto solamente ai pedoni ed alle bestie da soma, ora è ridotta e sistemata in ghiaja, ampia e comoda per le vetture, sebbene ardue assai siano state le difficoltà che gli Ingegneri sunnominati autori del progetto dovettero superare. Essa ascende in gran parte tagliata o scavata nella roccia a tortuose e frequenti giravolte sino a raggiungere il piano che mena a Brinzio pel quale siamo già passati, recandosi da quest'ultimo paese a Bedero.
Rancio è unito alla condotta del Medico che tiene residenza a Cuvio; è popolato da 710 persone ed ha un estimo catastale di Scudi 16,970. - Il territorio è confinante con quelli di Ferrera e di Masciago all'Est, di Cabiaglio e Brinzio al Sud, di Cassano al Nord, e di Cavona e Cuveglio all'Ovest.
La Chiesa Parrocchiale, di cui è patrono San Sebastiano, stata da circa trent'anni rifabbricata sul disegno dell'Ingegnere Architetto Sardi è un bel vaso che merita di essere veduto per apprezzare le forme della corretta architettura. Un oratorio sussidiario trovasi nella frazione denominata Cantevria collocata alla distanza di un buon chilometro dal centro principale di Rancio, dove si osserva con soddisfazione un quadro ad olio comunemente creduto del Morazzone.
Il popolo di Rancio riunito in comizio esercita il diritto da molti invidiato di eleggervi il proprio Parroco. L'abitato di questo Comune è diviso dalla Rancina, che scaricasi dal laghetto di Brinzio; discende per angusta valle formando diverse cascate fra le roccie di un effetto pittoresco stupendo, indi sotto il ponte di vivo in paese si precipita rumorosa e spumante in un profondo burrone contornato di sempreverdi e di ombreggianti cespuglj presentando un orrido tetro ma superbo che si osserva assai bene dal giardino attiguo alla casa parrocchiale. La Rancina ricevendo gli scoli di tutti i rigagnoli dei monti, si converte facilmente in torrente formidabile e temuto: più d'una volta ha minacciato di travolgere nelle gonfie sue acque una porzione del caseggiato di Rancio, come lo prova ad evidenza un'iscrizione dalla quale rilevasi che nell'anno 1821 l'acqua salì sopra il ponte suddetto per l'altezza di tre metri, cagionando orribili guasti e danni.
Nel territorio vi sono diversi molini per le granaglie, e molte fornaci di mattoni e tegole di ottima qualità, che sono smerciati nei circostanti paesi della Valcuvia e della Valtravaglia.
A Rancio l'inverno è piuttosto lungo; il sole non compare che ad ora tarda del mattino per esservi impedito dalle vette dei monti, che alte si innalzano a Sud-Est del paese. Di questo Comune e della cennata frazione Cantevria si noverano artisti di merito segnatamente pittori e scultori appartenenti alle famiglie Gunella e Tabacchi: dalle famiglie Bernasconi, Bonari e Velati sortirono individui, che si distinsero nei buoni studj e nelle imprese di costruzione.
Percorrendo una strada mistilinea a livellette irregolari, parte piana, e parte discendente in una mezz'ora si va a Cavona.