Saltrio stemma

Saltrio

Saltrio Panorama

E' situato alle pendici dei Monti Orsa, S.Elia e del Poncione d'Arzo, in prossimità del confine svizzero. Il nome potrebbe derivare dal latino saltus, bosco, e starebbe a indicare un paese tra i boschi.

Pur mancando notizie certe, si può ritenere fosse abitato, come i vicini Stabio, Ligornetto, Viggiù, Arcisate, in epoca romana. Ipotesi suffragata dal fatto che le mura romane di Milano (databili attorno al 30 a.C.) erano rivestite di pietra di Saltrio, una pietra calcarea di colore grigio-cenere, di grana compatta il cui impiego perdurò per tutto il medioevo per la costruzione di colonne, portali, murature.

Come gli altri comuni della Valceresio, nel medioevo appartenne alla pieve di Arcisate, da cui si staccò dal 1517 al 1876 per far parte della pieve di Riva San Vitale, in Svizzera, e passare in seguito alle dipendenze del Vicariato Foraneo di Uggiate, in provincia di Como.

Per tutto il medioevo il paese gravitò attorno alla ricca pianura del Mendrisiotto, nelle terre dell'attuale Canton Ticino, e solo nel 1526 con la definizione dei confini tra Svizzera e Italia, ritornerà con Clivio sotto il Ducato di Milano.

Nel 1996 nella cava Salnova vennero ritrovate le prime ossa di quello che è il primo grande dinosauro carnivoro italiano: il Saltriosauro.

Saltrio divenne Comune autonomo nel 1953, dopo essere stato frazione di Viggiù dal 1928.

Da vedere:

- la chiesa di San Giorgio, settecentesca, collocata su una piccola altura a nord, da cui si dominano l'abitato di Saltrio e le cave di pietra. Era l’estremo punto difensivo della parte varesina della Linea Cadorna, prima delle fortificazioni comasche. Al di sotto della Chiesa, infatti, si trovano delle camere forse adibite a deposito armi e vettovaglie cui si accede seguendo le tracce di una trincea che parte a lato della Chiesa

- la chiesa dei Santi Protasio e Celso con all'interno la "Pietà", scultura di Pompeo Marchesi.



 

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