Samarate stemma

Samarate

Samarate

Lambito dal torrente Arno, incluso nel Parco Regionale Lombardo della Valle del Ticino, ormai unito a Gallarate ha acquisito una certa importanza industriale per la presenza in zona Cascina Costa di numerose aziende, tra cui la MV Agusta.

Ritrovamenti archeologici portano a supporre l'insediamento di coloni preromani sparsi su vari fondi, propaggini del vicino villaggio agricolo di Gallarate, che stava acquisendo importanza commerciale e militare quale luogo di transito per il Ticino e la Gallia. Altri reperti, rinvenuti di recente nella zona dell'attuale cimitero e delle scuole elementari, e andati dispersi, erano riferibili all'età tardoramana e medievale.

Il documento più antico che cita Samarate è una pergamena del 973 conservata presso l'Archivio Capitolare di Novara e pubblicata nel 1913, relativa a una permuta di beni fra Apualdo vescovo di Novara e un certo Celso di Lonate. Dal X sec. in poi la storia locale è sempre più legata alla vicina Gallarate.

In una pergamena del XII sec., conservata nell'archivio di stato di Milano, è riportato un elenco di beni di Otone Guitazii di Samarate e si fa cenno, per la prima volta, alla località di Verghera.

Nel 1570 san Carlo Borromeo visitò la pieve di Gallarate e si recò anche nella chiesa di Cascina del Manzo, l'odierna San Macario, allora subordinata a Samarate. Nel 1674, con la traslazione da Roma dei resti del martire San Macario, la chiesa e la località assunsero l'attuale denominazione.

Nel 1923 nasce a Cascina Costa di Samarate la Società Costruzioni Aeronautiche Giovanni Agusta e un campo scuola di aviazione militare. Nel 1943, non potendo più costruire aeroplani per i vincoli del trattato di pace, l'Agusta diversificò l'attività puntando alla produzione di motociclette: nasceva così la MV Agusta.

Da vedere:

- la chiesa di S. Rocco, della fine '400, probabilmente appartenente al vecchio convento degli Umiliati

Samarate San Rocco


- la chiesa della SS. Trinità, in forme tardobarocche realizzate su progetto di Giulio Galliori che fu architetto della Fabbrica del Duomo di Milano, contiene stucchi rococò e suppellettili pittoriche dal XVI al XX secolo, tra cui spiccano i quadri di Melchiorre Gherardini e Biagio Bellotti. Tra le pitture del XX secolo vi sono gli affreschi di Mario Grandi e due pale di Gariboldi e di Rossini. L’altare barocco è in marmi policromi finemente lavorati dai Buzzi di Viggiù alla fine del Settecento. Il campanile è invece di fine ottocento.

Samarate SS. Trinità


- la Chiesa Parrocchiale di San Macario eretta il 19 maggio 1610 e ampliata e ristrutturata tra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento. All’interno conserva ricchi arredi barocchi e varie opere d’arte dal XVI al XX secolo. La torre campanaria esterna è del settecento.

Samarate San Macario

- il Museo Agusta, raccoglie centinaia tra cimeli, documenti, foto, disegni, esemplari, prototipi, modelli e ricostruzioni in scala naturale o ridotta di aerei, elicotteri, moto, componenti, che ripercorrono quasi un secolo di storia dell’industria meccanica e aeronautica italiana.

- Villa Montevecchio, dagli anni 70 del '900, di proprietà comunale, è un edificio in stile “neo-sforzesco” circondata da un grande parco, ora pubblico, con un giardino di fronte all’ingresso principale.

Samarate Villa Montevecchio


Curiosità, tradizioni, leggende e ... un po' di storia

 

- da Progetto CIVITA - Le istituzioni storiche del territorio lombardo - Regione Lombardia alcune notizie storiche sul comune di Samarate




Nell' Antiquario della Diocesi di Milano dell'arciprete oblato Francesco Bombognini - 1828 - si legge:

SAMARATE, terra ragguardevole, dove nello scorso secolo fu eretto un bel tempio ad onore della Santissima Trinità, e serve di parrocchia. Un certo Grigalfredo di questo paese nel 1258 fu trascelto per arbitro tra il popolo e la nobiltà di Milano.

CASSINA VERGHERA, a cui alcuni storici attribuiscono i natali della Beata Giuliana Puricelli, Conversa della Beata Caterina da Pallanza, fondatrice del celebre monastero del Sacro Monte sopra Varese. Si onora nella parrocchiale una camicia di Giuliana, autenticamente riconosciuta. I Bustesi però si vantano d'aver essi data la patria alla suddetta Beata.