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Sorge all'estremità meridionale della Provincia di Varese,
al confine con le Provincie di Como e Milano, equidistante dai tre
capoluoghi. Il suo territorio è attraversato dal torrente
Lura che nasce nel territorio del Comune di Bizzarrone, ai confini
con il Canton Ticino. L'intero corso del Lura è oggi un'area
protetta, il Parco del Lura che vede coinvolte ben nove amministrazioni
comunali, di cui due, Saronno e Caronno Pertusella, in Provincia
di Varese.
Le prime notizie certe di un insediamento abitativo sono fornite
da reperti di epoca romana (I e II sec. a.C.) rinvenuti nei pressi
di casa Brasca. Una lapide votiva, attualmente murata nella chiesa
di San Francesco, con la scritta QVINTVS CASSIVS MERCATOR DEIS
DEABUS, testimonia la fede di un mercante di nome Quinto Cassio
e la probabile presenza di un mercato.
In un documento del 796 si parla di Johannes de vico Solomno
e in un altro del 903 sono citati possedimenti in Saronno donati
a Galdulfo, abate di S. Ambrogio in Milano. Nel 1169 Saronno contava
già tre chiese: San Pietro (la più antica, sorta su
un'area di culto romana), S. Maria e S. Salvatore. Nel 1189 esisteva
un castrum, forse un recinto fortificato in cui risiedeva
un nobile locale.
Alla fine del Duecento, all'epoca dei Torriani e dei Visconti,
il borgo viene cinto da mura, con quattro porte: S. Ambrogio, Vigo,
del Cantone Cidrasco e di Carambari. Risale a quell'epoca l'arrivo
degli Umiliati e dei Francescani, che nel 1286 costruirono un convento
accanto alla chiesa di San Pietro. Nel 1301 il borgo ottenne il
privilegio di tenere mercato tre volte la settimana. Si vendevano
segale, miglio, frumento, panico, sorgo, fagioli, fave, ceci, piselli
e panni di lana, prodotti dagli Umiliati.
Nel Quattrocento, Saronno era un ricco borgo agricolo-commerciale.
Nel 1455 Francesco Sforza fece apporre le sue insegne sul castello
del borgo; nel 1491 venne infeudata da Ludovico il Moro a Cecilia
Gallerani, che cedette i suoi diritti al ramo locale dei Visconti.
Nel sec. XVI, con Luigi XII, Saronno passò a Stefano Castiglioni.
Nel 1498 venne posta la prima pietra del Santuario della Beata
Vergine dei Miracoli, nel luogo dove diversi fedeli riportarono
guarigioni miracolose attribuite alla Madonna.
Nel 1525 Francesco II Sforza concesse il feudo alla famiglia milanese
dei Biglia che lo terranno sino al 1805.
Le gravi epidemie di peste falcidarono a più riprese la
popolazione che nel 1673 era costituita da solo 700 abitanti, contro
i 2200 del 1577.
Nel 1815 Saronno contava 3527 abitanti ed era ritornata ad essere
uno dei più importanti centri del territorio varesino, con
Varese, Gallarate e Busto. Il mercato trisettimanale era luogo di
incontro per le attività manifatturiere, agricole e commerciali
tra il milanese e il varesotto.
Nel 1827 scoppiò un grande incendio che distrusse totalmente
il centro del borgo. Nel 1835 scoppiò un'epidemia di colera.
Nel 1861 Saronno contava 6000 abitanti, di cui ben 1700 sapevano
leggere e scrivere. Sono di questo periodo le iniziative industriali
che portarono alla creazione della Lazzaroni (1888, industria dolciaria),
della ILLVA (1904, Amaretto di Saronno), del cotonificio Poss (1885),
della CEMSA (1887, costruzioni elettromeccaniche), della Parma (1870,
casseforti), della Gianetti (1913, ruote).
Nel 1911 era diventata uno dei poli dello sviluppo industriale
dell'Alto Milanese. Nel 1927 entrò a far parte della Provincia
di Varese. Nel 1960 divenne città.
Da vedere:
- il Santuario
della Beata Vergine dei Miracoli
- la chiesa
di San Francesco, la chiesa di San Pietro e Paolo,
la chiesa
di S. Antonio Abate
- il Museo
Giannetti

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