I mulini di Sesto Calende, Oriano Ticino e Lentate Verbano

 

Grazie alla sua posizione, in passato, a Sesto Calende sorsero diversi mulini azionati sia dalla forza dell'acqua del torrente Lenza e delle sue diramazioni che della Roggia detta dei Molini, alimentata dal torrente Riale. Anche a Lentate e Oriano vennero edificati dei mulini lungo il corso del Lenza.

Dal Catasto di Maria Teresa (1722) e poi da quello Lombardo-Veneto (1856) a Sesto Calende erano attivi i seguenti mulini:

Sesto Calende Mulini

1 - mulino detto La Resega - molino da grano ad acqua con casa
2 - mulino detto del Ponte - molino da grano ad acqua con casa
3 - mulino detto di Sotto - molino da grano ad acqua con casa
4 - mulino di 2 ruote e pista con casa (mulino di Giuseppe Saporiti)
5 - mulino di 3 rodigini con casa (mulino di Giulio Bassetti + mulino di Angelo Saporiti)
6 - mulino detto delle Moline - molino da grano ad acqua con casa (mulino di Dante Landoni + mulino di Mario Bassetti)
7 - mulino detto il Molinazzo - sega da legnami ad acqua con casa e area per deposito materiali

Il mulino La Resega, poi denominato Molinaccio, si trovava nel rione Abbazia. La roggia molinara alimentata dalle acque del Lenza aveva inizio al Gorgon dal Vigna, una specie di cascatella (gorgon) che si trovava nel terreno di proprietà di un certo Vigna.
Nel 1915 il mulino fu acquistato da Carlo Zeni di Cassano Magnago, che trasformò l'impianto molitorio in officina meccanica e falegnameria. La ruota faceva girare 2 o 3 torni e vi lavoravano più di trenta operai. L'attività cessò nel 1926.
Oggi del vecchio mulino rimane solo il salto dell'acqua che faceva girare la ruota.

Il mulino del Ponte in tempi recenti conosciuto come Murnerin sorgeva dove oggi sorgono i condomini detti della Lenza, di fronte alla scuola media Bassetti.

Sesto Calende Mulino
Il mulino Murnerin negli anni '60 del XX secolo


Nella roggia si lavavano i panni

Il mulino Speranza - in località Molini Rossi, nel 1877 esisteva la ditta Ercole Candiani & C. che produceva concimi e prodotti chimici; nel 1884, insieme a Giuseppe Pozzi, costituisce una società per la fabbricazione e smercio di prodotti chimici, concimi artificiali inerenti l'agricoltura e l'industria e, successivamente, per la macinazione di minerali per vetreria. Nel 1892 la società di Giuseppe Pozzi viene autorizzata ad estrarre dal fiume 80 metri cubi di ciottoli da macina. Nel 1911, proprietario della ditta Concimi e macina minerali risulta essere Vincenzo Speranza, che nel 1914 ottiene dalla prefettura di Milano la concessione ad estrarre 100 metri cubi di ciottoli di quarzo dall'alveo del Ticino, per uso industriale, fra la rapida di Cerio e il ponte di Meggio (Oleggio).

Il mulino macinava soprattutto sassi di quarzo o di silicio. Per ottenere quarzo purissimo, richiesto per la produzione di porcellana fine, i sassi di quarzo venivano caricati in un forno a legna e qui lasciati per circa 10 ore. Venivano poi raffreddati in acqua e passati alla macinatura.

Ha cessato l'attività nel 1977.


Il forno di cottura dei cogoli del mulino Speranza

All'altro capo del territorio di Sesto Calende, lungo la Roggia detta dei Molini, alimentata dal torrente Riale, esisteva un agglomerato di mulini: mulino di Giuseppe Saporiti, mulino di Giulio Bassetti, mulino di Angelo Saporiti, mulino di Dante Landoni (detto del pasté), mulino di Mario Bassetti. I più macinavano granaglie, ma nel XIX secolo fu allestita una grossa segheria che sfruttava l'ultimo tratto della roggia (il complesso fu chiamato “La Resiga”), e successivamente un altro mulino fu adibito alla macina dei ciottoli di fiume per estrarne quarzo per uso industriale. In passato erano attivi sul fiume anche mulini galleggianti sull'acqua, ancorati a grossi macigni, che sfruttavano la corrente del fiume. Oggi resta solo la testimonianza del canale che un tempo era la 'roggia molinara' e che oggi corre tombinata fino al Ticino e la Ca' Gialda edificata nel luogo de La Resiga.

sesto Calende La Resiga
Particolare del complesso La Resiga

Pedranti = macinazione quarzo

Panza = segheria, produzione parquet

Ipposidra = stazione della ferrovia delle barche


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In frazione Oriano Ticino esistevano già nel 1700 tre mulini di proprietà del Luogo Pio di Santa Corona di Milano. Un rodigino di macina, uno di pila e un terzo da folla. Nel 1866 i mugnai esercenti erano due: Donato Bassetti fu Felice in Oriano di sotto e Giacomo Perucco fu Teodoro "in Perosa", le cui ruote si muovono grazie alle acque del torrente Lenza. Nel 1908 il mulino "della Perosa" viene acquistato dai fratelli Gadda.

L'impianto molinaro a Oriano di sotto rimase in funzione sino agli anni 1940 e poi fu utilizzato per muovere le macchine della segheria Bassetti che rimase in attività sino al 1970. Oggi è adibito a residenza.

Il mulino "in Perosa" acquistato dai fratelli Gadda per L. 11.200 e rimesso a nuovo nel 1911, rimase attivo sino al 1976. Macinava segale, frumento e mais.

Sesto Calende Mulino
Ciò che resta del mulino di Oriano di sotto

Sesto Calende Mulino
Il mulino Gadda, già Mulino Perosa

Sesto Calende Mulino
La roggia molinara, a valle del mulino Gadda, utilizzata come lavatoio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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In frazione Lentate Verbano, il mulino già esistente nel 1757 apparteneva alle Madri Monache di Santa Margherita di Milano ed era costituito da una casa con molino a 3 rodigini - 2 per la mistura e 1 per pista.

Nel 1875 il mulino, a due piani e con due vani, è di proprietà della nobile Maria Randewitch. Nel 1933, dopo numerosi passaggi di proprietà, venne acquistato dal marchese Gaspare Corti, "dominus" di Taino, che nel 1938 lo cede ad un'immobiliare di Brescia e le macine vengono trasportate al Mulino Gadda di Oriano. Nel 1948 venne acquistato dalla famiglia Bertoldo e fino al 1965 utilizzato per produrre energia elettrica.

 

tratto da "Acqua passata.. i mulini di Sesto Calende" a cura di Lucina Caramella