Tradate


Osservatorio Astronomico di Tradate

Sorge nella zona sud-est della Provincia di Varese, al confine con la Provincia di Como. Il suo territorio si presenta pianeggiante nella parte occidentale e collinoso in quella orientale, immersa nel verde del Parco Naturale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate.

Numerosi reperti di epoca romana, attestano l'esistenza del borgo che si sviluppò in epoca romana grazie alla strada che risaliva l'Olona per raggiungere Varese e i valichi alpini. Non si hanno notizie per l'epoca medievale; sembrerebbe tuttavia che godesse di maggiore importanza il vicino borgo di Abbiate Guazzone, sede di un castello distrutto nel 1071 dai Milanesi.


Foto di Antonio Filippi

La prima citazione di Tradate risale al 1141, allorché un certo Alberto Fava de loco Tradate viene chiamato come testimone nella vertenza tra la badessa del monastero di S. Maria a Cairate e Fiore, Preposto di S. Bartolomeo al Bosco per una chiusa sull'Olona.

Nel 1277 l'arcivescovo di Milano Ottone Visconti cedette i possedimenti in Tradate appartenuti alla chiesa capitolare di S. Bartolomeo al Bosco, situata tra Appiano Gentile e Tradate, ai canonici del Duomo, che li passarono nel 1297 a Briano Pusterla. I Pusterla, valvassori sin dal secolo IX, vennero nominati Conti nel 1210, sullo stemma portavano l'aquila imperiale e a Milano nel XIII sec. erano tra le 200 famiglie nobili con diritto di entrare nel Capitolo degli Ordinari. Il ramo dei Pusterla che si stabilì a Tradate, intorno alla metà del 1300, eresse un castello, di cui restano soltanto un tratto delle mura e una torre mozzata, trasformato poi in villa. Dal 1814 ai Pusterla subentrarono i Melzi Malingegni, che usarono il castello come luogo di villegiatura. Quando l'ultima discendente dei Melzi, Barbara, si fece suora canossiana, l'edificio venne utilizzato come ospizio e educandato per le giovani. Nel 1482 Margherita Pusterla, badessa delle monache di Torba, ottenne dallo zio Umberetto Pusterla una proprietà accanto alla chiesa del S. Sepolcro dove trasferirsi con le sue monache, dato che Torba era diventata disagevole; sorse così il convento del S. Sepolcro, adibito ad abitazione privata quando la comunità venne soppressa. La chiesa del S. Sepolcro venne demolita nel secolo scorso per rettificare la strada che passava accanto.

Nel 1511 si trasferirono a Tradate i padri del monastero dei Servi di Maria di Milano che edificarono degli edifici su un terreno donato loro da Ercole Pusterla, accanto alla chiesa di S. Salvatore, oggi del SS. Crocefisso. Nel 1642 arrivarono i frati Cappuccini che edificarono il proprio convento su un terreno donato dal marchese Matteo Biumi.

Tradate ex convento
Ex-convento del Santo Crocificsso
Foto di Mario Bernocchi

Nel 1653 i tradatesi evitarono l'infeudazione al marchese Cesare Visconti, pagando di tasca propria la 'redenzione', cioè il privilegio di non essere infeudati. A quell'epoca vivevano in Tradate 170 famiglie contro le 70 di Lonate, le 65 di Abbiate Guazzone e le 21 di Vico Seprio.

Dalla seconda metà del settecento, Tradate si svilluppò come centro agricolo, con un mercato settimanale di bestiame. Sorsero poi le prime industrie tessili per la lavorazione del cotone, del fustagno e della seta. Nel 1905 si insediava lo stabilimento Frera - biciclette e motociclette.

Grazie all'unione col vicino paese di Abbiate Guazzone, Tradate divenne città nel 1957.

L'importanza che ebbe la coltura della vite nell'attività agricola di Abbiate è testimoniata dall'averla inserita nello stemma comunale. Sino all'inizio del '900, estesi vigneti ricoprivano le colline circostanti e già nel '300 esisteva la chiesa di Santa Maria alle Vigne.

A Tradate hanno sede il GAT (Gruppo Astronomico Tradatese, 1974) e il FOAM13 (Fondazione Osservatorio Astronomico di Tradate 'Messier 13', 1997) entrambi impegnati a livello internazionale nello studio e nella divulgazione scientifica dell'astonomia.

Da vedere:

- il Castello Pusterla Melzi, posto su un'altura a est di Tradate, nella parte settentrionale del palazzo è conservata una serie di dipinti che rendono omaggio alle personalità di spicco del casato dei Pusterla a partire dal XII secolo. La galleria di ritratti risale alla fine del XVII secolo, ed è opera dei pittori varesini Salvatore e Francesco Maria Bianchi da Velate e Federico Bianchi.



- la chiesa di S. Maria in castello, eretta al tempo del castello, probabilmente sopra una preesistente cappella alla Vergine. Della struttura originale non è rimasto nulla, poiché nel corso dei secoli, la chiesa, come il castello, fu notevolmente rimaneggiata e alla fine dell'Ottocento completamente riedificata. Al suo interno conserva l'arca di Tommaso Pusterla, monumento funebre in marmo, commissionato da Tommaso Pusterla, oggi usato come pala d'altare.

 

- il Santuario del Crocefisso. Le prime notizie certe risalgono al XII secolo, anche se molti ritengono esistesse già un edificio religioso nel X sec. Quando nel 1770, in seguito da disposizioni delle autorità austriache, venne soppresso il Convento dei Servi di Maria e il Santuario messo in vendita, i cittadini tradatesi si fecero carico del mantenimento della chiesa, mentre il convento, che ancora oggi é visibile alla destra del santuario, divenne un´abitazione privata. Sembra che fu proprio in quella occasione che la chiesa, che fino ad allora era stata chiamata Chiesa di "San Salvatore", assunse la denominazione di "Santuario del Santo Crocefisso".
Il Santuario ha subito diversi interventi di restauro, l´ultimo dei quali quello del 1983, quando vennero accuratamente restaurati e ristrutturati sia la chiesa stessa, che il campanile risalente all´inizio del XIX secolo. All'interno in una teca posta dietro l'altare conserva un Crocefisso ligneo venerato dalla popolazione locale.

- la prepositurale di S. Stefano, probabilmente già esistente nel trecento fu soggetta a ripetuti ampliamenti. Le pareti interne furono affrescate a partire dal 1893.

- la chiesa di S. Bernardo, al confine con Lonate Ceppino, eretta nel 1686 incorporando una preesistente cappella, edificata in mattoni di cotto a vista conserva un affresco del 1522 raffigurante S. Bernardo


Foto di Roberto Sivieri

- la chiesetta della Madonna Assunta o chiesetta dell'Allodola (dal nome del rione cui appartiene), costruita intorno al 1819. L'interno, spoglio e molto semplice, risalta lo splendido affresco collocato sopra l'altare raffigurante l'"Assunzione della Vergine", opera del XVIII secolo attribuita al Ronchelli. Centrale è la figura della Madonna che collocata su un nuvola e illuminata da uno sfondo dorato e affiancata da due angeli, con sguardo devoto assorge al regno dei cieli.

- il Santuario della Madonna delle Vigne, nei pressi del cimitero di Abbiate, già esistente nel XIII secolo, ampliato nel 1619 aggiungendo una navata e un portico a quattro archi a tutto sesto, conserva all'interno affreschi del Settecento. L'esistenza di questa chiesa testimonia l'importanza che ebbe la coltura della vite nell'attività agricola di Abbiate tanto da averla inserita nello stemma comunale di Tradate.
Sino all'inizio del '900, estesi vigneti ricoprivano le colline circostanti e nel 2009 il Comune di Tradate ha acquistato il terreno situato alle spalle del Santuario e vi ha impiantato un vigneto nel rispetto di una tradizione passata e ancora viva nella memoria.






Foto di Antonio Filippi

- la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, ad Abbiate, edificata su una cappella preesistente risalente all'XI secolo. All'interno sono conservate alcune opere in legno policromo della prima metà del XVI secolo, un fonte battesimale in marmo rosa e rame del 1890, un dipinto, olio su tela, del XVIII secolo, un affresco del Morgari eseguito alla fine del XIX secolo e un organo del XVIII secolo ancora oggi funzionante.
La chiesa dei SS. Pietro e Paolo, era sede nel '300, di un Capitolo di Canonici, cui facevano parte la chiesa di S. Maria alle Vigne, la chiesa di San Fedele, la chiesa di Santo Stefano e la chiesa di San Nazaro.


Foto di Rosanna Carbone

- il Centro Frera - Museo della motocicletta Frera
Il museo sorge negli stessi locali un tempo sede della storica fabbrica fondata nel 1905 dall'imprenditore Corrado Frera. Il vecchio stabile, acquistato dal Comune di Tradate, fu ristrutturato ed ora è sede del polo culturale comprendente la “Biblioteca”, il “Museo della Stampa” ed il “Museo della Motocicletta Frera”: in tale moderno complesso, noto come CENTRO FRERA vengono organizzate anche molte e importanti manifestazioni culturali.

- Villa Sopranzi, ora Istituto Pavoniano, situata alla sommità della collina in posizione dominante. Vi si accede con una strada a curve volutamente studiata per far sì che il visitatore possa ammirare la villa da diverse posizioni.

Dall’Istituto Barbara Melzi, seguendo via Sopranzi, è possibile raggiungere l’attuale Istituto Pavoniano. Lungo il tragitto si incontrano due edicole, l’una raffigurante la Crocefissione dipinta da Giovanni Valtorta e l’altra la Resurrezione, opera di inizio novecento realizzata da Pietro Cortellezzi.


Villa Sopranzi ...ieri


e com'é oggi

- Museo Fisogni della stazione di servizio raccoglie oltre 5000 pezzi di archeologia industriale collezionati da Guido Fisogni.
La collezione non conta solo distributori di benzina ma anche ogni oggetto concernente le stazioni di rifornimento: globi, latte, targhe pubblicitarie, compressori, estintori, attrezzi, gadgets, giocattoli e fotografie.


Foto di Silvio Ballerio

 


Curiosità, tradizioni, leggende e ... un po' di storia

 

- da Progetto CIVITA - Le istituzioni storiche del territorio lombardo - Regione Lombardia alcune notizie storiche sul comune di Tradate

 

 


Santuario Madonna delle vigne
Foto di Mauro Limido

 



Nell' Antiquario della Diocesi di Milano dell'arciprete oblato Francesco Bombognini - 1828 - si legge:

ABBIATE GUAZZONE era forte per un castello rovinato nel 1071, quando i Milanesi erano venuti all'assedio di Castiglione. Era qui una collegiata col proposto ed alcuni canonici, che furono poi da s. Carlo uniti alla collegiata di s. Tommaso in Terramara di Milano.

TRADATE, amenissimo borgo, deggno d'essere metrocomia, ornato di palazzi, copioso di chiese, col monastero una volta de' Cappuccini ed un chiostro di Benedettine. Mostra ancora sul colle gli avanzi del suo antico castello. L'arcivescovo Ottone aveva qui dei fondi, che donò agli Ordinarj, i quali nel 1297 ne investirono il signor Biriano Pusterla insieme con una casa e chiesa situata in un luogo detto in Capite Villae, probabilmente dove sottentrarono poi i Serviti, che vennero soppressi.

La famiglia Pusterla, che qui abitò ab antiquo, era delle più nobili, e nel 1310 Guglielmo Pusterla è intitolato il maggiore di tutti i nobili di Milano. Secondo alcuni eruditi, discese questa famiglia dai Longobardi: ebbe in feudo da Ottone IV la città di Asti. Anselmo V, nostro arcivescovo nel 1126, era di questa famiglia. La parrocchiale sotto il titolo di s. Stefano è assai vaga.

Cresciuta la popolazione in questo dilettevole borgo, che dalla pianura si estende vagamente sopra di un colle, ora la parrocchiale quasi non basta a contenerla tutta. Vi fioriva un tempo e fiorisce ancora la famiglia Biumi, come dall'iscrizione, che a stento ora leggesi, corrosa dalle intemperi, sul muro dell'orto de' soppressi cappuccini: SIBI ETVXORI VNICAE VT INTER SERAPHICI PATRES FALLES FILIORVMQ PRECES VIRGINIS DEIPARAE PATROCINIO AD COELESTEM CONVOLET GLORIAM SPIRITVS REDITVRI SERVENTVR CINERES DOMO TEMPLO TVMVLO EXTRVCTIS SINGVLARI PATRVM STVDIO HIC SEDEM LEGIT ET MACTVS EST MATTHAEVS BIMIVS REGIVS QVAESTOR CONSIL SENATOR IN AVLA CATHOLICA SVPREMI ITAL CON REGENS DIE XXVIII SEPT. ANNO MDCXXXXVI.