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Sorge nella zona sud-est della Provincia di Varese, al confine
con la Provincia di Como. Il suo territorio si presenta pianeggiante
nella parte occidentale e collinoso in quella orientale, immersa
nel verde del Parco Naturale
della Pineta di Appiano Gentile e Tradate.
Numerosi reperti di epoca romana, attestano l'esistenza del borgo
che si sviluppò in epoca romana grazie alla strada che risaliva
l'Olona per raggiungere Varese e i valichi alpini. Non si hanno
notizie per l'epoca medievale, quando con la vicina Castelseprio
capoluogo militare e amministrativo del contado, pare sia stata
più importante la vicina Abbiate
Guazzone, con la sua rocca.
La prima citazione di Tradate risale al 1141, allorché un
certo Alberto Fava de loco Tradate viene chiamato come testimone
nella vertenza tra la badessa del monastero di S. Maria a Cairate
e Fiore, Preposto di S. Bartolomeo al Bosco per una chiusa sull'Olona.
Nel 1277 l'arcivescovo di Milano Ottone Visconti cedette i possedimenti
in Tradate appartenuti alla chiesa capitolare di S. Bartolomeo al
Bosco, situata tra Appiano Gentile e Tradate, ai canonici del Duomo,
che li passarono nel 1297 a Briano Pusterla. I Pusterla,
valvassori sin dal secolo IX, vennero nominati conti nel 1210, sullo
stemma portavano l'aquila imperiale e a Milano nel XIII sec. erano
tra le 200 famiglie nobili con diritto di entrare nel Capitolo degli
Ordinari. Il ramo dei Pusterla che si stabilì a Tradate,
eresse un castello, di cui restano soltanto un tratto delle
mura e una torre mozzata, trasformato poi in villa. Dal 1814 ai
Pusterla subentrarono i Melzi, che usarono il castello come luogo
di villegiatura. Quando l'ultima discendente dei Melzi, Barbara,
si fece suora canossiana, l'edificio venne utilizzato come ospizio
e educandato per le giovani.
Nel 1482 Margherita Pusterla, badessa delle monache di Torba, ottenne
dallo zio Umberetto Pusterla una proprietà accanto alla chiesa
del S. Sepolcro dove trasferirsi con le sue monache, dato che Torba
era diventata disagevole; sorse così il convento del S.
Sepolcro, adibito ad abitazione privata quando la comunità
venne soppressa. La chiesa del S. Sepolcro venne demolita nel secolo
scorso per rettificare la strada che passava accanto.
Nel 1511 si trasferirono a Tradate i padri del monastero dei Servi
di Maria di Milano che edificarono degli edifici su un terreno donato
loro da Ercole Pusterla, accanto alla chiesa di S. Salvatore, oggi
del SS. Crocefisso.
Nel 1642 arrivarono i frati Cappuccini che edificarono il proprio
convento su un terreno donato dal marchese Matteo Biumi.
Nel 1653 i tradatesi evitarono l'infeudazione al marchese Cesare
Visconti, pagando di tasca propria la 'redenzione', cioè
il privilegio di non essere infeudati. A quell'epoca vivevano in
Tradate 170 famiglie contro le 70 di Lonate, le 65 di Abbiate Guazzone
e le 21 di Vico Seprio.
Dalla seconda metà del settecento, Tradate si svilluppò
come centro agricolo, con un mercato settimanale di bestiame. Sorsero
poi le prime industrie tessili per la lavorazione del cotone, del
fustagno e della seta. Nel 1905 si insediava lo stabilimento Frera
- biciclette e motociclette.
Grazie all'unione col vicino paese di Abbiate Guazzone, Tradate
divenne città nel 1957.
Da vedere:
- il castello Pusterla e la chiesa di S.
Maria in Castello, eretta al tempo del castello, probabilmente
sopra una preesistente cappella alla Vergine
- il Santuario del Crocefisso, che conserva
un Crocefisso ligneo venerato dalla popolazione locale e una cappella
affrescata dal Morazzone,
- la prepositurale di S. Stefano
- la chiesa di S. Bernardo, eretta nel
1686 incorporando una preesistente cappella, edificata in mattoni
di cotto a vista conserva un affresco del 1522 raffigurante S. Bernardo
- il Santuario della Madonna delle Vigne, del
XIII secolo, ampliata nel 1619 aggiungendo una navata e un portico
a quattro archi a tutto sesto, all'interno affreschi del Settecento
- il Parco
Naturale Regionale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate

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