Travedona stemma

Travedona - Monate

 

Travedona panorama

Formato da due centri ben distinti che si affacciano sul Lago di Monate, fu abitato fin dall'età preistorica. A Monate, come nel vicino Cadrezzate, nel 1876 fu scoperta una stazione palafitticola dell'età del bronzo. La presenza romana è testimoniata da un'iscrizione sepolcrale murata in un locale della parrocchiale di Travedona, mentre a Monate sono state rinvenute due lapidi votive.

Monate conserva un nucleo di case antiche intorno alla chiesetta romanica di S. Maria della Neve (sec. XIII) alla quale era annesso un piccolo monastero.

Travedona è attraversata dalla roggia Vidona (l'attuale torrente Acquanegra), le cui acque alimentavano diversi mulini a Travedona e Biandronno, oltre alla cartiera Stefanini di Ispra. In località Faraona è stata rinvenuta una fornace romana per la produzione di calce dalla roccia calcarea della vicina collina. La proloco con il progetto "Vignuvele" (Vigna Novella) sta promuovendo il reinserimento della vite, un'attività un tempo molto praticata tanto da giustificare la presenza di un Consorzio Vinicolo Varesino proprio in Travedona. Altre specialità gastronomiche sono le pesche e i prodotti del caseificio Burro Lago Monate.

Da vedere:

- la chiesa della Madonna della Neve a Monate, del 1395, in pietra di Angera

- la chiesa di San Vito a Travedona

Immagini

Nell' Antiquario della Diocesi di Milano dell'arciprete oblato Francesco Bombognini - 1828 - pubblicato su www.verbanensia.org - si legge:

TRAVEDONA fu abitata da molte famiglie Besozzi fino dal 1336. Una nobilissima vi si trasportò d'Angera l'anno 1450. Un ramo della casa Porta quivi si è stabilito dalla Valtravaglia nel secolo XVII. La parrocchiale è assai antica e da lei dipende anche MONATE, detto altre volte Monade, forse dalla dea Mona, qui venerata dai Romani. Si vede sulle sponde del vicino lago una screpolata torre, avanzo della chiesa ch'eravi dedicata a S. Martino. Branchino Besozzi, vescovo di Bergamo nel 1393 fondò in Monate una collegiata composta da un arciprete e quattro canonici, facendola juspradronato di casa Besozzi. San Carlo poi nel 1574 la trasportò in Milano a S. Tommaso in Terra amara. L'arciprete era allora Alberto Besozzi, i canonici erano Cristoforo, Alessandro, Giacomo ed Antonio, tutti Besozzi. Ed è questo il motivo per cui il proposto di S. Tommaso porta ancora il titolo di arciprete di Monate e nelle solenni funzioni ha il distintivo degli apparati. Si vede ancora in Monate la chiesa, che fu collegiata, dedicata al Miracolo della Neve.

 

Sito ottimizzato per IE 4.X o sup. a 1024x768 px