Lissago

 

Occupa i pendii che da Varese scendono verso il lago, a lato della strada provinciale che conduce a Gavirate.

L’erezione della parrocchia di Lissago avvenne il 15 dicembre 1640 (Registro parrocchie e canonicati diocesi di Milano, 1502). Tra XVII e XVIII secolo la parrocchia di San Carlo Borromeo di Lissago è costantemente ricordata negli atti delle visite pastorali compiute dagli arcivescovi e dai delegati arcivescovili nella pieve di Varese.

Lissago san Carlo
Foto di Candido Alberici

La chiesa odierna è il risultato dell'ampliamento di una chiesa preesistente. La parte più antica è quella absidale che risale al XVII secolo. Ampliata nel 1896, fu consacrata nel 1899. Nel 1926 fu ristrutturata aggiungendo le due navate laterali e costruendo una nuova facciata, poi fu cambiato direttamente l’aspetto rifacendo la facciata, su progetto dell’Arch. Ravasi, nel 1961. La parte centrale della facciata è arricchita da un mosaico raffigurante la Madonna con angeli al centro e S. Ambrogio e S. Carlo ai lati. Superiormente la facciata è decorata con un mosaico di colore verde, rosso e giallo a forma di croce. Al suo interno, un altare in marmo del settecento e quattro tele del sei-settecento che raffigurano scene della Passione di Cristo.

Nel 1855, una spaventosa epidemia di colera che stava decimando la popolazione in tutti i luoghi, non potendo far nulla alla gente non rimaneva che rifugiarsi nella preghiera, con incessanti benedizioni della Madonna, utilizzando il reliquiario che si conservava nella chiesa; tanto fu che la fede dimostrata venne “premiata” con la perdita di “solo” nove abitanti, quando tutti le altre località della zona ne ebbero a decine.

II centro rurale di Lissago è degno di attenta considerazione, perché riconsegna un'immagine di vita legata alla coltura della terra, in contrasto con quella operosa ed industriale che si svolge più a monte. Da ricordare che in alcune zone crescono estensioni di mughetti e l’esistenza di un’attività agricola dedita alla coltivazione di fiori, creata da una famiglia di esperi floricoltori olandesi.

Nel centro storico possiamo ancora ammirare un paio di architetture abitative interessanti, come Casa Veratti e la Corte di Casa Mozzoni.

 


Foto di Maria Desogos


Foto di Maria Desogos



Foto di Paolo Maroni