Velate


Situato a nord di Varese, su una terrazza morenica sul fianco meridionale del massiccio del Campo dei Fiori ai piedi del monte San Francesco, è uno dei borghi più antichi del Varesotto e risulta citato la prima volta in una pergamena del 922 che definisce Santa Maria del Monte come "Santa Maria del Monte Velate".

In epoca tardo-romana era un borgo fortificato,"castrum de Vellate”; di quell'epoca rimangono oggi i resti di un edificio gallo-romano in un parco privato, monete dell'imperatore Claudio ed attrezzi di metallo, conservati al Museo Civico di Villa Mirabello. Il luogo era strategicamente importante: lo confermano le torri di segnalazione e di avvistamento presenti nel territorio. Il possesso dell'alta Valle Olona, presso la Rasa, permetteva il controllo del transito verso Luino, l'alto Verbano ed i valichi alpini; la cima rocciosa del "Monte di Vellate", l'attuale Sacro Monte, rappresentava un singolare  baluardo ed un punto di vedetta sul vasto orizzonte.

In epoca longobarda l'insediamento militare comprendeva le fortificazioni di Santa Maria del Monte, del Monte San Francesco “in pertica" e di Masnago.

il 18 luglio 1045 l'imperatore Enrico III nomina arcivescovo di Milano, nonostante l'opposizione del clero milanese, Guido da Vellate, rampollo di una famiglia della locale nobiltà rurale, i Bianchi, e già cappellano di corte. Successore di Ariberto d'Intimiano, si trovò a dover fronteggiare il movimento religioso popolare della pataria che, appoggiandosi alla Chiesa di Roma e alle correnti riformatrici, contestava, oltre che le pratiche simoniache, anche aspetti della tradizione liturgica e disciplinare ambrosiana. Impadronitosi del capo della pataria, Arialdo, lo fece uccidere (1066), senza per altro debellare l'opposizione dei suoi seguaci. Fu così costretto a rinunciare all'arcivescovado (1069) e a ritirarsi a vita privata nel suo castello di Bergoglio (Alessandria).

Già nel corso del Duecento era stata fondata sul monte che sovrasta Velate una piccola chiesa dedicata a San Francesco in seguito affiancata da un convento di Anacoreti Ambrosiani. Durante il XIV secolo il "Monte sopra Velate" divenne un luogo di intensa spiritualità: a condurre vita eremitica erano soprattutto donne dette "selvatiche" ma anche dame di illustri natali come Caterina  Moriggia da Pallanza  e Giuliana Puricelli di Verghera fondatrici del Monastero delle Romite Ambrosiane.

Alla fine del XIII sec. la famiglia Bianchi di Velate, che qui possedeva da secoli numerosi fondi e proprietà, ottenne dai Visconti la signoria del borgo. Attorno al 1422 i Bianchi si trasferirono a Masnago, dove ebbero residenza nella villa che poi passò alla nobile famiglia Castiglioni-Stampa. Nel 1538 il feudo fu venduto a Francesco Girami; passò poi ai Visconti e, nel XVII secolo, ai Visconti Borromeo e infine, dal 1750, ai Litta Visconti Arese (Casanova 1930).

Nell'800 e nel primo novecento, per la salubrità del clima e la tranquillità del luogo sorsero in Velate belle residenze con vasti parchi: Villa Clerici, edificio a due piani con mezzanino e torre a loggetta terminale, eretta prima del '600; Villa Dotti, residenza varesina del pittore Renato Guttuso, che vi abitò dal '53 fino alla morte e ancora Casa Giulini, costruita nel '700 in un ampio parco; Villa Zambeletti (ora Ipazia) splendido complesso di inizio '900 con torre romana e parco; la tenuta delle Versaogne: cascine ristrutturate in 200 ettari di splendido parco visibili parzialmente dal sentiero N. 10 del Parco Campo dei Fiori.

Nel 1801, durante la Repubblica Cisalpina, Velate, con Varese, entrò a far parte della provincia di Como sotto cui restò fino al 1927. All'istituzione della Provincia di Varese nel 1927, l'aggregazione fu accolta a Velate in modo negativo; così l'ultimo podestà di Velate, il comm. Giulio Zambeletti precisò in una delibera il parere contrario della cittadinanza ed il parroco Don Leopoldo Campiglio registrò la notizia dell'avvenuta fusione solo il primo ottobre del 1930.


Renato Guttuso - Torre di Velate e Sacro Monte - 1962

 

Per visionare l'opuscolo di www.comunicare.it "L’abitato di Velate ai piedi del Monte S. Francesco e del massiccio del Campo dei Fiori" cliccare qui.

 

Da vedere:

 

La TORRE DI VELATE , eretta intorno al secolo XI, per proteggere la parte sud della cinta di Velate (il cosiddetto Castrum de Vellate, borgo fortificato fin da epoca tardoromana), fu parzialmente distrutta nel XII secolo, durante la guerra tra i Visconti e i Torriani. Inserita nell'antica struttura difensiva del Limes prealpino, era destinata a presidio militare della sottostante via per Angera e il lago Maggiore.

Oggi ne rimane una porzione dell'altezza di 33 m, in cui si distinguono cinque piani scanditi da eleganti finestre monofore a doppia strombatura.

Al suo interno sono state ritrovate monete d’argento del '600, coniate dalla Zecca di Milano (1474-1887), come altre monete sono state ritrovate nei terreni coltivati intorno.

La torre è proprietà del F.A.I., Fondo Italiano per l'Ambiente, donazione della famiglia Zambeletti.

Velate Torre
Foto di Rosanna Carbone

La CHIESA PARROCCHIALE DI SANTO STEFANO, posta nel centro del paese accanto alla piccola chiesa di San Domenico, viene citata per la prima volta in un documento  del 1190.

Ampliata nel '400 con aggiunta di abside e presbiterio, all'interno conserva diverse sculture lignee tra cui un Crocefisso dei '600, mentre sull'altare è collocata una tela del 1634 raffigurante il 'Battesimo di Cristo'. Sopra il fonte battesimale (1529) vi è un affresco del '400 con la Vergine e il Bambino, mentre il ciclo d'affreschi absidale, opera di Pietro da Velate, è del primo cinquecento.

L'organo della chiesa parrocchiale (1762) è stato costruito da Gian Battista Biroldi, il padre dell'organaria varesina.

L'ORATORIO DI SAN DOMENICO (oggi Battistero di Velate), posto a fianco della chiesa parrocchiale, già presente nelle mappe del 1500 è stato più volte ristrutturato. Sopra il portale si trova un piccolo affresco raffigurante San Domenico che riceve il Rosario alla presenza di un cane con una torcia.

Gli archivi riportano che nel 1663 la chiesina era già sede della Confraternita del Santissimo Rosario, appartenente all'ordine dei frati domenicani il cui simbolo (cane con torcia) indicava l'incarico di promuovere l' inquisizione.

L'interno è un'unica aula rettangolare che termina con un piccolo presbiterio. L'abside in  “Trompe l'oeil” presenta un'ancona dipinta dove è posta una tela raffigurante l'apparizione della Vergine a San Domenico.

Nel 1930, anno di annessione del Comune di Velate alla Città di Varese, l'Oratorio venne trasformato in Battistero al servizio delle famiglie residenti nelle magnifiche ville di Velate. Attualmente il Battistero è ideale per piccole mostre e piccoli eventi in un contesto esperienziale di bellezza davvero suggestivo.

Velate
Foto di Paolo Maroni



La CHIESA DI SAN CASSIANO, sull'antica strada pedemontana del Campo dei Fiori in direzione del Verbano, è dedicata ai Santi Ippolito e Cassiano e viene citata per la prima volta in un documento del 1115.

Sulla facciata, intonacata a calce, è distinguibile un antico affresco raffigurante S. Cristoforo, mentre sul fianco vi sono pitture quattrocentesche tra cui una Vergine in trono e S. Antonio Abate.

Nella chiesa è custodita una statua della Madonna con bambino che pare provenga dalla chiesa francescana eretta nel XIII secolo sul Monte San Francesco in Pertica; decorazioni di stile bizantino e l'altare secentesco del presbiterio, in legno di noce dorato.

Quando si operò la sostituzione con le nuove campane, la vecchia campana della chiesetta di Velate, con ancora il ceppo di sospensione in legno originario, venne spostata nella parrocchiale (anni '60). La campana presenta numerosi rilievi e iscrizioni, innanzitutto la scrittura gotico latina MCCCCCXLIIII che ne attesta la data 1519. E' inoltre ornata da tre rilievi rettangolari di finissima fattura: uno raffigura il Crocefisso, uno la Madonna col Bimbo e uno, piuttosto rovinato, che si immagina possa essere San Cristoforo patrono dei viandanti, con Gesù Bambino in braccio e il bastone.

Come tutte le campane più antiche anche questa reca una iscrizione in latino, probabilmente contenente una invocazione ad allontanare il maligno. La campana ha un suono di DO maggiore, molto differente da quello della pieve.

Nel 2004 la campana dette il tocco di avvio al pellegrinaggio da Velate a Sacro Monte passando per il Monte San Francesco in occasione del 400° della fondazione della Via Sacra.

 


Foto di Elisabetta Mezzatesta Lucà


La CAPPELLA DI SAN ROCCO, all'ingresso del paese, all'incrocio di via Saffi con la strada che porta a San Cassiano.

Gli affreschi della cappelletta sono della fine XV  o inizio XVI sec. e raffigurano la Vergine in trono con il Bambino affiancata dai Santi Sebastiano e Rocco con S. Caterina d'Alessandria e S. Bernardino da Siena. L'affresco è stato recentemente restaurato.


Il complesso delle CASE GOTICHE - sono delle abitazioni private in via Lanfranconi, antico percorso di salita al Sacro Monte, così chiamate per alcuni particolari architettonici.

La parte più antica, ad est, è ascrivibile al quattrocento  mentre il secondo edificio per la decorazione  esterna, merli e finestrelle dipinte è simile ad esempi analoghi datati 1497 (le Bettole in viale Aguggiari) e 1498 (Santo Stefano a Bizzozzero).

Di periodo posteriore è la decorazione della loggia al primo piano  che presenta affreschi in "trompe l'oeil"; dato che appare lo stemma dei  Visconti "inquartato" con quello dei Bianchi, l'opera  si riferisce alla metà del Seicento, periodo in cui avvenne il matrimonio di Anna Bianchi con Nestore Visconti.

Dello stesso insieme edilizio fa parte un'interessante casa a torre  posta sul lato sud della corte; in questo edificio si possono riconoscere i segni di una precedente destinazione difensiva.

Altre "case Gotiche" risalenti al '400  sono presenti nel Vicolo stretto di Piazza Cordevole.

La pensilina del vecchio Tram, che portava alla Prima Cappella del Sacro Monte, testimonianza della Belle Epoque varesina, caduta in disusa alla chiusura della tranvia è stata resturata dal FAI


Velate pensilina

 

Il monte San Francesco, più propriamente "San Francesco in pertica" termine che richiama ad un sepolcreto longobardo.

Nel punto più elevato si vede il basamento di una torre di m. 7,5 per lato, di uguale dimensione della torre romana nel parco di Villa Zambeletti; questa torre permetteva segnali visivi con le altre della zona.


 

 

 

 


Curiosità, tradizioni, leggende e ... un po' di storia


- Velate - Storia e segno del tempo in un antico borgo di Varese

- Monte San Francesco

- La fornace di Velate

- da Progetto CIVITA - Le istituzioni storiche del territorio lombardo - Regione Lombardia alcune notizie storiche sul comune di Velate

 


San Cassiano
Foto di Antonia Rana