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Situato ai piedi delle ultime colline moreniche del Varesotto,
al confine con la provincia di Como, nella parte sud-est del nucleo
abitato, facente parte dell'altopiano detto 'delle vallette' conserva
ancora ampi boschi, con prevalenza di castagni, pini, betulle.
Il paese possiede due ampi parchi pubblici, di cui l'uno
occupa quasi per intero la Piazza del Popolo, su cui si prospetta
la chiesa di S. Pancrazio; l'altro, il parco Fara Forni, che si
affaccia su via papa Innocenzo XI, accoglie la sede della Biblioteca
e delle associazioni culturali.
Il ritrovamento negli anni '50 di frammenti di una produzione ceramica
consentirebbe di far risalire le origini di Vedano addirittura all'età
del bronzo (2000-1800 a.C.), nell'ambito della preromana civiltà
di Canegrate. A testimonianza poi di una presenza etrusca tra il
VI e IV sec. a.C. resterebbe il toponimo "Tron" o "Trun",
riferito a una cascina che sovrasta la piana compresa tra Vedano
Olona e Venegono Superiore. "Trun" in etrusco indicava
appunto una roccaforte posta a presidio sopra un colle.
A partire dalla fine del 1500, la storia di Vedano è legata
a quella degli Odescalchi, una famiglia di ricchi banchieri
di Como che, avendo concesso prestiti ad abitanti del luogo, si
ritrovarono proprietari di molti terreni. Esponente illustre degli
Odescalchi fu papa Innocenzo XI, che chiamò a Roma i famosi
selciatori di Vedano per la pavimentazione delle strade della
città.
A dimostrazione di quanto fosse sentito il problema dell'emigrazione,
è la presenza di Vedano tra i paesi aderenti alla Corporazione
di Mutuo Soccorso per Operai Forestieri, esistente a Torino nel
XIV sec.
Fra gli emigranti vedanesi va ricordato Angelo Poretti,
che dopo aver lavorato in Boemia alla costruzione di ferrovie, al
suo ritorno nel 1877 diede vita, nel territorio di Induno Olona,
alla fabbrica di birra che ancor oggi porta il suo nome.
Da vedere:
- la chiesetta di San Pancrazio, del 1200,
con affreschi del XV-XVI secolo
- la chiesa di San Maurizio, attuale parrocchiale,
innalzata nel 1618 nel luogo dove già sorgeva un piccolo
oratorio dedicato allo stesso Santo
- la chiesa di San Rocco, eretta nel 1836 da
un gruppo di cittadini quale ringraziamento per essere scampati
all'epidemia di colera
- la chiesa del Lazzaretto, costruita nel 1577
a ricordo dell'epidemia di peste che aveva sterminato la popolazione
- la chiesa della Vela o Maduneta, dedicata
alla Madonna Addolorata. Sulla base quadrata del tempietto si imposta
un tamburo ottogonale con la piccola torretta campanaria.

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