I MULINI DI CARAVATE

I mulini di Caravate, la cui presenza è documentata da epoca remota, a differenza di quelli di Trevisago e Gemonio, che hanno subito importanti trasformazioni, sono rimasti pressoché intatti.

Mulino della Prea


tratta da Miozzi 'Antichi mulini con opificio' - ed. Macchione 2003

Nel catasto teresiano è descritto come 'casa ad uso molino d'affitto di Frapolso Matteo Q.m Pietro'.
Da un atto notarile del 1876 il mulino si trovava 'per vetustà ed umidità in istato più che deplorevole costituito da due ruote in legno destinate a muovere due macine da grano e un'altra ruota per dar moto ad una pila per orzo'.

Il mulino che si trova in sponda destra del canale derivatore era azionato da una ruota a cassetta in legno del diametro di metri 2.80.

Mulino dei Frati


Edificato nel 1300, appartene dapprima alla congregazione “Cosma e Damiano” di Pavia e in seguito alla confraternita dei “Frati scalzi” di Turbigo (Catasto Teresiano). Nel 1890 è diventato proprietà della famiglia Riva di Caravate. Ancora perfettamente funzionante, viene usato a scopo familiare, didattico e culturale.

La struttura del mulino è ancora quella originaria, come pure le varie parti meccaniche e in legno. È composto da due macine in pietra, una per la lavorazione del frumento ed altri cereali, l'altra per la lavorazione del granoturco. Il lavoro delle macine, con l'aiuto del buratto, separa la farina per la polenta da crusca e farinetta.