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Posto a 290 m.s.l.m., ai piedi del Campo dei Fiori, circondato
da colline boscose, ha una superficie di 14,91 kmq e una profondità
di circa 25 m. La sua origine risale all'ultima glaciazione,
quando il ghiacciaio del Verbano scavò la conca originaria
comprendente anche il Lago di Comabbio, il Lago di Biandronno
e l'attuale palude Brabbia.
E' alimentato dalle acque del suo bacino imbrifero e il solo
immissario degno di nota è il canale Brabbia
che porta le acque del lago di Comabbio mentre il suo emissario
è il Bardello che prende avvio presso l'omonimo
paese per poi toccare Besozzo e sfociare nel Lago Maggiore,
in località Bozza. Nel lago vi è un'unica isola
chiamata Isolino Virginia in onore della marchesa Virginia
Ponti, moglie di Andrea Ponti che acquistò l'isola
nel 1878.
Il lago fu abitato già nel 4500 a.C., nel Neolitico
Inferiore da comunità che vivevano su palafitte.
L'uomo di allora costruiva oggetti utilizzando la selce, facilmente
reperibile al Campo dei Fiori e per attraversare il lago si
serviva di piroghe. L'insediamneto principale si trovava all'isolino
Virginia, ma altre palafitte sono state rinvenute a Bardello,
Bodio, Cazzago e nella torbiera Brabbia, che a quel tempo
faceva parte del lago.
In epoca romana e medievale divenne una importante risorsa
economica per la pesca che vi veniva proficuamente
esercitata e i cui proventi spettavano alle famiglie feudatarie
alle quali appartenevano le rive. Nel 1423 la Ducale Camera
di Milano emise un decreto con il quale si riservava i diritti
patrimoniali sul lago (pesca, uccellagione, raccolta delle
canne) ma i feudatari fecero ricorso e la Ducal Camera si
vide obbligata a riconoscere il loro diritto costituito in
forza della immemorabile consuetudine. Nel 1621 il governo
spagnolo ritentò di appropriarsi dei diritti sui laghi
varesini sostenendo che i laghi fossero da considerarsi pubblici.
Di fatto nel 1630 i laghi furono messi in vendita e acquistati
due anni più tardi dal vescovo Francesco Biglia,
esponente di una ricca famiglia milanese che nel varesotto
possedeva il castello di Caidate.
Nel 1779 il conte Vitaliano Biglia vendette per 185 mila
lire i laghi e i relativi diritti al marchese Giulio Pompeo
Litta e a sua moglie Elisabetta Visconti Borromeo Arese,
che avevano un palazzo a Gavirate, nell'attuale piazza del
municipio.
Nel 1806 nacque un consorzio per l'abbassamento del lago
di Varese che si prefiggeva di abbassare il livello delle
acque di m. 4,3 per guadagnare terre coltivabili. Nel 1809
venne effettuato solo un modesto abbassamento.
Nel 1863 vennero scoperte le prime stazioni
palafitticole e avviati i primi scavi archeologici. Nel 1865
i Litta vendettero i laghi ad Andrea Ponti, raccolse
una ricca collezione di reperti preistorici, in seguito donata
al museo di Varese.
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