Lago di Monate


Lago Monate

 

Ha una superficie di 2, 5 kmq e una profondità massima di 34m. Formatosi in epoca glaciale è circondato da colline moreniche e alimentato da sorgenti sotterranee. Unico emissario è il torrente Acquanegra che esce nei pressi di Travedona e si getta nel Lago Maggiore dopo aver toccato Biandronno, Bregano, Malgesso, Brebbia e Ispra. In passato lungo la Roggia Vidona, come veniva chiamato il torrente Acquanegra, sorsero diversi mulini a Travedona e Biandronno e una cartiera, la Stefanini, nei pressi di Ispra.

La conformazione del lago e il fatto che le sue rive fossero per lo più private, ha contributo a mantenerlo pulito: il lago di Monate, oggi, è uno dei pochi bacini di origine glaciale ad essere balneabile.

La pesca fu una delle attività economiche principali delle popolazioni in riva al lago. I diritti di pesca vennero acquistati nel 1652 dai Biglia, nobili milanesi, che li cedettero nel 1783 al marchese e duca Pompeo Litta Arese. Nell'Ottocento passarono ai Borghi (che avevano acquistato anche il Lago di Comabbio) e nel 1898 l'ing. Pio Borghi cominciò a gestire la pesca con moderni criteri di allevamento e di immissione di pesce selezionato. Vennero così introdotti il persico trota americano, la trota arcobaleno, il coregone, il persico sole.

Nel 1864 vennero scoperti diversi villaggi palafitticoli. Due grandi stazioni palafitticole vennero rinvenute a Cadrezzate (Sabbione e Pozzolo) e una a Monate (Occhio). Tra i materiali rinvenuti figurano strumenti di selce e di bronzo, ceramica varia, asce in pietra levigata, frammenti di telai per tessere e tre piroghe monoxile (ricavate da un unico tronco d'albero) datate 2500 a.C. Sono state rinvenute anche tombe romane (Travedona, Osmate, Comabbio), una lapide votiva a Giove (Osmate) e alcune lucerne.

Attorno al Lago di Monate e alla sua nascita, è sorta una leggenda: la leggenda del Lago di Monate.

 

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