Cuasso stemma

Cuasso al Monte

Cuasso panorama

Posto ai piedi del monte Piambello, quasi dirimpettaio a Besano, è costituito dalle frazioni di Cuasso al Lago, Cuasso al Piano, diviso in Cuasso al Piano di Sopra e Cuasso al Piano di Sotto, Borgnana, Cavagnano, situato su un altopiano che domina la Val Cavallizza, a Sud Ovest di Cuasso al Monte. Tutte sono caratterizzate dalla presenza di edifici costruiti con la pietra locale dal caratteristico colore rosato.

Nel 1200 compare per la prima volta il "Locus Cuvaxi" (posto nel covo) intendendosi la Rocca ("Castelasc") edificata dai Longobardi su di una precedente costruzione di epoca romana per proteggere la valle dalle incursioni dei Franchi ed usata nel medioevo come ricovero per i villici durante le incursioni degli Svizzeri.

Nel 1880, vennero aperte le prime cave di porfido rosso, un materiale unico in Europa per colore, durezza e resistenza agli agenti atmosferici, molto utilizzato nelle pavimentazioni naturali - il famoso 'cubetto' rosso.

Nella località ove nel 1635 venne edificato un convento, il Deserto, per la sua posizione isolata tra boschi di faggio, affidato ai Carmelitani Scalzi, sorge oggi un moderno ospedale specializzato nella riabilitazione cardiopolmonare.

In località Cuasso al Lago è stato aperto un Centro Mességué per cure fitoterapiche.

Da vedere:

- il castello di Cuasso

- l' oratorio di S. Maria a Campagna, probabilmente edificato su una preesistente zona di culto romana e riedificata tra il 1675 e il 1691, mantiene al suo interno un affresco proveniente dalla prima costruzione, la "Madonna con il Bambino"

- la chiesa della Beata Vergine Immacolata, a metà strada tra Borgnana e Cuasso al Monte, con l'immagine della "Madonna dei Pumitt”

- il Molino del Torchio, funzionante sino al 1979 e oggi trasformato in rinomato ristorante, mantenendo intatto il suo fascino

- la cappella di San Michele, già citata da Goffredo da Bussero, è circondata dal bosco e vi si accede dalla strada che sale a tornanti verso l’ospedale

- la miniera della Cavallizza, a Cavagnano, da cui si estraevano argento, galena e piombo





 

 

 

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