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Situata nel cuore del Varesotto, è una valle ampia
e aperta, cosparsa di centri abitati nascosti tra boschi di
faggi e castagni. E' attraversata dal torrente Boesio che
si getta nel Lago Maggiore a Laveno. I monti che la circondano
sono a sud il massiccio del Campo dei Fiori (m. 1226), a nord
il Sasso del Ferro (m. 1062) e i monti Nudo (m. 1295), della
Colonna (m. 1203) e San Martino (m. 1087).
La presenza umana più antica risale alle palafitte del tardo neolitico e dell'età del bronzo rinvenute
nelle torbiere di Mombello e Cavona. I numerosi reperti archeologici
sono purtroppo dispersi in vari musei se non andati persi.
Ciononostante si può presumere che la Valcuvia sia
stata ininterrottamente abitata dall'epoca preistorica a quella
gallica e poi alla romanizzazione del I sec. a.C.
Probabilmente la Rocca di Orino era una fortificazione romana
che rientrava nel limes pedemontanum costituito a protezione
dalle invasioni barbariche. In epoca longobarda, la Valcuvia
dipendeva da Castelseprio e la rocca costituiva un elemento
chiave per il controllo del transito nella valle.
In una pergamena del 712 in cui sono elencati i possedimenti
in Valcuvia del monastero di S. Pietro in Ciel d'Oro di Pavia
sono citate diverse località della Valcuvia : Calariate
(Caravate), Azemondo (Gemonio), Cuvigl (Cuveglio),
Olino (Orino), Aci (Azzio).
Nel 1196 passò sotto dal controllo di Como a quello
di Milano e quindi dei Visconti. Nel 1450 Francesco Sforza
la concedeva in feudo a Pietro Cotta. Nel 1728 i Cotta cedettero
il feudo della Valcuvia a Giulio Visconti Borromeo d'Arese.
Alla sua morte il feudo passò a Antonio Litta che ne
aveva sposato la figlia.
Con la Repubblica Cisalpina Cuvio venne nominata nel 1797
capoluogo del IX distretto del Verbano e fatta sede di Pretura.
Rimase tale sino al 1926, poco prima della costituzione della
nuova provincia di Varese.
Tra il 1820 e il 1830 venne bonificata la vasta palude che
si stendeva tra Cavona e Cuveglio.
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