Parco Campo dei Fiori: tra sentieri, grotte e panorami su Varese
Il Parco Regionale Campo dei Fiori è l’identità stessa del territorio che si innalza sopra la pianura. È una riserva naturale di oltre 6.000 ettari, situata interamente in provincia di Varese, che tutela l’area montana che comprende l’omonimo massiccio e il Monte Martica. L’ente ha il suo quartier generale a Brinzio e coordina una rete che coinvolge 17 comuni del circondario. È un polmone verde che mette in comunicazione siti storici come il Sacro Monte con il paesaggio lacustre sottostante, rappresentando il principale punto di riferimento per l’escursionismo locale.
Custodisce un labirinto sotterraneo di grotte scavate nel calcare e, in superficie, alcuni dei belvedere più ampi della Lombardia. Con il cielo limpido, è possibile intravedere i grattacieli di Milano fino alla parete est del Monte Rosa.
La rete dei sentieri è adatta sia a chi cerca il dislivello sia alle famiglie in cerca di relax, purché non si sottovaluti la natura montana del luogo, scarponi adeguati e prudenza restano fondamentali, nonostante la vicinanza alla città.
Perché il Campo dei Fiori è la meta perfetta per un’escursione a Varese?
Il Campo dei Fiori non è una montagna come le altre, ma un enorme blocco di calcare e dolomia che funge da spugna naturale per l’intera provincia. La sua geologia carsica è uno dei motivi principali per cui vale la pena esplorarlo con attenzione. Sotto i piedi degli escursionisti si snoda un reticolo di oltre 130 grotte, tra cui la celebre Grotta Marelli, che rendono il parco una meta di riferimento per la speleologia nazionale. Questa conformazione particolare influisce direttamente sulla flora locale, la capacità del terreno di drenare l’acqua ha permesso lo sviluppo di varietà botaniche rare e di una biodiversità che esplode in primavera con bellissime fioriture.
Oltre all’aspetto naturalistico, il Parco Campo dei Fiori è un centro d’eccellenza scientifica e spirituale. Sulla punta più alta, la Cittadella delle Scienze ospita l’Osservatorio Astronomico “G.V. Schiaparelli“, un punto di riferimento per la ricerca meteorologica e sismica. Poco più in basso, il Sacro Monte, sito UNESCO, rappresenta l’unione perfetta tra l’ingegno architettonico umano e il contesto ambientale.
Cosa fare e vedere nel Parco Campo dei Fiori
Il Parco offre una varietà di esperienze che vanno ben oltre il semplice trekking. La conformazione del massiccio permette di alternare visite culturali a momenti di pura immersione nel bosco, rendendo possibile organizzare una giornata che soddisfi sia l’interesse scientifico che la voglia di relax. Dalla vetta è possibile ammirare la regione dei laghi, un punto di vista privilegiato per chi ama la fotografia paesaggistica o l’osservazione dei rapaci che sfruttano le correnti ascensionali della zona.
Per chi non sa da dove iniziare, ecco alcuni punti da inserire nel programma:
- Osservatorio Astronomico Schiaparelli: situato sulla punta del Monte Campo dei Fiori, offre visite guidate e percorsi didattici dedicati all’astronomia e alla botanica.
- Forte di Orino: una postazione militare risalente alla Linea Cadorna che oggi funge da belvedere eccezionale sul Lago Maggiore e sulla catena delle Alpi.
- Sacro Monte di Varese: il borgo medievale di Santa Maria del Monte, raggiungibile attraverso la via sacra seicentesca costellata da 14 cappelle affrescate.
- Grotta Marelli: una delle cavità più affascinanti del parco, visitabile con guide speleologiche per scoprire le meraviglie del carsismo varesino.
- Pensione Svizzera: un edificio storico in stile Liberty che testimonia l’epoca d’oro del turismo d’élite del primo Novecento sulla vetta della montagna.
I sentieri più belli: dal Sacro Monte alla vetta
La rete sentieristica del Parco Campo dei Fiori è vasta e ben mantenuta, ma il vero “re” dei percorsi è il Sentiero 1. Si tratta dell’itinerario classico che parte dalla Prima Cappella del Sacro Monte o dal piazzale del bivio per il Campo dei Fiori. Questo tracciato si sviluppa lungo il crinale, offre pendenze moderate alternate a tratti più ripidi all’interno della faggeta. È il sentiero perfetto per chi vuole raggiungere il Forte di Orino partendo dal Sacro Monte: una camminata di circa un’ora e mezza (solo andata) che regala un panorama sui laghi di Varese, Comabbio e Monate. Il fondo è in gran parte sterrato e ben battuto, ma in autunno le foglie bagnate possono rendere il terreno scivoloso, quindi dimenticatevi le scarpe da ginnastica a suola liscia e puntate su un buon paio di scarponcini.
Un’alternativa più selvaggia e meno frequentata è il sentiero che sale da Casciago o da Luvinate verso la Punta di Mezzo. Qui il dislivello si fa sentire e la vegetazione diventa più fitta. Lungo questi tracciati si possono incontrare i resti delle vecchie cave di pietra e piccoli anfratti rocciosi che testimoniano la storia estrattiva della zona. Per chi invece cerca qualcosa di veramente panoramico e meno faticoso, il sentiero che collega l’albergo Campo dei Fiori al Belvedere è quasi totalmente pianeggiante e adatto anche a chi non ha allenamento. Bisogna però fare attenzione alla segnaletica, i sentieri sono numerati chiaramente, ma le varianti sono molte ed è facile finire su un versante diverso da quello previsto se non si consulta una mappa aggiornata. Ricordate sempre che il sole tramonta presto dietro le creste del Forte d’Orino, quindi calcolate bene i tempi per non trovarvi nel bosco fitto al crepuscolo senza una torcia frontale.
Come arrivare e dove parcheggiare al Campo dei Fiori
La strada che sale da Varese (via del Ceppo) è una sequenza di tornanti stretti che durante i weekend primaverili o autunnali si intasa facilmente. Se decidete di salire in auto, sappiate che i parcheggi in vetta, vicino all’Osservatorio o all’albergo dismesso, sono pochi e si riempiono entro le nove del mattino. Non parcheggiate lungo la carreggiata, non solo è pericoloso ma ci sono tanti controlli e le multe sono garantite.
L’opzione più intelligente è lasciare l’auto a valle e utilizzare i mezzi pubblici. Potete parcheggiare nel rione di Sant’Ambrogio o nei pressi della stazione della funicolare e utilizzare il bus della linea C che porta direttamente al borgo del Sacro Monte. Da qui si può proseguire a piedi o prendere la funicolare storica, un’esperienza che vale da sola il costo del biglietto e che vi permette di godervi il panorama mentre salite senza l’ansia dei tornanti.
Se proprio non potete fare a meno dell’auto, cercate sosta nel parcheggio multipiano di piazzale Pogliaghi al Sacro Monte, ma preparatevi a camminare un po’ di più per imboccare i sentieri della vetta. Un altro punto di accesso strategico è la zona del Brinzio, ideale se la vostra meta è il versante nord del parco, dove i parcheggi sono solitamente meno presi d’assalto rispetto a quelli del Belvedere o dell’Osservatorio.