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Situato su un colle da cui si domina la vallata del Mendrisiotto,
il comasco e le colline circostanti degradanti verso la pianura
lombarda, pare fosse abitato dagli Orobi e in seguito dagli Albuzi,
una famiglia patrizia romana. Fu patria anche dei Clivi, una delle
famiglie della nobiltà lombarda sin dal l'XI secolo; da questa
famiglia discendeva l'arcivescovo Giordano Clivi, che scomunicò
Enrico IV per aver tolto dalle mani del pontefice la corono pontificia,
e che è ora sepolto in sant'Ambrogio a Milano.
A differenza dei vicini Viggiù e Saltrio che basarono la
propria economia sull'estrazione dalle cave di arenaria, a Clivio
si sviluppò prevalentemente un'attività agricola.
Da vedere:
- lungo il Clivio sono ancora visibili di due mulini, già
attivi nel 1550, il Mulino di Sopra, collegato a una filanda che
operò fino al 1940, e il Mulino di Sotto
- la chiesa di S. Maria della Rosa, con affreschi del quattrocento,
costruita interamente in pietra e adibita a lazzaretto nel '600
- la chiesa di S. Materno con affreschi del sec. XVI
- la parrocchiale dedicata ai SS. Pietro e Paolo, al fianco
della quale sorge l'ossario in stile barocco

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