Naccagno stemma

Maccagno

 

www.comune.maccagno.va.it

Maccagno Inferiore

Maccagno Giona e Museo Parisi
La foce del Giona con il Museo Parisi Valle

Maccagno Imbarcadero
L'imbarcadero

Maccagno Madonna della Punta
La Madonna della Punta


Maccagno è uno degli ultimi centri abitati sul lago, prima del confine di stato.
Rinomata località di villeggiatura, è diviso in due nuclei, Maccagno Inferiore e Maccagno Superiore, dal torrente Giona.

Ritrovamenti di incisioni rupestri lasciano supporre, come per tutta la zona settentrionale del lago Maggiore, insediamenti preistorici dell'età del ferro.
Nel vicino centro di Musignano, sulla strada della Val Veddasca, sono state rinvenute tombe e urne cenerarie d'epoca romana a testimonianza di una occupazione romana.

Le prime notizie certe risalgono all'anno 926 allorché Maccagno Superiore entrò a far parte del Feudo delle Quattro Valli, mentre Maccagno Inferiore, avendo accolto e ospitato l'imperatore Ottone I, fu elevata a Corte Imperiale e autonoma. Si narra che i pescatori del borgo accorsi a soccorrere un barcone, incappato in una tremenda bufera, riuscissero a trarre a riva i malcapitati. Tra questi vi era l'imperatore, che per ringraziare quei coraggiosi nominò Maccagno Inferiore "corte imperiale", cioè direttamente dipendente dall'imperatore, e la concesse in feudo ai Mandelli. Carlo V concesse ulteriori privilegi ai Mandelli, tra cui quello di tenere un mercato settimanale e Ferdinando II nel 1622 concesse al feudo di Maccagno Inferiore il diritto di battere moneta di qualsiasi tipo e valore. Così la Zecca dei Mandelli negli anni dal 1621 al 1668 coniò monete, ben 67 tipi di Mandelli Giovanni e 9 di Mandelli Giacomo. Nel 1692, Giovanni Battista Mandelli vendette il feudo al Conte Carlo Borromeo e così anche Maccagno Inferiore perse la propria autonomia.

Da vedere:

- la passeggiata lungolago che collega i due centri

- il santuario della Madonna della Punta a picco sul lago

- la chiesetta di S. Antonio a Maccagno Superiore, con affreschi di Antonio da Tradate

- Casa Branca a Maccagno Superiore, con il suo cortile a loggiati

- il Museo Parisi Valle, a cavallo del torrente Giona, ideale ponte di collegamento tra le due frazioni di Maccagno Superiore e Inferiore

Nell' Antiquario della Diocesi di Milano dell'arciprete oblato Francesco Bombognini - 1828 - pubblicato su www.verbanensia.org - si legge:

MACAGNO INFERIORE detto IMPERIALE deve il suo lustro ad Ottone I imperatore, il quale avendo mandato gran parte delle sue truppe all'isola d'Orta per avere nelle mani Villa, moglie di Berengario re d'Italia, in quella occasione fece un giro sul Verbano, e si trattenne alcuni giorni in Macagno, i di cui abitanti fecero di tutto per trattare con la possibile magnificenza un tanto ospite colla sua corte. Grato Cesare all'onore ricevuto, fece Macagno corte imperiale, e la diede con titolo di contado a Tazio e Robaconte fratelli Mandelli, e loro discendenti, col privilegio di mero e misto impero, colla ragione del gladio, col diritto di batter monete e con ogn'altra giurisdizione. Quei privilegi furono poi ai detti Mandelli confermati nel 1110 ed anche dal Barbarossa nel 1158. Carlo V, nel 1536 fece il conte Giacomo Mandelli conte del S.R.I. e diedegli facoltà dì instituire il mercato una volta la settimana, conceduto poi a Luvino a vicenda ogni due settimane. Questo paese fu assai rovinato nelle rivoluzioni delle antiche guerre. Qui trasse i suoi natali Macaneo, antiquario delle corte di Torino nel secolo XVI.
Il fiume Giona divide questo dall'altro MACAGNO, che per la sua posizione verso la cima del lago si dice SUPERIORE. Da questo Macagno sortì la famiglia Crena, che inventò le macchine da segare coll'acqua.

 

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