Marchirolo

Marchirolo Parrocchiale

Antica capo pieve e principale centro della Val Marchirolo alla quale ha dato il nome. Il paese è un museo dell'affresco all'aperto con opere di Gandolla, Maggi, Treccani, Jonesco, Baruzzi, Damiani, Del Fitto, Emery, Galliani, Repossi dedicate al tema del contrabbando e dell'emigrazione.

Domina l'abitato la parrocchiale di S. Martino, già esistente nel sec. XIII e rifatta in forme barocche all'inizio del seicento: vi si accede per la monumentale scalinata che parte dal centro del borgo. All'interno vi è la statua di una Madonna del sec. XV e un organo in cassa settecentesca ricostruito da Giuseppe Vedani alla fine dell'800 e da Elia Gandini di Varese nei primi anni di questo secolo.

Con una buona mezz'ora di cammino, lungo una bella mulattiera si raggiunge la Chiesa romanica di San Paolo, isolata fra i boschi su uno sperone di roccia, da dove si gode in bel panorama sulla valle e sul lago.

Nello storico edificio che fu il Grande Albergo Marchirolo ha sede il Museo Pellini Bozzolo, che conserva i gessi preparatori delle opere degli scultori Eugenio Pellini (1864-1934), Eros Pellini (1909-1993), Adriano Bozzolo (1927-vivente), tre illustri cittadini nativi della Valmarchirolo e documenta nelle sue sale la scultura lombarda di cento anni.


C. Fait - Quelli che restano

L. Urso - La ferrovia del Tonchino

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