Casbeno

Nella castellanza di Casbeno spicca Villa Recalcati, oggi di proprietà della Provincia di Varese, porta il nome della nobile famiglia milanese che la edificò nei primi del 1600. Estinto il ramo dei Recalcati, passò ai Melzi di Cusano e Scotti Di Vigoleno che nel 1828 la vendettero al conte Giovan Battista Morosini di Vezia (Canton Ticino).
In questo periodo soggiorna alla villa Giuseppe Verdi, maestro di musica delle ragazze Morosini, che qui compose alcuni brani de 'I Lombardi alla prima crociata' sul pianoforte ancor oggi conservato.

Nel 1872 la villa viene ceduta a una società di varesini che la trasformarono in albergo di lusso, il 'Grand Hotel Excelsior', che ospitò personaggi illustri e teste coronate. L'hotel chiuse nel 1927 e qualche anno dopo (1931) il complesso venne acquistato dalla neo Provincia di Varese, costituita nel 1927.

Dopo un lungo periodo di abbandono, il parco è stato restaurato, riportato all'antico splendore e dal 1999 è aperto al pubblico.

A breve distanza, si trova la chiesa della Schirannetta, dedicata a Santa Maria della Purificazione, edificio romanico dell'XI secolo, un tempo isolata nel verde, ma oggi quasi inglobata da giardini e ville. Il prospetto è affrescato da un artista che eseguì l'opera nel 1408, lasciando la data sull'orlo del campanello legato al pastorale di S. Antonio. All'interno, un bell'altare in stucco del secolo XVIII e una serie di affreschi databili tra il secolo XIV e XV.L'edificio è stato sapientemente restaurato negli anni '60 da Giovanni Macchi, dopo che l'incuria degli ultimi secoli lo aveva ridotto a rudere. È tradizione che alla festa della Candelora, il 2 febbraio, si impartisca una particolare benedizione alle gestanti.

La parrocchiale di Casbeno è dedicata a San Vittore Martire e fu edificata per volere di San Carlo Borromeo, durante la sua seconda visita a Varese, il 27 ottobre 1574, allo scopo di coprire sia la parrocchia di Casbeno che quella di Bobbiate (e Schirannetta). Dell'edificio originale restano oggi solo alcune muraglie interrate rinvenute durante gli scavi per l'ampliamento della chiesa attuale tra il 1894 e il 1985. Alle spalle svetta il campanile, che risale al 1934, ritoccato nel 1981 e infine completamente restaurato nel 2002, che con i suoi 56 metri d'altezza è secondo solo al Bernascone. La volta della navata centrale ospita i grandi medaglioni del Verzelli di Milano: la Gloria di San Vittore, quella della Chiesa e la Venerazione della Vergine. Dall’arco iniziale del presbiterio pende un maestoso crocifisso in bronzo, opera recente dell’artista O. Quattrini. L’altare è in marmo, donato tra il 1804 e il 1806 dalla marchesa Recalcati; il tabernacolo è in oro con porticina in argento, e risale al '28. Dietro l’altare è posto il coro in legno di noce, fatto nel 1939.

Sempre a Casbeno, in via Manara, sorge il Palace Grand Hotel Varese, edificato nel 1912 sul Colle Campigli su progetto di Giuseppe Sommaruga, uno degli architetti più illustri del periodo Liberty. Immerso in un parco secolare, offre un panorama straordinario che spazia dal centro Città al Sacro Monte, dal Lago di Varese alla Catena del Monte Rosa.

Casbeno è sede di diversi uffici amministrativi: attorno a piazza Libertà hanno infatti sede la Questura e la Provincia ed è inoltre servito dalla Stazione di Varese-Casbeno, sulla tratta Saronno-Laveno .


Piazza Libertà

 


Nell' Antiquario della Diocesi di Milano dell'arciprete oblato Francesco Bombognini - 1828 - si legge:

Fuori di Varese all'occidente, su di ameno poggio, stava il convento de' cappuccini, fabbricatovi nel 1688, nella di cui chiesa trovavansi due preziosissimi pallj di miniatura, e nel coro il corpo di Francesco III, duca di Modena e principe di Varese, che abbiamo più d'una volta rammentato. Ora vi ha fabbricata una deliziosa casa l'onoratissimo sig. Sanvito. Indi seguendo il corso per un viale fiancheggiato da colonnette a cui fa prospetto il grandioso palazzo Recalcati, si arriva alla castellanza di Casbenno, dove l'arcivescovo Eriberto aveva fondi, e li donò al capitolo di Varese. La parrocchiale è dedicata a s. Vittore, con torre rimodernata e arricchita colle quattro campane del soppresso monastero di s. Antonino. Dipende da questa chiesa Bobbiate, terra de' signori Martignoni, nella quale avvi l'oratorio di s. Grato vescovo.