L’Amaretto di Saronno, venduto ovunque con il marchio Disaronno Originale, è una vera icona delle serate italiane e dei bar di tutto il pianeta. La bottiglia squadrata con il vetro pesante e il tappo massiccio si riconosce al volo da metri di distanza. Dentro c’è un distillato dal colore caldo dell’ambra che profuma di marzapane, vaniglia e mandorle tostate. Oltre a finire nei bicchieri dei locali per creare cocktail leggendari, questa bottiglia finisce spessissimo anche nelle nostre dispense di casa, pronta per dare una marcia in più a una macedonia o alla bagna della torta della domenica.
Disaronno è un liquore o un amaro?
Il Disaronno è a tutti gli effetti un liquore dolce aromatizzato e non ha nulla a che vedere con i classici amari digestivi da fine pasto.
Gli amari veri e propri nascono dall’infusione di radici ed erbe spontanee come rabarbaro, genziana o carciofo, lasciando in bocca quel sapore tipicamente asciutto, amaro e quasi pungente, con una presenza bassissima di zuccheri.
Con la ricetta di Saronno succede l’opposto: il palato viene avvolto da una tessitura densa, dolce e sciropposa, dove il richiamo amaro delle armelline serve solo a dare carattere senza mai risultare aspro.
Il nome amaretto inganna facilmente chi non lo ha mai assaggiato, facendo pensare a un liquore amaro e pesante. In realtà richiama semplicemente il sapore dei famosi biscotti di pasticceria lombardi, che giocano proprio su questa combinazione dolce e profumata. Certo, puoi tranquillamente berlo a fine cena perché i suoi ventotto gradi alcolici sciolgono i grassi e lasciano la bocca pulita, ma se cerchi un amaro officinale per digerire una frittura stai guardando la bottiglia sbagliata.
Cosa c’è dentro l’Amaretto di Saronno e quali sono i suoi ingredienti?
Contrariamente a quello che pensano quasi tutti, dentro l’Amaretto di Saronno non c’è nemmeno l’ombra di mandorle vere, perché il sapore caratteristico arriva tutto dall’olio estratto dai noccioli delle albicocche, chiamati armelline.
La base alcolica è composta da alcol puro e acqua demineralizzata, a cui i mastri distillatori uniscono zucchero caramellato per regalare il tipico colore bruno, oltre a una miscela segreta di diciassette erbe e spezie aromatiche. I noccioli di albicocca crudi contengono una sostanza amara chiamata amigdalina, che produce naturalmente tracce di cianuro. Durante la lavorazione industriale e la distillazione a vapore, però, questa molecola sparisce del tutto per motivi di sicurezza alimentare, lasciando intatta solo la parte aromatica e oleosa che regala quel profumo inconfondibile.
La tradizione racconta che nel 1525 il pittore Bernardino Luini, allievo di Leonardo da Vinci, arrivò a Saronno per dipingere gli affreschi del santuario. Come modella scelse una giovane locandiera del posto, che per sdebitarsi dell’onore gli regalò una caraffa preparata da lei mettendo a macerare noccioli di albicocca nell’acquavite insieme a erbe dell’orto. All’inizio del Novecento la famiglia Reina riscoprì la ricetta custodita nei diari di famiglia, avviando la produzione industriale che oggi esporta milioni di casse in ogni continente.
Questa composizione vegetale è una notizia preziosa se hai amici o parenti con allergie gravi alla frutta secca. Chi rischia reazioni allergiche con mandorle, nocciole o noci può godersi questo bicchiere in totale tranquillità, dato che il nocciolo dell’albicocca appartiene alla famiglia botanica delle drupe e non condivide gli allergeni delle noci a guscio.
Quanto costa l’Amaretto di Saronno e quali formati trovi al supermercato?
Per portarti a casa la classica bottiglia da 70 centilitri spendi di solito tra i 13 e i 17 euro sugli scaffali del supermercato, mentre se passi da un’enoteca specializzata o ordini da siti web di spirits il prezzo può sfiorare i 20 euro.
Nei negozi si trovano diversi tagli di bottiglia per venire incontro a tutte le tasche e a tutti gli utilizzi, dalla cucina veloce al bancone di un locale. Spesso sotto le feste compaiono confezioni speciali con serigrafie disegnate da stilisti di moda o cofanetti regalo con bicchieri di cristallo inclusi, che fanno salire di poco il conto alla cassa.
La tabella qui sotto mette in fila i formati più comuni con i prezzi medi aggiornati e i loro impieghi ideali.
| Formato bottiglia | Gradazione alcolica | Prezzo medio | Quando comprarlo |
|---|---|---|---|
| Bottiglia standard 70 cl | 28% vol. | 13 – 17 euro | Da tenere nel mobile bar per gli ospiti e i cocktail |
| Formato scorta 1 Litro | 28% vol. | 19 – 24 euro | Feste casalinghe con tanti amici e baristi |
| Formato medio 50 cl | 28% vol. | 10 – 13 euro | Consumo saltuario e impasti per dolci |
| Mignonette 5 cl | 28% vol. | 2 – 4 euro | Bomboniere, valigia da viaggio o singola torta |
Come si beve l’Amaretto di Saronno e quali cocktail puoi preparare a casa?
Il modo più rapido per gustarlo è versarlo liscio in un bicchiere basso con due o tre cubetti di ghiaccio e una scorzetta di limone fresco, ma la sua vera vocazione moderna è fare da spalla ai distillati più secchi.
La consistenza zuccherina ti permette di mescolare ottimi drink senza dover comprare sciroppi pronti, bilanciando la parte dolce con alcolici ruvidi o una generosa spruzzata di succo d’agrumi.
Se vuoi improvvisarti bartender casalingo ti bastano pochi ingredienti per tirare fuori questi classici:
- Disaronno Sour, mettendo nello shaker cinquanta millilitri di liquore, trenta millilitri di succo di limone fresco spremuto, cubetti di ghiaccio e una ciliegia sciroppata sul fondo.
- Godfather, versando direttamente nel bicchiere metà dose di scotch whisky torbato e metà di liquore di Saronno con tanto ghiaccio per un sapore caldo e avvolgente.
- French Connection, unendo quaranta millilitri di cognac e trenta millilitri di liquore per esaltare i profumi di legno antico e spezie.
- Disaronno Fizz, riempiendo un bicchiere alto di ghiaccio, versando quarantacinque millilitri di liquore e colmando tutto con soda frizzante fresca e una fetta di arancia.
Il trucco con questo prodotto sta tutto nel creare contrasto. Se prepari il Disaronno Sour, l’acidità tagliente del limone fresco smorza la dolcezza dell’armellina, creando una bibita vellutata, fresca e dissetante che puoi servire sia come aperitivo sia per chiacchierare dopo cena. Se invece preferisci i sapori intensi e autunnali ti basta aumentare la parte di scotch nel Godfather. Il malto scozzese bruciato e la dolcezza del liquore si fondono all’istante, regalandoti un bicchiere caldo che scende morbido e ti lascia in gola una nota di frutta secca tostata per molti minuti.
Come puoi usare l’Amaretto di Saronno nei dolci e con cosa si abbina a tavola?
In pasticceria questo liquore fa svoltare quasi ogni ricetta, soprattutto se ci sono di mezzo cioccolato fondente, caffè o frutta come pesche e albicocche. Quando lo metti negli impasti che vanno in forno a cuocere, la parte alcolica evapora e ti lascia solo quel profumo caldo che sa di festa, perfetto per un ciambellone o una torta di mele. Usato a crudo, invece, tiene vivi tutti i suoi ventotto gradi ed è fantastico per dare una scossa a una coppa di panna cotta, a una macedonia estiva o a una crema al mascarpone.
Aggiungine due cucchiai alla moka per bagnare i savoiardi di un tiramisù diverso dal solito, oppure versane un goccio sul gelato alla crema insieme a qualche biscotto sbriciolato. Ricordati solo di scalare una manciata di zucchero dalla ricetta originale quando lo usi, perché il liquore è già bello dolce di suo e rischi di stuccare. Se invece vuoi semplicemente godertelo a fine pasto, provalo liscio accanto a una tazzina di espresso amaro bollente, alternando un sorso di caffè e uno di liquore fresco per sgrassare la bocca.