Casalzuigno

Casalzuigno
Foto di Manuela Galeazzi

Tranquillo centro di villeggiatura della Valcuvia, comprende essenzialmente tre nuclei: Zuigno, Casale ed Arcumeggia.

Zuigno, l'antica Sovinium divenuta poi in epoca medievale Civignum, risulta già esistente in epoca romana, come dimostrano i ritrovamenti di tombe in quel periodo. Agli inizi del 1200 Zuigno diede i natali ad una delle personalità più illustri della Valle: quel Jacobus De Civignio che diventerà prima canonico poi prevosto della Chiesa plebana di San Lorenzo in Cuvio.

Casale e la piccola frazione di Aga sono parimenti documentati a partire dal medesimo secolo quando "Marcadus" figlio del fu Ugo "de Aga de Casale" partecipa in qualità di testimone ad una permuta rogata "in plebe de Cuvio". Un gruppo cospicuo di atti rogati intorno al 1300 riguarda la piccola frazione di Sanda, dove si era stabilita la nobile famiglia dei "Tissinallo" proveniente dalla Valtravaglia.

Nel 1592, al tempo della visita pastorale del vescovo Feliciano Ninguarda in Valcuvia, i "pagi" di Zuigno, Casale e Aga facevano parte di un'unica comunità che contava 60 fuochi, per un totale di 461 anime, di cui 352 comunicate.
A Zuigno si trovava una chiesa dedicata a Santa Maria e a San Rocco; a Casale sorgeva una chiesa dedicata a San Vittore e ad Aga una dedicata a San Bernardino; nelle ultime due chiese celebrava gli uffici sacri un frate dell'ordine francescano (Visita Ninguarda 1589-1593).

L'antica chiesa di San Vittore, futura sede parrocchiale, sarebbe stata sostituita da una nuova, eretta negli anni 1824-1832 e consacrata dal vescovo Carlo Romanò il 7 luglio 1839, durante la sua visita pastorale in Valcuvia (Visita Ninguarda 1589-1593, note).

La chiesa di Zuigno dedicata a Santa Maria è indicata in costruzione nel catasto teresiano del 1722. Dopo il 1740, per volere di Gian Angelo III° Porta (proprietario dell’attigua Villa), si affidarono i lavori di costruzione della chiesa all’arch. Antonio Maria Porani. L’edificio si presenta con pianta a croce greca e cupola centrale, con l’aggiunta di due ambienti, laterali all’abside: una sacrestia ed una tribuna (fino al 1993 collegati all’adiacente Villa tramite un corridoio). La chiesa fu terminata nel 1752 e, in occasione della Consacrazione, la Comunità di Casalzuigno ottenne dai fratelli Porta “di potersi servire in ogni tempo ed ora in perpetuo della detta chiesa ed ivi fare le loro funzioni parrocchiali”, senza comunque dar pregiudizio ai diritti di juspatronato sull’edificio (che sono rimasti fino al 4 giugno 1993 in mano agli eredi). 27 ottobre 1752: i fratelli Porta concedono alla Comunità Parrocchiale la possibilità di costruire un’altra sacrestia, in quanto quella esistente rimaneva di proprietà privata. Il campanile venne costruito dalla Comunità Parrocchiale dopo il 1797, senza il preventivo permesso della famiglia, i cui eredi condonarono il manufatto (alto 28 metri) solo nel 1820. Dopo tali fatti la Comunità di Casalzuigno non mancò di ottenere il consenso dagli eredi per ulteriori lavori da eseguirsi (sia per acquisto o alienazione di beni mobili, sia per la costruzione, avvenuta nel 1828, dei portichetti laterali all’ingresso). Nel 1937 si costruì una nuova scalinata di accesso al sagrato su progetto dell’ing. Alfredo Speroni di Varese, che sostituì l’originaria scala in legno posta a sud-ovest della facciata.


La parrocchiale di Santa Maria vista dai giardini di Villa Della Porto Bozzolo
Foto di Elisabetta Mezzatesta Lucà

Arcumeggia, l'antica "Arx media" posta a difesa della strada che unisce la Valcuvia e la Valtravaglia, si ricorda innanzitutto per il ritrovamento di una testa d'ascia in serpentino di epoca neolitica, cui si aggiungono tutta una serie di riscontri a partire dal tredicesimo secolo. Oggi è uno dei Paesi Dipinti più rinomati per la fama degli artisti che affrescarono i muri delle case.

Arcumeggia
San Martino - G. Montanari /Il soldato che non vuole la guerra - De Micheli
Foto di Cristina Tombini

Casalzuigno fu eletta come dimora dalla nobile famiglia Della Porta, notai in Portovaltravaglia, che nella seconda metà del cinquecento vi acquistarono una grande estensione di terreno per realizzarvi una dimora signorile, la ' domus magna '. Alla fine del '600 Gian Angelo Seniore e Carlo Girolamo I decisero di ingrandire e abbellire la villa che assunse l'attuale aspetto dopo i lavori terminati nel 1690.

Lo splendido giardino all'italiana è opera di Gian Angelo III, figlio di Carlo Girolamo: egli realizzò lo scenografico viale d'accesso alla villa, il parterre, le quattro terrazze e la fontana centrale, il tutto culminante nel belvedere in cima alla collina. Fece inoltre decorare la villa con affrescature floreali e erigere l'oratorio della Beata Assunta (1752) come cappella privata della villa che divenne in seguito la parrocchiale del borgo.

Nel 1814 si estinse la famiglia Della Porta e la proprietà venne ereditata dalla famiglia Bozzolo che nel 1989 la donò al FAI

. Casalzuigno Villa Della Porta Bozzolo

Villa Della Porta Bozzolo

Nella frazione Aga si trova la chiesetta di S. Bernardino (sec. XII) dotata di insolito campanile a pianta triangolare dal cui sagrato si gode un bel panorama sulla Valcuvia. Unitamente all'eremo di San Giuseppe a Cassano Valcuvia fu uno dei primi edifici religiosi edificati grazie al diffondersi del Cristianesimo in Valcuvia.

I restauri hanno evidenziato tratti murari di fondazione di una chiesa più antica, preromanica. E' stato individuato un edificio quadrangolare in muratura, ancora interrato, in posizione laterale e ortogonale al lato nord dell'aula preromanica. Di sicura età romanica è la costruzione visibile nell'attuale presbiterio e nell'abside semicircolare.

All'interno, a partire dal presbiterio sino all'abside, si sviluppa un ciclo di affreschi dedicato a S. Bernardino, databili al XV secolo.

Ai piedi delle immagini che compongono il ciclo di affreschi del catino absidale si notano dei graffiti d'epoca con nomi, date, simboli che si suppone siano stati lasciati da fedeli o pellegrini dell'epoca.

Aga San Bernardino Campanile
Aga San Bernardino

 


Curiosità, tradizioni, leggende e ... un po' di storia

 

- da Progetto CIVITA - Le istituzioni storiche del territorio lombardo - Regione Lombardia alcune notizie storiche sul comune di Casalzuigno

Casalzuigno visto da Luigi Caimi

Casalzuigno
Foto di Luigi Caimi

Casalzuigno
Foto di Luigi Caimi

Casalzuigno
Foto di Luigi Caimi

Casalzuigno
Foto di Luigi Caimi

 

Cenni Corografici Storici Statistici della Valcuvia Brevemente e Liberamente esposti di Michele Lajoli - Milano 1876

ARCUMEGGIA - Il paesello è situato sulla scogliera della montagna, ed all'ingresso del passo della Valtravaglia, Arcumeggia era in tempo antico un luogo fortificato di molta considerazione.
Il nome di Arcumeggia lo si vuole derivato da Arx Media perché occupa il centro della valle di Cuvio sul fianco di mezzogiorno, a vista della Rocca d'Orino e dei Castelli di Cabiaglio e di Masciago. Oltre a contribuire coi detti forti alla difesa della valle, rendeva pure difficilissimo il transito dal lato della Valtravaglia. Dei fortilizi d'Arcumeggia non esistono vestigia e ciò prova che furono completamente distrutti.
Il paese è piuttosto alpestre; conta 300 abitanti, ed ha l'estimo censuario di Scudi 3062.- Confina il territorio d'Arcumeggia con quello di Duno a mattina, di Vergobbio a mezzogiorno, di Veccana a mezzanotte e di Casalzuigno a sera.
La Chiesa Parrocchiale dedicata a Sant'Ambrogio è antica, ma di nessun pregio; è staccata pochi passi dal paese. Il Curato viene eletto dal popolo. Il clima d'Arcumeggia nell'inverno è più temperato di quello che sembra perché l'abitato è posto a mezzogiorno. I prodotti del suolo scarseggiano, e perciò gli abitanti hanno molta cura per la pastorizia. Coi guadagni che fanno gli uomini nelle periodiche emigrazioni, le famiglie vivono discretamente.
Lungo la valle detta della Prada, che mette fine all'Oratorio di Sant'Antonio, ove comincia la rapidissima disagevole discesa, che conduce nella Valtravaglia, vi sono bellissime praterie e buoni pascoli. Di tratto in tratto si incontrano piccole cascine e stalle nelle quali gli abitanti d'Arcumeggia tengono il bestiame in estate: vi si fabbricano quotidianamente burro e formaggio, che si vendono poi nei circonvicini paesi o sui mercati. Arcumeggia ha nel centro dell'abitato una fontana pubblica, ed un molino a pochi minuti del paese.
Da Arcumeggia si può andare a Casalzuigno divergendo a mano sinistra per discendervi percorrendo fra boschi e selve un angusto e sassoso sentiero, oppure rifacendo la già praticata strada di Vergobbio, che senza dubbio è la più comoda e conveniente. Trovandosi a quest'ultimo villaggio, è miglior partito lasciare per un momento in disparte Casalzuigno, e rivolgere il passo per il borgo di Cuvio.

CASALZUIGNO - Questo paese è composto di molti casali e frazioni, delle quali le principali sono: Casale, Zuigno, Aga e Ronco; è distante circa tre chilometri da Cuvio. E' popolato da 850 abitanti; il territorio è censito scudi 14,843, e confina ad oriente con Vergobbio e Cuvio, a mezzodì con Azzio, a mezzanotte con Arcumeggia, ed a sera con Brenta.
La Chiesa Parrocchiale che si trova nella frazione Casale fu rifabbricata sul disegno dell'Architetto Moraglia ed incontra l'approvazione degli intelligenti per l'armonia delle forme interne e della ricca facciata che prospetta a mezzogiorno, con una piazza piana e quadrata davanti. I lavori di codesto edificio e del campanile furono bravamente assistiti e diretti dal signor Vincenzo Zuretti di Casale.
La Chiesa Parrocchiale vecchia di questo comune è situata a mezzo chilometro di lontananza della frazione Casale, sovra un'isolato monticello, ed ora serve esclusivamente per le funzioni funebri, essendovi attiguo il Cimitero. Il Parroco la cui nomina si fa dai capi di famiglia, ha residenza in Casale.
A Zuigno, che è la frazione più popolosa ha sede il Municipio. Vi è una bella Chiesa sussidiaria della sucitata, la quale ha ornati a stucco di buon gusto, ed un quadro di pittore distinto. A Zuigno dimora un Prete Coadiutore in cura d'anime. In questa frazione merita di essere visitata la Villa altre volte della nobile famiglia Porta, poscia Carpni ed ora Righini, con vasto giardino e parco cintato da alte muraglie, chiaato il Belvedere, in esposizione soleggiata, ed abbellito da fontane; statue e prospettive secondo lo stile architettonico italico dell'epoca in cui fu fabbricata. La famiglia Righini vi soggiorna nelle buone stagioni dell'anno, chiamatavi dai comodi della magnifica abitazione, dall'amenità del sito, e più ancora dalla soavità del clima dolcissimo di questa località e dei suoi contorni.
Ad Aga altra frazione collocata sul Monte superiormente al suddetto Belvedere, trovasi un pò discosto dall'abitato l'Oratorio di San Bernardino contornato da piante di piuma antica: in essa si ammira un quadro ad olio creduto comunemente del Morazzone.
Il territorio di Casalzuigno è produttivo di castagne, noci e vino: abbondanti sono i cereali dopo che fu convertita a campagna la palude Careggio, ove il gelso prospera vigoroso a profitto dei bachicoltori, che ottengono un discreto raccolto di gallette.
Da qualche anno fiorisce in questo Comune una Scuola privata Elementare di grado superiore, Commerciale e Ginnasiale diretta da bravi maestri, che tengono anche allievi in ensione per una tassa assai modica mensile.
La popolazione mascolina attiva ed intraprendente si reca ogni anno nelle città d'Italia ed in altri Stati in cerca di lucroso lavoro. Varj di questo paese si slanciano arditi nelle lontane Americhe e nell'Australia. Non è quindi da far le meraviglie se fra molti, alcuni abbiano migliorata la loro posizione economica, e con ben calcolate speculazioni abbiano fatto stupendi guadagni.
Le scienze sacre e profane ebbero cultori fra gli abitanti di Casalzuigno; alcuni delle famiglie Felli, Giacometti, Pianezza, Visconti e Zaffrani ebbero agio col loro ingegno e colla dottrina di arrivare a coprire posti distinti procacciandosi fama illibata e ben meritati onori.
In ogni membro del Comune vi sono pubbliche fontane sempre alimentate da acque eccellenti che incanalate sotterra derivano dalle sorgenti che scaturiscono abbondanti sul Monte Nudo ( Biotta), alle cui radici Casalzuigno è posto.
Sono degne di essere vedute le pittoresche cascate che forma la Marianna scendente a precipizio dalla montagna sui diversi Molini che sono fabbricati sul colle, l'uno all'altro sovrastanti.
La strada provinciale Laveno-Luino passa sotto l'abitato di Casalzuigno, e per quella seguitando il viaggio in tre quarti d'ora si giunge a Brenta,