Ville e parchi di Varese

Nel medioevo il borgo e le 'castellanze' erano nettamente separati da ampi spazi agricoli. Quando nel XVIII, ma ancor più nel XIX sec., la ricca borghesia comincio a costruire delle dimore 'di rappresentanza' all'esterno della cinta urbana, si formò un reticolo di ville con giardini e parchi, che portò a definire Varese 'Città giardino'. Alcune di queste ville e i loro parchi sono oggi di proprietà comunale con lo spazio verde aperto al pubblico. Altre sono di proprietà privata, ma meriterebbero ugualmente una segnalazione per il loro valore storico architettonico e per quello botanico paesaggistico.

Per le aree di proprietà comunale, il Comune di Varese ha pubblicato le "Piccole Guide ai Parchi Cittadini" curate dall'Assessorato alla Tutela ambientale e Agenda 21 del Comune di Varese, ricche di informazioni botaniche sul 'verde' cittadino.

 


Palazzo Estense

Fu residenza di Francesco III d'Este, duca di Modena e governatore della Lombardia austriaca, il quale, durante un soggiorno a Varese nel 1755 ospite del'amico Paolo Antonio Menafoglio che possedeva una splendida dimora a Biumo Superiore, fu tanto affascinato dalla città che la chiese in feudo a Maria Teresa d'Austria.
Sul sito dove oggi sorge il Palazzo Estense esisteva già una villa, di proprietà di Tommaso Orrigoni: nel 1765 il duca Francesco la acquistò e la fece restaurare per farne una propria residenza. Ad occuparsi del progetto fu l'architetto Giuseppe Antonio Bianchi, che disegnò anche il bellissimo giardino alla francese, ritenuto tra i più bei giardini dell'intera Lombardia.

Le sale interne sono tutte riccamente decorate, ma l'ambiente più apprezzato è sicuramente il salone d'onore. Le decorazioni furono eseguite da Ludovico Boselli (finte architetture) e Giovan Battista Ronchelli (ovale centrale rappresentante Giove, Venere e Amore.

Nel 1837 la proprietà passò dagli Estensi al Dott. Carlo Pellegrini Robbioni, il quale ridisegnò parzialmente il parco e adiacenti all’ala ovest del palazzo fece costruire una filanda e un opificio per la lavorazione della seta. Nel 1850 la proprietà passò a Cesare Veratti, nipote del Robbioni, il quale proseguì la trasformazione del parco sino a quando, nel 1882, il complesso venne acquistato dal Comune di Varese. Dal 1883 il parco è aperto al pubblico.


Villa Recalcati



Oggi di proprietà della Provincia di Varese, porta il nome della nobile famiglia milanese che la edificò nei primi del 1600. Estinto il ramo dei Recalcati, passò ai Melzi di Cusano e Scotti Di Vigoleno che nel 1828 la vendettero al conte Giovan Battista Morosini di Vezia (Canton Ticino). In questo periodo soggiorna alla villa Giuseppe Verdi, maestro di musica delle ragazze Morosini, che qui compose alcuni brani de 'I Lombardi alla prima crociata' sul pianoforte ancor oggi conservato. Nel 1872 la villa viene ceduta a una società di varesini che la trasformarono in albergo di lusso, il 'Grand Hotel Excelsior', che ospitò personaggi illustri e teste coronate.
L'hotel chiude nel 1927 e qualche anno dopo (1931) l'edificio viene acquistato dalla neo Provincia di Varese, costituita nel 1927.
Dopo un lungo periodo di abbandono, il parco è stato restaurato, riportato all'antico splendore e dal 1999 è aperto al pubblico.

Curiosità - Nel giardino della villa c'è ancora il cippo che contenne l'urna con il cuore di Taddeus Kosciuszko, eroe nazionale polacco. Nel suo testamento, Taddeus aveva lasciato il corpo alla Polonia e il cuore a Emilia, figlia dell'amico Zeltner, ambasciatore elvetico a Parigi. Emilia sposa Giovan Battista Morosini e fa erigere un cippo nel giardino con l'iscrizione 'Cor Taddei Kosciuszko'. Venduta la villa nel 1872, Emilia porta con sé l'urna con il cuore del patriotta polacco in Svizzera. Nel 1895 l'urna viene consegnata alla Polonia e sistemata a Varsavia, dove è ancor oggi simbolo di libertà e indipendenza.


Villa Menafoglio Litta Panza

 

Costruita alla metà del XVIII secolo per volontà del marchese Paolo Antonio Menafoglio e ampliata in epoca neoclassica dall'architetto Luigi Canonica, su incarico del duca Pompeo Litta Visconti Arese. La villa, circondata da uno splendido giardino all'italiana, è celebre nel mondo per la collezione d'arte contemporanea che Giuseppe Panza di Biumo vi ha raccolto a partire dagli anni '50.

Nel 1996 è stata donata da Giuseppe e Rosa Panza al FAI.


Villa Veratti / Villa San Francesco


Nella prima metà del Duecento sorsero sul colle di Biumo il Convento dei Francescani (Minori Conventuali) e la chiesa, dedicata a S. Francesco d’Assisi - tanto che le attuali vie Morazzone e Mozzoni formavano un tempo “lo stradone di S. Francesco”.

Con la soppressione degli ordini religiosi, il complesso venne acquistato nel 1800 dal marchese don Benigno Bossi. Nel 1810 il conte Giorgio Clerici rilevò la proprietà e costruì lo splendido porticato interno e la bella facciata sul lato meridionale. Alla morte del Clerici nel 1819, la tenuta passò a Carolina Pozzi, moglie di Giovanni Mozzoni, e quindi ai Veratti, quando Marianna Mozzoni sposò l’ing .Callisto Veratti,

Sarà proprio per volere dell’erede Veratti, Maria Luisa, che la proprietà verrà affidata alle cure del FAI nel 2001.

Il parco romantico all’inglese che circonda la Villa è uno dei parchi più antichi (XIII secolo) e più belli di Varese, ricco di specie botaniche dalle betulle ai lecci, dalle magnolie ai pini.

Nel parco, una fonte 'miracolosa' attribuita a sant'Antonio da Padova.


Villa Baragiola


Anno 1919

Costruita nella prima metà dell'800 dall'omonima famiglia milanese dei Baragioli de Bustelli, era dotata di un estesissimo parco (75000 mq) con un laghetto artificiale nella parte inferiore (oggi parcheggio) e da una collinetta con parco all'inglese.

Nel 1895, sul lato nord del parco, l'avvocato Andrea Baragiola inaugurò uno dei primi ippodromi italiani, che si estendeva sino all'attuale stadio "Franco Ossola" e al suo parcheggio.

Nel 2001 l'intero compendio è stato acquistato dall'Amministrazione Comunale che vi ha trasferito degli uffici e aperto il parco al pubblico.

La vasta area porticata a piano terra è sede del Museo Tattile Varese .

 

 

 

Castello di Masnago

Documenti attestano che nel '400 il castello era proprietà della famiglia Castiglioni di Castiglione Olona. Alla torre medievale edificata sicuramente per scopi militari, venne aggiunto dapprima un corpo quattrocentesco e successivamente un'ala sei-settecentesta che trasforma il castello in dimore signorile.

Con l'estinzione del casato dei Castiglioni, all'inizio del XX secolo, il castello passò ad un ramo femminile e nel 1934 diventò proprietà di Angelo Mantegazza di Varese. Passò poi alla famiglia Panza negli anni 60, che lo cedettero al Comune di Varese nel 1982.

Si deve alla famiglia Castiglioni quello che risulta essere il tesoro più prezioso del Castello: due interi cicli di affreschi, uno nella sala inferiore con scene di “svaghi all’aperto” nel lacustre paesaggio varesino, mirabile documento della vita cortese dei proprietari; l’altro nella sala superiore, con figure femminili simboleggianti vizi e virtù. L’insieme (riscoperto nel 1937 dall’allora proprietario, Angelo Mantegazza) rappresenta uno dei pochi esempi superstiti
di affreschi profani in Lombardia, espressione dello stile gotico internazionale.

Oggi il comune lo ha adibito a Museo d'arte moderna e contemporanea.

Il parco Mantegazza è caratterizzato da una straordinaria ricchezza di specie vegetali: ben 103 differenti varietà di alberi e arbusti impreziosiscono quest‘area verde, rendendola simile ad un piccolo giardino botanico.


Villa Toeplitz




Nel 1914, il banchiere Giuseppe Toeplitz, fondatore della Banca Commerciale Italiana, acquistò la residenza di campagna della famiglia Hannesen, ai piedi del Sacro Monte, in rione Sant'Ambrogio. Toeplitz e la moglie Edvige Mrozowska apportarono notevoli abbellimenti alla villa e al parco, ampliato fino a quasi otto ettari, con canalizzazioni e giochi d'acqua.

Alla morte di Giuseppe Toeplitz la villa e il parco passarono in eredità alla moglie e al figlio Ludovico i quali, dopo la fine della seconda guerra mondiale, li cedettero ai fratelli Mocchetti di Legnano. Nel 1972 la proprietà fu acquisita dal Comune di Varese che decise di aprire il parco al pubblico.

Attualmente la Villa ospita una delle sedi decentrate dell'Università dell'Insubria.

Nella dependance della Villa ha sede il Museo Etno Archeologico Castiglioni che espone la collezione di reperti etno-archeologici donata al Comune di Varese dai fratelli Angelo ed Alfredo Castiglioni, valenti archeologi.


Villa Torelli Mylius




Sino al 1773 il sito appartenne ai Padri Gesuiti di Varese ed era destinato ad attività agricole. Quando l'ordine religioso fu espropriato dall'autorità politica, parte del terreno fu donato al Duca Francesco III d'Este Signore di Varese e un'altra area venne aggiudicata a Francesco Torelli, un notabile del tempo.

Nel 1902 la proprietà passa a Giorgio Mylius e nel 1946 all'industriale varesino Achille Cattaneo. Per tre generazioni è stata residenza della famiglia Babini Cattaneo, che a Varese ha esercitato per decenni l'attività industriale con la Conciaria Cornelia, nel rione Valle Olona.

Nel 2007 è stata donata al Comune di Varese, che ha aperto il parco al pubblico l'anno successivo.

Nel 2016 è stata siglata la convenzione tra Comune di Varese e la Fondazione Gualtiero Marchesi che vedrà insediarsi nella villa l'Accademia del gusto e delle arti.


Villa Augusta



È una villa ottocentesca con un vasto giardino realizzato agli inizi del novecento.
La vegetazione è caratterizzata da numerosi alberi maestosi, fra i quali alcuni grossi cedri, un gruppo di faggi purpurei e un esemplare di quercia da sughero.

Nel 1968 fu acquistata dal Comune di Varese ed è attualmente è sede dell'azienda di erogazione del gas, dell'acqua e dei servizi di nettezza urbana di Varese.

Dal 1970 il grande giardino è aperto al pubblico.

 

 


Villa Mirabello

Edificata nel '700 in stile inglese dal conte Gaetano Stampa di Soncino, passò poi a Luigi Taccioli e da ultimo ai marchesi Litta Modigliani.

Nel 1948, la villa e il relativo parco, contiguo a quello di Palazzo Estense, furono acquisiti dal Comune di Varese, che così veniva a disporre di una grande proprietà nel cuore della città che andava a integrare con il suo patrimonio arboreo il giardino comunale.

La villa è oggi sede dei Musei Civici.


Ville Ponti


Villa Andrea Ponti

Il complesso delle Ville Ponti è costituito da Villa Andrea, Villa Napoleonica (Villa Fabio Ponti) e le Sellerie, immerse in un parco all'inglese di 56 mila metri quadrati.

Nel 1838 i Ponti, imprenditori lombardi del tessile, acquistarono la Villa Napoleonica per farne la propria residenza estiva. Nel 1858 Andrea Ponti (fondatore del Museo Paleontologico all'Isolino Virginia) affida all'architetto Giuseppe Balzaretto l'incarico di costruire la Villa che oggi prende il suo nome. La maestosità della villa-palazzo, dominata da elementi architettonici che ricordano palazzo Vendramin a Venezia, si arricchisce dei capolavori d'arte in essa contenuti: affreschi del Bertini, tele di pregio del Focosi e del Bianchi, lampadari di Murano, statue in bronzo.

Da Villa Napoleonica Garibaldi diresse lo scontro del 26 maggio 1859 contro gli austriaci.

A poca distanza da Villa Andrea e Villa Napoleonica sorgono Le Sellerie, le suggestive scuderie di epoca settecentesca, con il caratteristico "tetto a neve".

Il parco all'inglese della Villa, impreziosito da un laghetto di origine sorgiva, ospita una lussureggiante vegetazione costituita da tassi, aceri, cipressi, cedri e profumatissime magnolie.

Nel 1961 la Camera di Commercio di Varese acquista il complesso dal marchese Gian Felice Ponti ricavandone un centro congressi.