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27 February 2026
Sesto Calende: tra lago, fiume e memorie storiche
Città

Sesto Calende: tra lago, fiume e memorie storiche

Feb 27, 2026

Lì dove le placide acque del Lago Maggiore si restringono per dare vita al corso del fiume Ticino, sorge la cittadina di Sesto Calende, che rappresenta un confine naturale che unisce l’ampio bacino prealpino alla rigogliosa pianura lombarda.

Visitare questa zona meridionale della provincia di Varese significa immergersi in un paesaggio dove l’azzurro dell’acqua si fonde con il verde scuro delle colline moreniche, il tutto incorniciato dalla maestosa sagoma innevata del Monte Rosa.

È una destinazione che invita alla scoperta misurata, capace di offrire al viaggiatore un equilibrio inaspettato tra un patrimonio storico di inestimabile valore e un ecosistema fluviale di rara suggestione.

Le radici del borgo tra antiche civiltà ed eredità romane

La vocazione strategica e commerciale del territorio vanta origini estremamente antiche, ben precedenti all’assetto urbanistico che possiamo ammirare oggi. L’area fu la vera e propria culla della civiltà di Golasecca, una fiorente cultura dell’Età del Ferro che prosperò proprio grazie al rigido controllo delle rotte fluviali, a quel tempo fondamentali per gli scambi merci tra il Mediterraneo e i popoli transalpini.

Successivamente, l’Impero Romano consolidò l’importanza logistica di questo guado, lasciando un’impronta indelebile persino nella toponomastica locale. Il nome della cittadina deriva infatti dalla sua precisa distanza dal vicino insediamento di Somma Lombardo, indicata sulle mappe consolari come “Ad Sextum Lapidem” (al sesto miglio). A questa radice venne in seguito aggiunto il termine “Calende“, in riferimento al vivace mercato che vi si teneva abitualmente durante il primo giorno di ogni mese.

L’architettura sacra e la tutela dei reperti archeologici

Passeggiando fuori dal centro storico si ha la possibilità di toccare con mano le preziose eredità di questo lungo cammino storico e spirituale. Tra gli edifici di maggior pregio spicca l’Abbazia di San Donato, un maestoso complesso edificato tra il nono e l’undicesimo secolo che custodisce al suo interno pregevoli affreschi di scuola lombarda e una suggestiva cripta sotterranea.

Poco distante, non meno affascinante si rivela l’Oratorio di San Vincenzo: risalente al dodicesimo secolo, rappresenta uno degli esempi più puri, intatti e rigorosi di architettura romanica dell’intero Varesotto.

Per chi desidera invece approfondire i capitoli antecedenti all’epoca cristiana, il Museo Archeologico cittadino offre un’esposizione curata e densa di reperti, indispensabile per comprendere le usanze e la complessa quotidianità delle popolazioni preistoriche che per prime abitarono le alture circostanti.

La natura e le passeggiate lungo la linea dell’acqua

Il vero cuore pulsante dell’abitato rimane tuttavia indissolubilmente legato alla presenza dell’acqua. Il lungofiume e il lungolago, impreziositi da ampi viali alberati, costituiscono una delle passeggiate pedonali più gradevoli ed estese dell’intera provincia.

Percorrere questo tracciato significa godere di una prospettiva unica, potendo osservare fisicamente il tratto esatto in cui l’orizzonte aperto del lago muta le sue correnti per incanalarsi nel letto fluviale. Questa vitale transizione ecologica è protetta e costantemente valorizzata dal Parco Lombardo della Valle del Ticino, una riserva della biosfera riconosciuta a livello internazionale che offre innumerevoli percorsi ciclabili e sentieri sterrati. Qui le sponde diventano il rifugio ideale per gli amanti del birdwatching e per chiunque cerchi un’oasi di profonda tranquillità all’ombra dei salici, fermandosi a contemplare il lento viavai delle imbarcazioni.

L’epopea del volo e la memoria industriale

Oltre al fascino paesaggistico e medievale, l’identità sestese è stata profondamente forgiata nel corso del Novecento da una vocazione manifatturiera di altissimo livello.

La città è universalmente nota agli appassionati per essere stata la sede storica della SIAI-Marchetti, l’azienda aeronautica che ha scritto pagine epiche nella storia dell’aviazione civile e militare. Proprio da queste placide acque dolci decollavano i grandi idrovolanti protagonisti delle leggendarie trasvolate oceaniche nei primi decenni del secolo scorso.

Ancora oggi, la fiera memoria di questo glorioso passato industriale convive armoniosamente con la vocazione turistica del lungolago, arricchendo il fascino di una località che ha saputo volare alto senza mai recidere il proprio vitale legame con il fiume e con la natura.