|
|
|
|
Posto in bella posizione su un crinale tra il lago di Varese e
ciò che resta del laghetto omonimo, vanta origini antichissime
legate al ritrovamento di palafitte sul dirimpettaio Isolino
Virginia. Oltre a diverse lapide romane, venne qui ritrovato
nel 1854 da Benesprando Quaglia, nei pressi della strada che da
Biandronno porta a Travedona, un astragalo di bronzo del
II sec. d.C. usato dai romani come unità di peso. Si tratta
infatti di un peso di cento libbre romane (32 Kg.) contrassegnato
nella parte convessa dalla lettera C, simbolo di Centum. Molti altri
reperti d'epoca romana sono stati rinvenuti da contadini nel lavorare
i campi: monete dell'epoca di Caracalla e di Alessandro Severo,
vasellame, tombe con corredo funerario, lapidi, come quella visibile
sul lato est della parrocchiale di S. Lorenzo.
Nel 1161 per ordine dell'imperatore Federico Barbarossa, il governatore
del Seprio, Godwin von Heinsberg, detto Gozzolino, bruciò
e distrusse il castello di Biandronno, sino ad allora importante
baluardo del Contado del Seprio. Era successo che l'arcivescovo
di Milano, Oberto da Pirovano, inviso al Barbarossa, era entrato
in Varese con cento soldati per occupare Arcisate, Induno e, appunto,
il castello di Biandronno. Del castello, che non fu mai più
ricostruito, restarono soltanto 'avanzi di torri e fortilizi'.
NeI 1864 l'ingegner Quaglia acquistò il lago di Biandronno
e la palude che lo circondava e iniziò i lavori di prosciugamento
che durarono sino agli inizi del novecento, per ricavarne torba
e aumentare la superficie del terreno coltivabile. La piana, che
ha preso il posto del laghetto, è oggi una palude ricca di
vegetazione inserita nelle zone umide tutelate.
In frazione Cassinetta, sorse la Ignis di Giovanni Borghi,
oggi Whirlpool.

|